JONATHAN LATIMER.
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LA BARA DI VISONE.
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Titolo originale: Black is the fashion for dying.
Traduzione di: Anna Molle Briasco.
1960. Aldo Garzanti Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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L'AUTORE.
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Nato da una famiglia di antiche origini, studi dapprima in Arizona, poi in Illinois e, nel 1929, si laure al Knox College. 
Inizi subito a lavorare come cronista di  cronaca nera al Chicago Herald-Examiner per passare poi al Chicago Tribune.
In questi anni conobbe personalmente l'ambiente gangsteristico della citt e i suoi esponenti di punta, tra cui  Al Capone.
La sua facilit di scrittura lo mise spesso nelle condizioni di dover riscrivere gli articoli dei colleghi, e un suo pezzo sull'allora Segretario di Stato Harold Ickes gli frutt l'offerta di entrare nello staff dello stesso Ickes per redigerne i discorsi. Latimer svolger questa attivit per sette anni, fino al 1940, scrivendo anche per altri esponenti di primo piano della politica statunitense. 
Nel 1935 pubblic il suo primo romanzo,  Destinazione: sedia elettrica (Headed for a Hearse). Ne scriver altri sette, fino al 1941. Dal 1942 al 1945 combatter in  Marina. In seguito pubblicher solo altri due romanzi, uno nel 1955 e un altro nel 1959.  Nel 1940 si trasfer a La Jolla in  California, vicino di casa e ottimo amico del pi noto collega  Raymond Chandler.
Nel frattempo, nel 1939 intraprese la carriera di sceneggiatore cinematografico. Scrisse cos una ventina di sceneggiature, che gli diedero una buona fama e discreti guadagni. Nel 1958 abbandon il cinema per dedicarsi a soggetti e sceneggiature per la televisione. Lavor a serie di grande successo come  Markham (10 episodi nel 1959), Scacco matto, Perry Mason con Raymond Burr (per cui sceneggi dal 1960 al 1965 ben 45 episodi) e Hong Kong (5 episodi nel 1960). L'ultimo suo lavoro  del 1972: la sceneggiatura dell'episodio intitolato Il terzo proiettile della serie Colombo con Peter Falk.
Nel 1973 Latimer cess ogni attivit letteraria. Mor dieci anni dopo, il 23 giugno 1983, per un tumore. 
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LA BARA DI VISONE.
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1. Richard Blake.
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Erano forse le dieci e tre quarti quando cominci a sentire
quel rumore. Non si trattava di un rumore insolito: un motore
di automobile che girava a vuoto, con il ritmo irregolare
che rivela una cattiva carburazione e con lo stridere di
viti allentate. Quando lo sent, si accorse con /irritazione che
i suoi nervi, gi da tempo, lo avevano avvertito.
Infil un nuovo foglio nella macchina da scrivere, vi batt
irosamente in alto, pag. 127, pensando perch in nome di Dio,
non si pu avere un po' di pace neppure in casa propria!
Fuori, il motore continuava a girare a vuoto.
Sar un lungo addio, pens, immaginando una coppia allacciata,
bocca contro bocca, sul sedile di crine pieno di macchie;
oppure i ladri si saranno introdotti nella casa vicina e la
macchina li attende accanto al marciapiede; o sar una guida
interna nera, misteriosamente vuota, col motore acceso e il
serbatoio pieno di benzina, la Maria Celeste delle automobili...
Basta, disse a se stesso, continuiamo a battere sui tasti,
ho gi abbastanza fastidi per questa notte, senza inventarne
altri. Doveva terminare la sceneggiatura di Tigre nella
notte, e la tigre portava sulla groppa due milioni di dollari;
rimaneva Un solo giorno di tempo per finire la lavorazione
del film; era ossessionato dalle chiamate telefoniche insistenti,
che insultano, chiedono, implorano; e infine, c'era stata quella
tremenda lite.
Oh, perch non faceva l'idraulico?
Guard accigliato il foglio giallo non ancora scritto e cominci:
ESTERNI NEEL'ACCAMPAMENTO NELLA GIUNGLA - MEZZO CAMPO - (notte).
Vicino al fuoco, il cuoco indigeno e i suoi aiutanti stanno chiacchierando
mentre preparano la cena. La macchina da presa li
inquadra passando poi alla tenda di Masterson da cui sta uscendo
McGregor, zoppicando goffamente sulla gamba storpiata. Si ferma
un momento vicino al palo della tenda per rimettersi in equilibrio.
(Nota: qui, dovr essere appesa a un chiodo infisso nel palo, la
fondina di Mansterson contenente la Webley.) Il viso di McGregor
 preoccupato, scuro, inquieto: non solo perch i cacciatori sono
in ritardo ma perch intuisce che dev'essere successo qualcosa che
non va. Ma che cosa? Fissa lo sguardo sui servi.
mcgregor
State zitti!
Il chiacchierio cessa. Il vecchio cacciatore si volta, scruta tra
gli alberi nell'oscurit, in ascolto. Interroga la foresta ma non ne riceve risposta.
Nessuna risposta, all'infuori di quel maledetto motore.
Perch non lo fermano, pens Richard Blake spazientito,
chiunque siano: innamorati, ladri o fantasmi. Diede un'occhiata
all'orologio elettrico circondato da una raggiera, appeso
alla parete dello studio. Erano quasi le undici e doveva scrivere
almeno altre quattro pagine. Sarebbe rimasto alzato
tutta la notte. Stava per piegarsi nuovamente sulla macchina
da scrivere, quando il telefono ai suoi piedi squill, il trillo
soffocato dallo spesso tappeto. Sbrogli il cordone e alz il ricevitore.
Parla Blake.
Era Lorrance, l'assistente di Karl Fabro alla direzione.
Aveva, come al solito, la voce melata. Spero di non disturbarti... cominci.
S, mi disturbi, rispose Blake.
Karl mi ha incaricato di telefonarti.  preoccupato per il copione.
Benissimo! Cos forse perder qualche chilo da quel suo pancione.
La voce melata divenne aspra: L'opzione scade il prossimo mese, Blake. Io direi...
E io ti dico... Blake s'interruppe, comprendendo che
litigare con Lorrance era un'impresa disperata. Di' a Fabro che ho terminato.
Davvero?
Gi; e le ultime parole sono scolpite su lastre di pietra, qui nel mio studio.
Ne sar contentissimo. Vi fu un attimo di silenzio. Ah,
Richard, mi dispiace di aver accennato all'opzione.
Opzione, pens Blake mentre la comunicazione veniva
interrotta. A chi voleva darla a intendere Lorrance? La
conosceva bene la politica dello studio. Non assumevano pi
scrittori a contratto. Era lui l'ultimo irsuto bufalo di una
mandria pressocch estinta e non aspettavano altro che la
scadenza dell'opzione per colpirlo, impagliarlo e appenderlo ai cancelli dello Studio.
Riprese a scrivere, prestando attenzione solo a tratti al
pulsare del motore. Le parole scattavano allineandosi inesorabilmente
al loro posto, come quelle di una telescrivente.
Il dialogo lo aveva tutto in testa, ma anche se non fosse stato
cos, bastava usare le medesime parole immortalate in
Mogambo, ne L'affare Macomber e in una dozzina di
altri epici soggetti. Introdusse in scena Ahri, la ragazza
mulatta che, con voce rotta, rivela il complotto ordito contro
la vita di Adrian Phelps. Descrisse quindi la scena dello
stagno nella giungla, con Barbara Phelps in primo piano che
sorride, mentre sente i colpi di fucile che crede abbiano ucciso
suo marito. Scrisse l'ultimo pezzo della caccia alla tigre
e stava descrivendo Barbara, che, simulando uno svenimento,
viene trasportata all'accampamento su una barella, quando
il telefono trill ai suoi piedi.
Questa volta era Herbie Adams, l'aiuto regista: Che stai facendo, genio? chiese.
Sono al quindicesimo round. Sanguinante, ma non vinto.
Scene nuove?
Le stesse persone e le stesse scene. Caccia alla tigre,
scena dello stagno e il gran finale nell'accampamento.
Acc...! mi sento sollevato: temevo di dover costruire
il Taj Mahal o qualche cosa del genere. Herbie fece una
pausa, poi domand cauto: Sei riuscito a calmare Lisa?
Ho sbagliato secchio: ho usato benzina invece d'acqua.
Herbie emise un brontolio di simpatia: La prossima volta
prova con lo champagne, disse e riattacc.
Mentre lasciava cadere il ricevitore sulla forcella ai suoi
piedi, Blake ricord le ultime furibonde parole che Lisa
aveva pronunciato prima di sparire nella nebbia di Los Angeles.
Tu e Caresse! aveva sussurrato con voce strozzata
dalla rabbia. Vi ucciderei tutt'e due... E con un colpo solo.
Non era giusto, riflett Blake.  vero che, all'inizio del
film, era uscito una o due volte con Caresse, o meglio, era
lei che lo aveva portato fuori, come una regina che elargisce
i suoi favori ad un modesto suddito, ma i favori non si erano
spinti oltre. Non si era mai avvicinato a un letto, con lei.
Anzi, l'unica volta che si era parlato di letto, lui...
Scacci dalla mente quella strana scena freudiana e
pens soltanto alla lite. In realt la causa non era stata
Caresse, ma Tigre nella Notte. Si trattava di decidere a
chi doveva toccare la scena finale: se a Lisa o a Caresse.
Lisa nella parte di Ahri, la ragazza mulatta, innamorata del
giovane cacciatore bianco,  convinta di dover uccidere Caresse,
nella parte di Barbara, la moglie del ricco americano,
la quale ha ordito il complotto per fare assassinare il marito.
Questa doveva essere la penultima scena. L'ultima scena
avrebbe dovuto farla Ahri, che si costituisce alle autorit, per
aver compiuto un'azione che nella sua innocenza di ragazza
primitiva, ritiene moralmente giusta, anche se contraria alle ipocrite leggi della societ.
In un certo senso, riconobbe Blake, Lisa aveva ragione.
Il finale avrebbe potuto dare un significato a tutto il film,
rendendolo qualche cosa di meglio di uno spogliarello tropicale
e, inoltre, avrebbe potuto benissimo far di Lisa una stella,
dopo sei anni di particine senza importanza. L'autore del
racconto lo aveva scritto in quel modo, ma n lui n Lisa
erano riusciti a farlo capire a Caresse, che il giorno prima
s'era degnata finalmente di leggere le ultime pagine.
Si era scatenata come una furia e la sua collera era
durata sei ore, bloccando la lavorazione del film. Tutto il
personale, comparse e avventizi, erano corsi in cerca di un
rifugio, gli attori stessi si erano nascosti. C'era stata una
serie di scontri pirotecnici tra Caresse e Josh Gordon, il
regista, tra Caresse e Blake, tra Caresse e Lorrance, tra Caresse e chiunque fosse a portata di mano.
Ridotta alla sua essenza, la protesta di Caresse era semplicissima:
non voleva essere uccisa, lasciando cos che una
piccola vagabonda evidentemente reclutata per mezzo di un
numero telefonico trovato sulla parete di una toilette,
predominasse nel film. Caresse si era sfogata a lungo: regia
miserabile, dialogo impossibile, costumi da rigattiere, ma
questa era la goccia che aveva fatto traboccare il vaso:
Caresse non voleva essere uccisa!
Finalmente Karl Fabro in persona, col sigaro spento fra
le grosse labbra, usc come un troglodita dalla sua caverna
ad aria condizionata e apparve sulla scena.
Inutile discutere, ringhi in direzione di Blake. 
una stella. Non si discute con una stella. Fate tutto ci che vuole.
Cos Blake, lo schiavo zelante, elabor ad libitum un
nuovo finale. Barbara, soltanto ferita da Ahri, ritornando
spaventata alla realt, si pente del male fatto, rinuncia al
giovane cacciatore bianco e si riconcilia col marito. Il solito vecchiume rispolverato.
Era piaciuto a tutti, tranne a Basil Trabert, che sosteneva
la parte del marito, il quale voleva sapere chi sarebbe
stato cos cretino da riconciliarsi con la moglie, che aveva
appena cercato di assassinarlo. Non piacque neppure a Lisa
che si fece venire le convulsioni. Esortata dal suo agente,
Abe Luskman ad abbandonare il film, lei si scagli su colui
che le era pi vicino e pi caro, cio su Richard Blake. Lo
accus di voler rovinare la sua carriera, per costringerla a
sposarlo (l'idea dopotutto non era cattiva), e arriv perfino
ad accusarlo di cospirare con Caresse contro di lei, dando
credito alla voce generale che egli era segretamente il suo
amante. E con questa assurda convinzione, era uscita di
casa due ore prima, scagliandogli sulla faccia: ... basterebbe un colpo solo!
Guardando l'orologio con la sua cornice di raggi, Blake
desider per l'ennesima volta di aver avuto abbastanza prontezza
da trovare un pretesto per discutere con Fabro. Non
ne avrebbe ricavato niente, ma Lisa si sarebbe calmata.
Una ragazza da far perdere la testa, pens mentre notava con
sorpresa che erano solo le undici e cinque. Fuori, il motore
continuava a ronzare. Scacci il litigio dalla mente e ricominci
a scrivere di buona lena.
SECONDO QUADRO - AHRI E MCGREGOR
Tutt'e due contemporaneamente vedono Barbara uscire dalla
giungla, trasportata su una barella. McGregor, zoppicando, va incontro
ai portatori, la macchina da presa inquadra la mulatta, che
con gli occhi socchiusi osserva la donna straniera che, non solo,
ha distrutto la sua felicit, ma  riuscita anche a fare del suo
amato Masterson un assassino. La ragazza guarda la fondina con
la Webley appesa al palo della tenda, vicino a lei.
RIPRESA PI AMPIA, COMPRENDENTE AHRI, MCGREGOR E I PORTATORI
McGregor guida i portatori nella tenda di Phelps. Ahri rimane
immobile, osservando.
INTERNO DELLA TENDA DI PHELPS - MEZZO CAMPO - (NOTTE)
Barbara finge sempre di essere svenuta. I portatori stanno per
posare al suolo la lettiga.
MCGREGOR
Adagio!  una donna, non un sacco di riso!
I portatori posano la barella sopra la branda. McGregor si curva
su Barbara scostando la coperta per vedere se  ferita. Nello stesso
istante Ahri appare all'ingresso della tenda stringendo la Webley tra le mani.
AHRI
Un diavolo, forse... non una donna!
McGregor si slancia su di lei, ma prima che riesca a strapparle
la rivoltella, partono due colpi diretti a Barbara, per quanto lo
permettono le mani tremanti di Ahri. Lotta tra il vecchio cacciatore
storpio e l'agile mulatta che sono quasi della stessa forza; sono
interrotti da grida provenienti dall'esterno.
Ehi l! Salve...!
Di colpo, Ahri smette di lottare. McGregor le strappa dalle
mani la Webley che va a cadere nel fuoco dell'accampamento.
MEZZO CAMPO - DAL LATO DI AHRI
Arriva al campo la squadra dei cacciatori, con in testa Masterson e Adrian Phelps.
PRIMO PIANO - AHRI
Si rende conto che Phelps  ancora vivo, e che Masterson non
ha avuto il coraggio di attuare il suo piano. La macchina da presa
la segue mentre corre verso di lui e gli si getta nelle braccia.
Masterson e Phelps lo fissano attoniti. Poi lentamente, si voltano
verso la tenda dove giace Barbara Phelps.
MEZZO CAMPO - BARBARA
Con difficolt si solleva sul gomito e volge gli occhi verso l'ingresso della tenda.
LA VOCE DI MASTERSON
AHRI
(freneticamente)
Ah, Masterson, non hai... non hai...!
MASTERSON
(scostandola)
Su, su, Ahri: che cosa succede?
(con voce zoppicando)
BARBARA
(ad alta voce)
Masterson! Venite qui, vi prego!
Anche tu, Adrian.
LA macchina da presa si allontana, mentre i due uomini entrano
nella tenda seguiti da Ahri e da McGregor.
BARBARA
Non avvicinatevi di pi. Vorrei...
(.sorride debolmente)
Vorrei parlarvi.
Masterson e Phelps si scambiano sguardi sorpresi e preoccupati.
BARBARA
(lentamente)
Nero  il color di moda per la morte...
e pure  quello del rimorso. Io
dovr adottar per le mie vesti il nero.
Che cosa nero? Con le mani appoggiate sui tasti della
macchina da scrivere, Blake guard accigliato la pagina riempita
solo a met. Un vestito a sacco nero? Cenere nera? Rilesse
la prima riga: Nero  il color di moda per la morte...
Fuori, il motore ebbe un sussulto, poi riprese il suo ansare
asmatico e irregolare.
Nero per la morte e per quella particolare notte, pens
rabbiosamente. Nero per gli effetti acustici. Guardando l'orologio
si accorse che il motore stava girando a vuoto da almeno
mezz'ora. Che cosa succedeva? Si alz, urtando col gomito
nella macchina, e si avvicin alle porte-finestre dello studio.
Attraverso i vetri poteva vedere il piccolo terrazzo con le
due sedie e il tavolino di legno e la striscia grigia, in discesa,
del viale. Sul ciglio della strada, a circa due terzi della
collina, c'era una strana sagoma nera.
Blake usc sul terrazzo: ora il motore si sentiva pi distintamente
e oltrepassato l'alone di luce proveniente dalla lampada
posata sulla scrivania, torn a guardare la strada. La
sagoma era un'automobile, un coup, fermo di fronte alla
stanza di soggiorno. Per un istante sper che fosse Lisa,
incerta se ritornare a fare la pace, poi ricord che la sua
macchina era decapotabile.
Strano, riflett. Che cosa faceva, chiunque fosse, fermo
sulla strada, per tanto tempo? Non potevano essere innamorati:
non avrebbero consumato la benzina, e neppure dei
ladri, ch sarebbero stati pi prudenti. Forse erano poliziotti
in perlustrazione?
Cautamente, s'inoltr attraverso i cespugli bassi che circondavano
il terrazzo, gir intorno a due limoni nani e si
avvicin al coup camminando sull'erba. I suoi occhi, abituatisi
all'oscurit, non riuscirono a scorgere nulla nell'interno
della macchina. Si ferm a pochi passi dalla portiera,
scrutando attraverso il finestrino chiuso: era vuota. Apr,
sentendo la vibrazione del pulsare ineguale del motore ripercuotersi
sulla maniglia cromata, e si pieg in avanti per spegnere
l'accensione. Nello stesso istante si accese la luce, rivelando,
sotto al volante, un viso pallidissimo, una serica
pelliccia e una capigliatura bionda. Una ragazza, con un mantello
di pelliccia, era raggomitolata sul sedile, con le lunghe
ciglia abbassate.
Blake gir la chiave dell'accensione e mentre il motore si
arrestava, ritir la testa in fretta. All'interno c'era un odore
che per non aveva niente a che fare col monossido di carbonio
perch questo, gli parve di ricordare, non ha nessun
odore. Gli venne fatto di pensare vagamente al rosso per le
labbra, ma forse quello che sentiva proveniva da qualche
altra specie di veleno. Da quel che poteva vedere, la pelle
della ragazza non era rossa, ma bianca come la cera. Sotto
il tocco della sua mano la sent calda. Se era morta, non
doveva esserlo da lungo tempo. Tolse la mano dal viso di
lei e la pos sulla spalla coperta dalla pelliccia, scuotendola gentilmente.
Non era morta ma pareva che non stesse molto bene. Sbatt
le palpebre poi le richiuse, gemendo piano. Blake entr
nella macchina trattenendo il respiro, temendo la presenza
di gas venefici e sollev la ragazza in modo da metterla a
sedere. La testa le ricadde sopra una spalla, mentre mormorava
qualche cosa che poteva essere: Lasciatemi stare.
Su, venite fuori... a respirare un po' d'aria.
Tenendola sotto le braccia l'alz dal sedile, la fece uscire
dalla macchina e cerc di farla stare in piedi. Ma le ginocchia
le si piegarono e sarebbe caduta se lui non l'avesse
sostenuta. Stava chiedendosi se non era il caso di prenderla
in braccio e portarla a casa, quando improvvisamente, si
accorse che cominciava a reggersi da sola.
George... mormor confusamente. George, sei tu?
No, non stanotte, rispose Blake. Venite, venite via di qui.
La ragazza s'irrigid cercando di liberarsi dalle sue mani,
ma lui la tenne stretta, temendo che cadesse. Lei fece un
ultimo tentativo, divincolandosi, poi si volse a guardarlo in viso. Il suo alito sapeva di gin.
Chi siete?...
E voi chi siete?
Io? L'odore di gin si fece pi acuto. Chi? io? Ridacchi:
Indovinate.
Accidenti! pens Blake.  completamente ubriaca.
Dove abitate? le domand.
Neb.
Neb?
Abito a Neb. Omaha, Neb.
Oh, Dio! Le fece fare un mezzo giro e la guid verso
i gradini dell'ingresso.
Dove andiamo?
A bere un caff. E voi avete bisogno di sali di ammoniaca.
Ho voglia di bere.
Benissimo, ora andiamo a bere.
Quando entrarono nella stanza di soggiorno, lei camminava
da sola. La lasci sulla porta che dava nell'ingresso e cerc
l'interruttore, battendo il ginocchio, come al solito, contro
il lungo tavolo sotto di esso. Accese la luce e si volt a guardarla.
La ragazza poteva avere diciannove anni e pareva una
figurina di Dresda, coi capelli biondo lino che le ricadevano
sulle spalle, le caviglie sottili sui sandali da sera dal tacco
inverosimilmente alto. Il suo corpo sottile pareva quasi perdersi
dentro una pelliccia di visone troppo grande per lei.
Gli occhi, sotto le ciglia scure, avevano il colore delle genziane,
la pelle pareva d'avorio. Aveva il viso composto e
privo di espressione. Sembrava una bambina, che gioca a
fare la signora con gli abiti della mamma.
Non volete dirmi il vostro nome? domand Blake.
Lei non l'ascoltava. Invece, ondeggiando un poco, ma senza
pericolo di cadere, si diresse verso il caminetto di marmo
grigio mettendosi a osservare un quadro che raffigurava un
paesaggio delle Bermude, dai toni ardesia e rosati. Grazioso, osserv.
Blake, a sua volta, attravers la stanza per andarle vicino.
Ditemi, non prendereste un po' di caff?
Lei si volse e un sorriso misterioso le scopr i denti piccoli
e perfetti, ma il viso rimase impassibile. Fu come se lui
le avesse rivolto la parola in una lingua straniera.
Lo berrete, afferm cupo Blake, dovessi farvelo inghiottire per forza.
Continuando a sorridere, la ragazza torn ad osservare il dipinto.
 toglietevi la pelliccia! Accorgendosi di aver gridato,
Blake abbass la voce. Ci saranno trenta gradi qui dentro.
E se vi sentite male, dalla sala d'ingresso potete andare nella toilette.
La ragazza non rispose, sperduta nelle Bermude.
Mentre andava verso la cucina, la striscia di luce che usciva
dalla porta dello studio rimasta socchiusa, fece ricordare a
Blake: Nero  il color di moda per la morte... Anche il
fato, ne era certo, cospirava contro di lui perch non riuscisse
a terminare il lungo discorso di Caresse. Bisognava
che si liberasse subito della ragazza, accertandosi soltanto
che fosse in grado di guidare, poi sarebbe ritornato al suo
copione, che doveva essere pronto per le otto, anzi un quarto
d'ora prima, perch alle otto gli attori sarebbero gi stati in scena.
Riempiendolo con l'acqua calda del rubinetto, il filtro del
caff funzion quasi subito. Mentre osservava il getto oscuro
riempire a poco a poco il recipiente di vetro, pensava alla
ragazza: signorina Omaha! Certamente non si trattava di
un tentato suicidio. La ragazza era troppo calma, era soltanto
ubriaca e probabilmente aveva cercato una strada adatta
per poter dormire. E si era dimenticata di spegnere il motore.
Era logico. Non poteva essere pi attraente: una vera bambola,
ma forse non cos giovane come sembrava: sono quasi
sempre pi vecchie di quel che sembrano.
Pos due tazze sopra un vassoio di legno, riflettendo che
era inutile sapere chi o che cos'era. La pelliccia di visone, se
fosse stata della sua misura, poteva significare che era di
famiglia ricca, ma pareva invece che gliel'avessero prestata.
Il viso poteva essere quello di una studentessa, di una modella
o di una debuttante. Vers un po' di caff in una
tazza: era molto carico. Pos la caffettiera sul vassoio e si
diresse verso la stanza di soggiorno, pensando che se la ragazza
voleva rimanere avvolta nel mistero, per lui andava benissimo.
La trov in piedi davanti all'alto scaffale dei libri, sempre
avvolta nella pelliccia, intenta ad esaminare le prime edizioni
di James Gould Cozzen. Libri, disse senza voltarsi e senza
rivolgersi a nessuno in particolare.
S, proprio libri. Pos il vassoio sul tavolino di marmo
vicino al caminetto, e riemp le tazze. E qui c' il caff.
La ragazza si volt, fissandolo con i suoi occhi color
genziana. Incresp le labbra in un sorriso leggermente ironico.
Ve ne dar due tazze, disse Blake, poi, se non sarete
in grado di guidare, chiamer un tass.
Parlava sempre una lingua sconosciuta. Il viso di lei rimase
impassibile, la sua espressione blanda, composta, misteriosa.
Venite qui!
La ragazza si volt dirigendosi lentamente verso il tavolino,
come una sonnambula nel giardino dei sogni. Si ferm
a qualche passo di distanza e Blake vide che la pelle cerea
e perfetta delle guance e della fronte era umida di sudore.
Toglietevi quella maledetta pelliccia!
Obbediente, si tolse la pelliccia, che si afflosci in onde
seriche ai suoi piedi. Il caff trabocc dalla tazza che Blake
teneva fra le mani, scottandogli una gamba; dalla gola gli
usc un suono soffocato. Tranne per un crocifisso d'argento
sospeso tra due seni fermi con le punte rosate, la signorina
Omaha era completamente nuda.
...
.
...
2. Karl Fabro.
...
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...
La limousine era nello stesso punto in cui l'aveva lasciata
e questa era una vera fortuna, perch l'acuto dolore che
sentiva al fianco diventava sempre pi forte ad ogni passo.
Il cuore gli batteva a precipizio e sentiva, nel petto, una strana
oppressione, come se glielo stringessero con una striscia di
cuoio. Doveva essere l'agitazione, ma se fosse stato il cuore?
Sent il sudore inondargli le ascelle.
Dawes, al solito, non si accorse di lui, finch non gli rimase
altro da fare che strisciare sotto il volante, mormorando
le solite scuse senza senso, mentre Fabro si apriva la
portiera da s. Avrebbe voluto parlare, ma gli mancava il
respiro. Si lasci cadere sul cuscino di gommapiuma e cerc
meccanicamente un sigaro. Un giorno o l'altro avrebbe licenziato
quel bastardo, piacesse o no ad Irene.
La voce di testa di Dawes si elev sopra il rumore dell'avviamento.
Fabro sapeva che cosa gli chiedeva, anche se non
afferr le parole. Te lo dir quando andiamo a casa,
brontol, vai verso ponente, sulla strada di Sunset.
S, signor Fabro, rispose Dawes e la macchina si allontan
dal marciapiede.
Fabro accese un fiammifero e lo avvicin al sigaro. Che
ora ?
Le undici e venticinque.
Il fumo dell'Upmann Imperial lo liber dal catarro
che aveva in gola. Aspir profondamente, assaporando la sana
e bruciante sensazione, poi soffi il fumo dalla bocca. Con
la lingua, sent sopra un dente un pezzo dell'involucro esterno
del sigaro e lo sput sulla schiena di Dawes. Si sentiva
meglio, se non fosse stato per quel gonfiore alla bocca dello
stomaco, come se dentro avesse un pallone pieno d'acqua.
I nervi forse, oppure lo Stroganoff che aveva mangiato
da Lucey's prima della rappresentazione allo Studio. Doveva
riprendere a giocare a tennis.
Ma come poteva farlo? pens rabbiosamente, quando tutti
i giorni nascevano contrattempi fatti apposta per tormentarlo
e contrariarlo.
Oggi, per esempio: il giorno classico per provocare l'ulcera.
Anche trascurando quel che aveva gi fatto mettendo
a rischio cuore e polmoni, e quello che ancora gli restava
da fare, rimanevano abbastanza seccature per spedire all'altro
mondo un normale uomo d'affari in un anno.
Gi dal mattino, alle dieci, mentre si avvicinava alla sua
imponente scrivania, avendo ancora nelle orecchie il saluto
falsamente giulivo della signorina Earnshaw, aveva previsto
i sinistri influssi della giornata. Con l'occhio acuto del
veggente leggeva nelle interiora di pollo, sotto forma di
foglietti staccati della telescrivente di New York, annotazioni,
richieste, biglietti confidenziali e lunghe liste di appuntamenti
per il mattino e il pomeriggio, il tutto sparpagliato sulla
liscia superficie di marmo scuro. L'apposito recipiente per
mantenere freschi i sigari era vuoto e qualche cretino si
era dimenticato di far funzionare il condizionatore d'aria,
anche se il ciclone Santa Ana stava gi scatenandosi sulla
citt.
Aveva subito sistemato le quotidiane seccature. Alle insistenti
richieste di New York aveva dettato le solite risposte
evasive. Aveva proibito, pena la vita, ad Abe Luskman di
rimettere piede nello studio a causa del reciproco malinteso
con la Metro, riguardante il libro di Fielding. Aveva sospeso
Whiteman, assistente alla regia, sotto accusa di violenza
carnale; aveva ridotto di ventimila dollari la cifra stanziata
per il film In tre si  gi in troppi; aveva dato il benestare
per la lavorazione del technicolor sui mari del Sud;
fatto da paciere in una tremenda lite tra Tony Walton il
capo-truccatore e Linda Trevor; aveva acconsentito a una
spesa supplementare di cinquemila dollari per la proiezione
del Nautilus e, in una sequela di interviste personali, aveva
blandito l'amor proprio di una mezza dozzina di attori, musicisti
e produttori. Affid le faccende di minor importanza
alle mani zelanti di T. J. Lorrance.
Per un momento il pensiero di Fabro si arrest su T. J.
Qualcuno, probabilmente Abe Luskman, aveva detto una
volta: Zanuck e Warner hanno sempre trovato degli uomini
disposti a dire  s , ma in Lorrance, Karl Fabro ha trovato
l'uomo del  forse , unico in tutta Hollywood! Non c'era
male! Il coniglio bianco e rosa con le labbra che si contraevano
nervosamente e gli stretti abiti alla J. Press, sembrava
sempre pronto a dire s o no, ma quando si riusciva a decifrare
una delle sue frasi involute, piene di espressioni di
dubbio e di d'altra parte, ecco che usciva fuori il forse.
Poteva darsi per che fosse migliore di chi  sempre disposto
a dir s. Se i suoi s erano abbastanza numerosi, si poteva
credervi. Inoltre T. J. era utile, era una specie di coniglio
dell'I.B.M. quando si trattava di ricordare qualcosa. Si poteva
contare su di lui se gli si affidava un incarico. Ed era fedele.
L'unico uomo di cui ci si poteva fidare, allo Studio. Soltanto
questo faceva di lui un uomo prezioso.
Una luce rossa di cattivo augurio apparve davanti alla
limousine che fren dolcemente. Fabro guard dal finestrino
e vide davanti a s, a destra, sulla collina, l'assurda mole
del Beverly Hills Hotel, mezzo edoardiano e mezzo Statler
modernizzato.
Avvertimi quando arriviamo a Bel Air, disse Fabro,
mentre la macchina scivolava nuovamente sulla strada. Dopo
un momento riprese: Mi senti?
S, signore.
E dillo, allora, sissignore!
Era un giorno di crisi, riflett, spingendo il sigaro in un
angolo della bocca, ma non di sconfitta. Anche il fiasco di
Circolo oscuro si era poi risolto bene, c'era voluta tutta,
per. La colpa era anche un po' sua che aveva preso in
considerazione le trovate artistiche di New York. No, la colpa
non era completamente sua: New York aveva assunto Claude
Remigen con un contratto di direttore di produzione che lo
rendeva praticamente tab. Naturalmente Benjy, di lontano,
lo avvert lo stesso giorno. I fiaschi del palcoscenico non
sono obbligatoriamente fiaschi del cinema, Karl, perci cerca
di tenerlo al guinzaglio. Ma che cosa importava? Non poteva
metterlo a far provini. In fondo, Circolo oscuro
non era riuscito male: un giallo col diavolo per duro.
Era una moderna allegoria, aveva detto Remigen, una commedia
morale trasportata nell'epoca delle macchine.
Una commedia morale: Fabro grugn divertito. Ges! Le
facce, dopo la prova generale allo Studio! Non aveva pi
visto niente di simile dalla proiezione in prima visione per
la stampa, di Aaron Slick di Pumpkin Creek! Una volta
tanto le teste dell'amministrazione erano troppo intontite
per parlare. Un bel disastro! Un paio di milioni gettati
al vento.
Uno alla volta, si voltarono verso di lui, in attesa di una
spiegazione. Fu in quel momento che gli venne un'idea. Sapeva
che gli sarebbe venuta.
Un giallo!
Lo guardarono sbalorditi.
Un nuovo finale, due o tre scene nuove e qualche taglio.
Toglierete l'allegoria? grid Remigen.
S, signor Remigen. Diventer un giallo di qualit.
Gli altri cominciarono a sogghignare, persuasi che questa
era l'unica soluzione. Strillando a pieni polmoni, Remigen
fugg, fuori di s, minacciando di rompere il contratto. E
questa fu una fortuna: sessantamila dollari recuperati a
profitto del film. Le modifiche non sarebbero costate neppure
la met. Si affrett a informare dettagliatamente Benjy,
a mezzo della telescrivente, sapendo in anticipo quale sarebbe
stata la risposta.
Bel Air, signor Fabro, disse Dawes.
Passa dal cancello principale.
S, signore.
Ora ci siamo, pens Fabro. Il cancello principale. Come
titolo, non ci sarebbe stato male. Con Caresse per prima
attrice. Soltanto non ce n'era pi bisogno: Caresse ormai era
finita. Sotto certi aspetti era un peccato.
Ma niente  eterno. Band bruscamente Caresse dalla sua
mente e lasci che i suoi pensieri seguissero nuovamente
gli eventi di quella giornata. Circolo oscuro si era convertito
in un trionfo personale. Un altro trionfo, ancora pi
grande, sarebbe stato Tigre nella notte. Avrebbe contato
veramente qualche cosa: aveva usato una nuova tecnica
per girarlo.
L'idea, peraltro, non era sua. Era stato Standish, della
C.B.S. che, durante un ricevimento, ne aveva accennato,
per chiunque avesse avuto voglia di svilupparla. Voi, barbari,
siete rimasti ai tempi delle carrozze a cavalli. Il suo
volto abbronzato e presuntuoso esprimeva il disprezzo. Sei,
otto, dieci settimane per un cortometraggio. Una scena per
volta, una sola macchina da presa, una sola inquadratura.
Lunghe attese per le luci, il suono, la sistemazione della
macchina, per gli attori che devono provare, imparare la
parte, mettersi a posto. Forse girerete tre minuti di film
al giorno.
E cos? aveva chiesto Harry Greenspan.
Cos la TV vi ha superati e non ve ne siete accorti.
Noi usiamo macchine al plurale. Sei e anche otto, se  necessario;
passiamo da una scena all'altra, mentre le luci
e il suono sono pronti in attesa degli attori, che arrivano
con la maggior velocit possibile. Risultato: cinquantadue
minuti di ripresa e cinquantadue minuti di spettacolo.
 la qualit che conta, aveva mormorato Harry Greenspan.
La qualit, sia pure. Noi non abbiamo la qualit;  questione
di finanziamento. Se mi affidate il copione, le scene e
gli attori, io vi dar tutta la qualit che volete!
L'idea era rimasta inutilizzata, finch si cominci la lavorazione
di Tigre nella notte. Si girava da cinque giorni,
a sedicimila dollari al giorno, e Benjy urlava ogni giorno
pi forte. Tre quarti della giornata precedente erano andati
perduti per colpa di Caresse Garnet. Fabro aveva chiamato
Standish, si era fatto prestare uno dei suoi assistenti alla
produzione e aveva vinto l'opposizione di Gordon negli
uffici della direzione.
Schermi televisivi; sei macchine da presa; quattro scene;
azione simultanea, brontolava Gordon, mentre prendeva
visione dello schema dell'assistente alla produzione. Quello
di cui hai bisogno  il direttore del circo dei Fratelli Ringling.
Non lo vuoi fare?
Non lo so.
Hai letto il tuo contratto, Josh?
S, l'ho letto, Fatso, so che puoi farlo rispettare, ma
non puoi obbligarmi ad esserne entusiasta.
Se io dicessi che l'idea  tua?
Non farmi ridere. Se Benjy non ha gi avuto a New
York il tuo telescritto dove richiedi un credito illimitato,
io sono Eisenhower, seduto nudo su un mucchio di neve!
La limousine acquistava velocit mentre il cambio automatico
cambiava marcia. Fabro osserv che stavano salendo
un ripido pendio e vide Dawes che lo guardava dallo specchio
retrovisivo.
Siamo quasi arrivati in cima a Bel Air, signor Fabro.
Non ti ho detto di andare da Caresse Garnet?
No, signore.
Bene, fa conto che te l'abbia detto.
Sei macchine da presa e tutto il resto; il lavoro doveva
essere riuscito bene. Verso le tre aveva mandato T. J. a
raccogliere di nascosto qualche informazione e prima che
Gordon lo scoprisse e lo cacciasse via dalla scena, aveva
saputo che avevano gi girato nove pagine. Perci se l'indomani
le cose fossero andate altrettanto bene, Tigre nella
notte sarebbe stato terminato nel tempo stabilito, guadagnando
tre giorni di quelli perduti. E tutti si sarebbero congratulati
con lui, per la nuova tecnica che avrebbe salvato
l'industria cinematografica.
Se non fosse stato per Benjy, nella cui memoria si trovava
catalogata ogni cosa, l'ultima crisi di quel giorno, il
maledetto appuntamento col destino, avrebbe potuto essere
rimandato all'anno dopo. E allora non ci sarebbero pi state
crisi. Invece, si capisce, era arrivato un messaggio per telescrivente,
l'ultimo da Benjy quel giorno, scritto evidentemente
dal suo ufficio, dopo pranzo:
Circolo oscuro vostro, ma le modifiche non devono
superare i trentamila dollari. Hai dimenticato Caresse Garnet?
Il messaggio era arrivato dopo le sette, e lui aveva
incaricato la signorina Earnshaw, di rispondere a chi
eventualmente lo avesse cercato, che a quell'ora era gi
uscito dallo Studio. Era una scusa troppo facile, avrebbe
dovuto immaginarlo. E un po' lo immaginava, perch si
era messo a giocare mentalmente a scacchi in quel tetro buco
sul Highland, bevendo whisky puro, evidentemente fabbricato
di nascosto, mentre calcolava ogni eventualit. Una
di queste gli era piombata addosso nel momento in cui
metteva piede in casa sua, alle undici.
Due bicchieri ancora pieni a met nella stanza di soggiorno
e le macchie rosse sulle guance di T. J., indicavano
come lui e Irene, si fossero intrattenuti in una delle loro
assurde conversazioni amichevoli. Per un attimo pens con
aria tetra, come aveva fatto dozzine di volte, che cosa potesse
esserci tra loro due. E qualche cosa ci doveva essere. Fatto
becco da un tipo simile!
Contraendo nervosamente le labbra, T. J. disse con disinvoltura:
Irene sta parlando al telefono.
Che cosa fai qui?
Mi avevi detto di aspettarti, Karl.
Karl brontol, cercando di pescare il ghiaccio che non
si trovava mai nel secchiello d'argento. Chiama Blake.
Almeno c'era del whisky scozzese. Inclin la bottiglia sopra
un grande bicchiere di forma antiquata. Informati se ha terminato.
Lavora a casa sua.
Avr un telefono, no?
Irene, entrando, si scontr con T. J. sulla porta. Anche
il suo viso grassoccio era arrossato e sorrideva.
Non c' ghiaccio, disse Fabro.
Il sorriso spar. Pap vuole parlarti.
Oh Dio!
Chiama ogni mezz'ora.
Non dorme mai?
Oh, Karl, tu sai com' pap quando ha qualche cosa
in mente.
Fabro and al telefono privato che si trovava nello studio,
sapendo esattamente quale sarebbe stata la conversazione. Se
si tratta di Caresse... cominci.
La voce gutturale di Benjy, con il suo accento dell'Est,
lo interruppe: Mi vuoi fare avere delle noie per lei,
Karl?
Me ne sono dimenticato.
La societ non ti paga per dimenticare.
No, Benjy, ma... accidenti, ho avuto tante cose da fare
oggi...
Non mentire. La voce di Benjy si tramut in un rauco
bisbiglio confidenziale: C' pericolo che Irene senta?
No.
Hai... degli obblighi verso di lei?
Per una frazione di secondo fu tentato di rispondere s,
ma Benjy non l'avrebbe mai dimenticato, se non altro per amore di Irene.
No, rispose, nessun obbligo.
Allora perch?
Credo che sia un acquisto prezioso.
 quello che hai detto anche l'anno scorso e ha fatto
fiasco altre due volte.
Fabro non poteva replicare. Dopo un momento Benjy
riprese: C' sotto qualche cosa, Karl.
Va bene, cercher di parlarle.
Dev'essere avvertita prima delle dodici.
Accidenti, Benjy, ti ho detto che lo far.
Un sibilo venne da Long Island: Che caratterino ha
mio genero! disse Benjy e riattacc.
Mentre cercava i moduli legali nella sua scrivania e li
riempiva T. J. si trovava nuovamente con Irene nella stanza
di soggiorno. Quando lui entr si misero a parlare contemporaneamente,
come i bambini quando cercano di ingraziarsi
una governante in collera con loro: Blake... e: Ti
ho preparato il ghiaccio, caro.
Che cosa dice Blake?
Dice che ha finito il copione.
Be' era gi qualche cosa. Prese una dose doppia di oldfashioned
dalle mani di Irene e lo inghiott d'un fiato.
Di' a Dawes che venga qui subito con la Fleetwood.
Irene sapeva che era meglio non far domande. Rimasto
solo con T. J. mormor: Caresse Garnet.
E il suo contratto?
Finito. I suoi occhi fissarono il volto arrossato e scesero
sull'abito di flanella grigia. T. J.
S?
Abbottonati i pantaloni!
A quel ricordo, Fabro sbuff divertito. Per riflesso, T. J.
aveva portato frettolosamente le mani sopra le sue parti
intime, mutato in una comica parodia di Valentino in Mattino
di settembre. E la sua faccia, quando le sue dita
maldestre che cercavano i bottoni, li trovarono tutti abbottonati! Vi si leggeva collera, vergogna... e colpa? No, non
la colpa. Fabro sbuff di nuovo, si avvolse in una nuvola di
fumo di sigaro e sput. Anche se Irene avesse voluto, T. J.
non ne avrebbe avuto il coraggio. Non avrebbe forse pi
avuto il coraggio di belare come era solito fare con lei.
Sbuff una terza volta, mentre Dawes lo fissava nello
specchio.
Be', che c'?
La casa della signorina Garnet, signore.
Erano arrivati.
...
.
...
3. Karl Fabro.
...
.
...
Punta del Destino. Gradini di pietra che conducevano a
una bianca casa in stile mediterraneo, con tutte le finestre
illuminate. Un ricevimento? pens meravigliato. E Caresse
che aveva un impegno per le sei? Segu il giovane filippino
ed entr nell'ampio salone d'ingresso. Le porte della sala
da pranzo erano chiuse e si udivano dei violini che suonavano
un valzer di Strauss, ma nessuna voce. Strano.
Rimase solo nella loggia, le cui porte scorrevoli si aprivano
sulla piscina color turchese, tremolante di luci. Accese
un altro sigaro. Il peso che sentiva allo stomaco pareva
aumentato. Forse era soltanto aria. Ma no, non era aria
Si diresse verso il bar di bamb, ma mentre si avvicinava i
suoi occhi si posarono sopra un ritratto incorniciato d'argento,
su un tavolino di cristallo. Guard un istante il volto
emaciato che pareva fissarlo: era il volto di un poeta, di
un genio, di un profeta, di un fanatico, con i segni della
morte sulle guance smunte, sul collo scarno e negli occhi infossati da folle.
Prese in mano la fotografia e lesse quello che vi era scritto sotto:
Le mie parole si eleveranno dalle mie ceneri,
Caresse, per cantare il mio amore!
EDGAR
Il nome provoc un rutto sprezzante dallo stomaco di
Fabro. Edgar Allan Pixley, il bardo della pubblicit dei
film, che viveva, o meglio moriva, di moscato e di mozziconi
di sigarette, mentre quel febbrile scorrere del sangue che gli
distruggeva il cervello e i polmoni, lo portava a cantare il
suo amore. Scriveva con un mozzicone di matita dietro alle
buste, sui margini dei libri, sulla carta igienica e nei tre
grossi libri della contabilit...
Un rumore di tacchi sul pavimento gli fece posare il ritratto
e riprendere la direzione del bar. Era Caresse. Immaginavo
che tu fossi da queste parti, cocco!
La sua voce gutturale era leggermente sprezzante, come
il volto di un bianco latteo sotto il casco di capelli nerissimi.
Fabro la guard con involontaria ammirazione. Indossava
una specie di stravagante costume orientale: pianelle d'oro
appuntite, una tunica ricamata con pietre preziose e pantaloni
alla turca di seta, del colore della piscina color turchese.
Quarantacinque, esattamente, ed era una stella da quasi
trent'anni. Cinque matrimoni, una lista di amanti lunga
come la guida telefonica, scandali, disastri, trionfi e, ancora
adesso, si sentiva superiore alle Mansfield e alle Monroe.
Dovevo venire, disse Karl.
Lei and al bar, sottile e imperiosa, e prese in mano la
bottiglia di bisquit: Perch?
Posso trascurare gli ordini di Benjy?
Caresse non rispose, intenta a versare il brandy. Karl
la guard a disagio, poi riprese: Tu sai che io non vorrei farlo.
Non lo farai. Porse la bottiglia a Karl. Ecco, bevi un sorso, poi vattene. Ho gente.
Invece di prendere la bottiglia, Karl tir fuori uno dei
moduli legali e lo pos aperto sul bar, in modo che lei potesse
leggerlo. Caresse lo guard al di sopra dell'orlo del suo bocchino.
"...senza esercitare il nostro diritto di opzione", lesse
piano, poi incontr gli occhi di Fabbro. Non si usa mettere
in qualche parte la parola "spiacente", Karl?
Senti, disse lui, sai che  soltanto una cosa transitoria.
Tra sei mesi, al massimo, ti far un contratto per
dieci anni. Cinquantadue settimane per anno, senza opzioni.
Ne abbiamo gi discusso.
Te lo metter per iscritto, se vuoi.
Mi pare quasi che tu lo dica sul serio.
Lo dico sul serio.
Lei sorrise con indulgenza. Credi sinceramente di portare
via a Benjy la societ?
Karl doveva aver trasalito, perch lei rise.
Oh, lo so che tendi a questo, amore. Comperi le azioni
sotto mezza dozzina di nomi diversi.
Mio Dio, vuoi dire che tutti lo sanno?
Soltanto io. I suoi occhi da egiziana lo studiavano attentamente.
Vedi, m'interesso molto alla tua carriera.
Si avvicin di nuovo al bar, tenendo il bicchiere tra le
mani a coppa, come una sacerdotessa. Ma tu speri in
qualche cosa che non dovresti, cocco: la piccola dote di
Irene. Lei la impiegher come vuole pap.
Non oserebbe.
Onora il padre e la madre. Si ferm davanti al tavolino
di cristallo e fiss Karl. Hai mai avuto un padre e una
madre, Karl?
Lui quasi non l'ud. Poteva aver ragione riguardo a
Irene. Era una possibilit. Doveva tendere la trappola senza
perdere tempo. Una procura, s, era quello che ci voleva,
se fosse riuscito a fargliela firmare.
La voce di Caresse, che tradiva la sua collera, lo costrinse
ad ascoltarla. Metti via quella stupida carta. Era ancora
accanto al tavolino e fissava il ritratto nella cornice d'argento.
Non  neppure un buon "bluff".
Non posso metterla via.
Non puoi! La sua voce tremava di rabbia. Karl Fabro,
soggettista produttore: un Oscar per  Cielo senza stelle ,
quasi un altro per  Il Mercante d'odio , e ora  La volpe
nella vigna . Lo guard con occhi fiammeggianti al di sopra
del ritratto. Hai gi un piede dentro per il premio di
quest'anno al miglior soggetto, non  vero?
Credo.
E io non avr nessuna parte nel film.
Non far cos, Caresse.
Una potenza dell'industria, prosegu lei senza ritegno.
Da assistente alla produzione ad amministratore delegato
della  Major Studio , in sei anni! L'era atomica di Thalberg.
E tu non hai avuto il fegato di liberarti da quel diabetico
venditore ambulante di tappeti che  a New York.
Ci sono troppi interessi, ora.
Ora? Ora come sei anni fa. Dovevi deciderti allora,
quando tu, cio noi, prendemmo le nostre decisioni. Improvvisamente
colp di traverso la cornice d'argento, mandandola
a fracassarsi sul pavimento della loggia. Le mie parole si
eleveranno dalle mie ceneri! grid con voce soffocata.
Va all'inferno, Karl Fabro!
Veramente allarmato, Karl guardava a bocca aperta il viso
stravolto di Caresse. Dimostrava tutti i suoi quarantacinque
anni, ora, pareva una strega a un ballo mascherato. Dio! Se
veramente diceva la verit! Ma no: recitava. Aveva troppa
esperienza, era troppo acuta, troppo dura dentro, per lasciare
che le emozioni prendessero il soppravvento su di lei, quando
tutto era in pericolo. A meno che non fosse impazzita di
colpo. A quest'idea sent un tuffo al cuore.  la menopausa,
pens. In quel periodo, le donne qualche volta perdono la
ragione. No, non Caresse che aveva i nervi di acciaio inossidabile.
Stava recitando.
Capisco che cosa provi, disse cercando di calmarla, ma
come hai detto,  passato del tempo, ormai. Non possiamo
fare pi niente. Dovevo avvertirti.
Si ferm dall'altra parte del tavolino, guardandola. Il suo
volto era di nuovo composto. Una maschera d'un bianco cadaverico,
sulla quale scorrevano grosse lacrime, simili a gocce
di mercurio sopra un piatto di porcellana. Una volta ancora
il timore gli diede un senso di oppressione al petto. Non
l'aveva mai vista piangere. Se fosse veramente squilibrata e
non si curasse di quello che poteva accadere? Che avrebbe
fatto, lui, in questo caso?
Sent la propria voce ripetere: Dovevo avvertirti, poi
soggiunse: Devo parlare con Benjy, per condurre a termine
la faccenda.
Poi tutto sar finito. Nella voce di Caresse c'era una
strana cadenza ritmica, cantilenante.
Egli la guard inquieto. Ma non lo dici sul serio.
Ah, no? Le lacrime si erano asciugate e ora sorrideva:
il famoso sorriso melanconico della Garnet. Vedremo.
Cos va bene, disse Karl, ma dentro di s non ne
era convinto. Era tanto strana quella notte... Quando ci
avrai ripensato...
Buona notte, Karl.
Tutto questo non gli piaceva. Eppure doveva essere una
commedia; era stupido lasciarsi sconvolgere cos da lei.
Buona notte, Caresse, rispose.
Gli pass davanti e si avvicin al bar, pos il bocchino e
prese la lettera di licenziamento. Ti accompagno alla porta.
Insieme attraversarono l'ampia sala d'ingresso. Mentre
si avvicinavano alle porte della sala da pranzo, che ora erano
aperte, Karl ud nuovamente i violini: suonavano dolcemente
in sordina. Caresse cominci a cantarellare piano, agitando il
foglio a tempo di valzer. Quando passarono davanti alle
porte, guard dentro con un sorriso felice.
Karl segu il suo sguardo, notando casualmente la grande
tavola coperta da una tovaglia damascata, col posto a capotavola
vuoto. I bicchieri per l'acqua e per il vino, la porcellana
Wedgwood e l'argenteria, scintillavano alla luce delle candele.
Vide gli undici ospiti silenziosi in costumi arlecchineschi
dai mille colori: danzatrici indiane, ragazze dei porti, cocottes
parigine, arabi, cowboys e aviatori del 1910. Una festa in
costume, pens Karl, ma il sangue gli si gel a un tratto
nelle vene.
L'aviatore del 1910 era Wally Reid!
I suoi occhi percorsero le due file di volti sorridenti. La
Garbo, nelle vesti di Camilla, il profilo di falco di Valentino,
seminascosto da un burnous bianco, Jean Harlow. La danzatrice
indiana era... Bessie Love? Charlie Chaplin, Pola Negri,
Milton Sills, Tom Mix, Carole Lombard. I morti risuscitano,
pens, sentendosi impazzire, sapendo di aver torto, perch non
era vero che fossero tutti morti, ma nello stesso istante si accorse
che erano manichini, vuoti, immemori ospiti surreali ad
una festa che nessuna mente sana avrebbe potuto concepire.
Gett uno sguardo terrorizzato a Caresse che sorrideva
sempre con aria felice e, contemporaneamente not un filo
di fumo proveniente da una figura in giacca da sera, a destra
del posto vuoto. Era uno degli ex-mariti di Caresse: il povero
Ashton Graves, privo di gambe, con un sigaro acceso... in
bocca. Oh, Dio! disse dentro di s. Sent ridere Caresse:
il riso che le gorgogliava in gola era pi simile a un singhiozzo.
Allora, strappandole di mano la lettera di licenziamento,
attravers l'ingresso correndo verso l'automobile che
lo attendeva, e lontano dalla follia.
...
.
...
4. Caresse Garnet.
...
.
...
Ges! L'espressione di quel viso porcino quando aveva
visto la tavola! Non l'avrebbe pi dimenticato. Vi si leggeva
l'assoluta convinzione che le avesse dato di volta il cervello!
Pazza da legare! E quella figura goffa, di poco meno di un
quintale, simile a un piccolo elefante, che fuggiva nella
notte... Era stato colto da un timore veramente animalesco.
Il riso le gorgogli in gola: ah, era abile. Caresse!
S, Caresse era abile e previdente. Aveva conservato il
ricordo di un'osservazione sentita anni prima, una rapida
casuale confessione del terrore quasi patologico dovuto a
qualche esperienza fanciullesca che Fabro aveva della pazzia.
L'aveva conservato nella memoria, finch si era presentata
un'occasione come quella. La sua risata si lev acuta, stonata.
Ah, era abile, Caresse!
Ashton, seduto a capo tavola, la fissava. Caresse soffoc
la risata e respir profondamente per calmarsi. Mi dispiace, caro.
Che cosa voleva Fabro?
Torniamo nella loggia: te lo dir.
Sapendo come odiava essere guardato quando camminava
a stento con gli apparecchi, Caresse lo precedette. Non aveva
pi voglia di ridere ora, e l'idea di quel ricevimento, che le
era sembrata cos fantastica, eccentrica e geniale, non la
divertiva pi. Tuttavia in quanto a Fabro, ora era salva per
un altro anno, e non le restava che lavorarsi il povero Ashton.
Nella loggia, Leon stava spazzando i frantumi di vetro. Gli
prese dalle mani la scopa e la pattumiera, e gli ordin:
Sistema i manichini nella sala di proiezione, come ti ho spiegato.
S, signora, rispose il giovane filippino con gli occhi
spaventati. Mentre usciva di corsa, Caresse si domand se
anche lui la credeva pazza. Forse lo era. Ma subito respinse
quell'idea: Sono soltanto una vecchia volpe. Perch Caresse
Garnet sarebbe rimasta tutti quegli anni sotto le luci
della ribalta, se non fosse stata furba come una volpe?
Ma anche le volpi invecchiano, pens, chinandosi per spingere
nella pattumiera gli ultimi frantumi di vetro. E rimangono
sole. Proprio come Ashton. Povero, caro Ashton, l'unico
uomo veramente buono che aveva conosciuto. Be', che avesse
sposato, perlomeno. E ora c'era da pensare al titolo. Letty
Johns, che era appena tornata da Londra, non aveva atteso
neppure un secondo per informarla. Il fratello maggiore di
Ashton, sir Ralph Graves, era malato di leucemia. Era questione
di uno o due mesi, ma nessuno lo sapeva, neppure
Ashton, aveva detto Letty. Ashton? Sir Ashton Graves.
Baronetto!
Sent dei passi misurati che si avvicinavano. Volt rapidamente
la cornice, con la fotografia contro il tavolino e
nascose la scopa e la pattumiera dietro al bar. Stava versando
il benedictine, liquore favorito di Ashton, quando lui entr,
muovendo metodicamente prima una gamba, poi l'altra, come
se camminasse nel fango.
Fastidi per il contratto, mia cara? domand pensando ancora a Fabro.
Ora non pi, tesoro, rispose Caresse con vivacit. Ho rinnovato l'opzione per un anno ancora.
Non so come ci sei riuscita.
Non sei molto adulatore.
Ashton, indietreggiando con difficolt, si appoggi a uno
degli sgabelli del bar e vi si iss, facendo forza sulle mani.
No, replic, facendo dondolare le gambe di metallo, sono
solo un tanghero, Come attrice e come donna sei ancora in
gran forma, lo dicono tutti.
Sorridendo, Caresse gli porse il bicchiere. Sono felice
che tu lo pensi.
Lo guard, ammirando segretamente il suo aspetto, mentre
lui, accigliato, fissava il benedictine, con gli occhi azzurri
delimitati dalle sopracciglia chiare. Era veramente affascinante,
il tipo del gentiluomo inglese di campagna, col viso
colorito, aperto e sano. Sarebbe stato uno splendido baronetto.
I registri! disse lei.
I registri?
Contengono il mezzo per ottenere le mie opzioni. Parole
magiche in libri magici. Sorrise con aria misteriosa. Ti
ricordi lo stipo cinese che mi hai regalato?
Quello nella tua camera?
Sono l dentro. Un giorno, se sarai bravo, te li mostrer.
Ti far vedere le magiche parole di Edgar.
Non capisco.
Non puoi capire. Nessuno ne  capace. Si appoggi al
bar, accarezzandogli il braccio. Inoltre dobbiamo far noi
stessi delle magie.
Davvero?
Non ti  piaciuto il ricevimento a sorpresa, tesoro?
Non saprei... mi  sembrato piuttosto impressionante.
Per s, mi  piaciuto.
Non ti ha rammentato niente?
Lui annu. Lo sciocco elenco che compilammo una volta,
dei nostri attori favoriti.
S.
Ti dev'essere costato parecchio.
Lo desideravo tanto. E c' ancora un'altra sorpresa.
Improvvisamente, Ashton domand: Che cosa hai in
mente, Caresse?
Per un secondo rimase indecisa se rispondere o no alla
domanda. Ma lui la conosceva troppo bene per ingannarsi su
quello che gli avrebbe detto. L'aveva sempre conosciuta troppo
bene: era meglio, una volta tanto, dire la verit.
Penso che dovremmo sposarci di nuovo.
Non sembr sorpreso. So che non  per denaro, perch
io non ne ho.
Io ne ho a sufficienza, tesoro.
I suoi occhi color fiordaliso la osservavano perplessi. Quando
mi lasciasti, Caresse, mi dicesti una cosa che non ho
mai scordato. Dicesti che ero soltanto un mezzo uomo, e
ora... Si gir sui fianchi facendo dondolare le gambe sui
loro perni all'altezza del ginocchio. ...ora sono soltanto
la met di mezzo uomo.
Ti far diventare un uomo completo!
No,  troppo tardi, mia cara. Gli italiani hanno avuto
l'ultima parola, a Tobruk.
Povero Ashton.
Ora non m'importa pi.
Ma s che t'importa. Sent un impeto di strana emozione,
ira, piet, affetto. Ma finiamola di parlare delle tue
maledette gambe! Voglio vivere di nuovo con te. Non
ti dico di essere pazzamente innamorata, forse non so amare.
Ma tu hai bisogno di me come io di te e staremo bene insieme.
Dunque, perch non farlo?
L'abbiamo fatto una volta, ricordi? Per quasi tre anni.
 stato tanto tempo fa, Ashton. Ora sono diversa!
Me lo sto chiedendo.
Perch pensi che io abbia ottenuto per te la parte di
McGregor in  Tigre nella notte?
Per avere qualcuno da tormentare sulla scena, immagino.
Sciocco! Questo fa parte della professione. Lo sai come
sono in scena: una volpe.
Una furia.
D'accordo, una furia. Ma non c' niente di personale
in questo.
E per quanto riguarda quella sgualdrina di oggi? La
signora Grumpert?
La signora Grumpert! Mio Dio, Ashton, ti rendi conto
che una volta cerc di uccidermi?
E aveva ragione.
Caresse si volt per nascondere la collera che le si leggeva
in faccia, armeggiando con la bottiglia di bisquit, sul
ripiano dietro al bar. Era colpa sua se quell'insipida creatura
non poteva avere appoggio da suo marito, Al Grumpert? Chi
voleva Al Grumpert? Un fotografo di second'ordine con due
grosse spalle e un collo massiccio. Eppure la signora Grumpert,
Isabella, doveva essere innamorata di lui, altrimenti
non avrebbe cercato di introdursi in casa, quella notte,
bagnata fino alle ossa per la lunga attesa sotto la fredda
pioggia di gennaio, brandendo una rivoltella calibro .25 e
urlando come un gatto arrabbiato a proposito di focolari
domestici rovinati, finch la polizia era intervenuta e l'aveva
portata via. Poi la pubblicit! Si volt, tenendo in mano la
bottiglia, senza pi curarsi di nascondere la collera.
Manc poco che rovinasse la mia carriera.
S, non  stato bello da parte sua, disse Ashton. Ma
 successo venti anni fa.
Come hanno potuto lasciarla uscire da quell'istituto?
Perch  guarita, senza dubbio.
Aveva versato troppo brandy nel bicchiere, ma che importava?
Comunque, non voglio averla in scena con me.
Lo comprendo, ma non c' bisogno di farla licenziare. 
una povera guardarobiera.
Non la voglio dove lavoro io!
Ashton sogghign vedendo il suo viso furibondo. Non
mi sorprenderebbe se ti sparasse ora.
Questo la fece ridere: Mi pare che ora la poveretta non
abbia pi nemmeno la forza di alzare il cane di una rivoltella.
Gli tolse di mano il bicchiere vuoto. Vedi, tu
vai bene per me.
Ti sei fatta un taglio sulla mano.
C'era una macchia di sangue sul dorso della mano.
Oh, un piccolo incidente...  stato quel ritratto. Gli tolse
il fazzoletto di seta dalla tasca della giacca da sera, comprimendolo
sui tagli.
La fotografia di Pixley?
Oh, Dio! pens lei. Andava a pescarli proprio tutti, uno
ad uno? Non avrebbe dovuto condurlo nella loggia, avrebbe
dovuto portarlo subito nella sala di proiezione, mentre era
ancora tutto preso dal suo fascino.
S, la foto di Pixley, disse con rassegnazione.
Io non l'ho mai capito.
E mai lo capiresti, pens Caresse cupamente. Nessuno
avrebbe potuto capire l'unica cosa vera della sua vita. Quell'amore
che non era veramente amore, ma la forza misteriosa
che attrae la falena verso la luce. Non si poteva spiegare.
Era un genio, disse.
Un poeta che non pubblic mai nulla?
Caresse gli rivolse il suo sorriso misterioso. Un giorno
capirai. Quando ti mostrer il suo legato.
Un legato per te?
 nei miei libri magici. Il suo viso stupito la fece ridere.
Non cercare di capire.
Ma anche se era un genio, insist Ashton, portartelo
in casa cos...
Accidenti, dopo tutto! rispose, sempre sorridente, credo
che, a mio modo, lo amassi.
Lo credo, se lo hai curato per tanto tempo. Di nuovo
sent sorgere dentro di s un sentimento di tenerezza e di
piet. Povero Ashton: era ritornato a casa nel '43, con i moncherini
ancora sanguinanti e mai una volta era andata a
trovarlo.
Sono stata una vera strega con te.
S, mi facesti male a non venire.
E ora  troppo tardi, amore?
Ashton distolse gli occhi da lei e scosse il capo indeciso.
Lo sai, sei stata tu che mi hai spinto ad andarmene, cara.
Se tu non mi avessi ferito tante volte...
Caresse attese in silenzio.
In te c' un sentimento di crudelt speciale per me.
Quando ti annoi, o sei nervosa, o solo per il maledetto gusto
di farlo, passi all'azione con un bacio o un coltello. Forse 
perch sono vulnerabile, s lo ammetto; anche ora, dopo tutti
questi anni. Sorrise timidamente. Un vecchio insetto,
trafitto da uno spillo invisibile.
Lei continu a tacere.
Vorrei poterti credere, riprese Ashton, e accettare
il bacio, senza chiedermi in che punto mi colpir il coltello.
Lei si pieg in avanti, sul bar, e trov le sue labbra. Ecco
il bacio, disse dolcemente, e se qualcuno dovr essere ferito,
sar io quella. Si rialz, togliendo il fazzoletto dalla mano
ferita. Guarda, sanguina sempre.
Caresse! La voce di Ashton era ardente.
Ashton! Sorrise con scherno. Chi scrive i tuoi
dialoghi?
E le mie gambe? Non ti fanno impressione?
Gli prese la mano, stringendogliela con forza.
Sono passati quindici anni, disse lui, e quando ci penso
fremo ancora adesso.
Ma le ricambi la stretta e lei prov un senso di trionfo.
No, non di trionfo, ma piuttosto di affetto, di amicizia. Sarebbe
andato tutto bene. Solo, non aver fretta, Lady Caresse,
ammon se stessa.
Tesoro, gli disse, quasi me ne dimenticavo: i nostri
ospiti ci stanno aspettando.
E l'altra sorpresa?
Ora te la dir. Pass davanti al bar e attese che lui
scendesse dallo sgabello. Ricordi il primo film che facemmo
insieme, quando io non ero niente e tu, invece, rappresentavi
la romantica risposta dell'Inghilterra a Douglas Fairbanks?
Lo spadaccino del re?
S, tesoro. Ne ho trovato una copia.
Come ricordo! Otto anni di tirocinio all'Old Vie. E tutto
ci che volevano quelle teste di legno era saper tirare di
scherma e saltare i fossati!
E fare all'amore.
Ora si trovavano nel salone d'ingresso, e andavano lentamente
verso la sala di proiezione. Lei avrebbe voluto passargli
un braccio intorno alla vita, ed essere stretta a sua volta, ma
non era sicura che lui potesse al tempo stesso muovere le
gambe artificiali.
Ashton sogghign. Non credo che il fare all'amore fosse
una loro idea.
No, l'ho escogitata io.
Quelli erano giorni!
E che notti.
Caresse apr la porta che isolava i rumori e la tenne aperta
mentre lui la precedeva nella sala di proiezione. Leon aveva
eseguito i suoi ordini. Le pesanti cortine color avana erano
tirate sulle finestre che davano sul patio e i pannelli scorrevoli
di noce lasciavano scoperto lo schermo e al posto di
comando la lampada era accesa, tra due poltrone di cuoio
vuote.
Ai due lati delle spalle curve di Ashton, sopra le altre
sedie, Caresse vide le teste dei manichini in costume. Anche
sotto la luce violenta erano cos naturali che parevano veramente
degli invitati che attendessero cortesemente i loro
ospiti.
Vicino al palco, Ashton si volse per aspettarla e allora il
suo sorriso scomparve, per far posto, inesplicabilmente, a
uno sguardo cos terribile che Caresse lo avrebbe ricordato
per tutta la vita. Ogni colore era scomparso dal suo viso,
come se stesse per morire, e aveva i denti scoperti in un
sorriso agghiacciante. Caresse si ferm di colpo, a pochi passi
da lui.
Ashton! grid.
Sgualdrina! la sua voce pareva quella di un agonizzante.
Sadica sgualdrina! La spinse da parte, urtandola
con la spalla. Potrei ucciderti per questo!
Si volse per vederlo andar via, con le gambe che si muovevano
con un rumore metallico; cercava di correre per quanto
gli era possibile, simile a un robot in un armatura antica,
mormorando: Uccidere... uccidere... uccidere...
E allora guardando i manichini comprese. Leon aveva
eseguito gli ordini, ma lei aveva dimenticato una cosa.
L'abile e parsimoniosa Caresse! pens disperata, fissando
Rodolfo Valentino, Carole Lombard e Tom Mix e Greta
Garbo. Le sorridenti figure inconscie, che guardavano dignitosamente
lo schermo vuoto, accuratamente collocate sulla
loro sedia, non avevano pi la parte inferiore del corpo
nascosta dalla tavola della sala da pranzo. Per risparmiare
pochi miserabili dollari, li aveva fatti costruire senza gambe.
...
.
...
5. Josh Gordon.
...
.
...
Fin dalle nove il giorno, vecchio soltanto di un'ora, aveva
portato con s un disgustoso odore di pesce guasto, odore
di disastro. Odore di balena marcia, precis Josh Gordon,
appoggiandosi al tronco di un albero di cartapesta nella
giungla, e tenendo fra le mani la tazza di caff che gli aveva
portato Alf, il trovarobe. I presagi erano l, per quelli che
volevano prevederli.
Era un giorno come quello in cui nel Nebraska piovvero
i ranocchi, in cui i pipistrelli si suicidarono in massa contro
l'Empire State Building e in cui, nel Per, una bimba di
cinque anni partor un neonato con tre teste.
Trabert, di cattivo umore, leggeva la sceneggiatura, pareva
un bambino a cui vien negato lo zucchero d'orzo. Lisa
Carson era sempre agitata. Blake faceva un discorso incoerente,
senza capo n coda, in cui entrava una bionda fuggita
da una colonia di nudisti carichi d'oro, una storia fantastica
inventata senza dubbio per giustificare la sua inefficente stesura
del lungo discorso di Caresse. Discorso! Era una piccola
poesia lirica! E Caresse che girava come una molla da orologio,
con una carica di quattrocento giorni, raccontando a
tutti quelli che volevano ascoltarla, il bizzarro scherzo giocato
al povero Ashton Graves. E il vecchio Ashton, ubriaco
come un lord nel suo camerino, recitava i brani pi indecenti
del Dottor Faust di Marlowe.
Josh non poteva fare a meno di ridere. Ce n'era abbastanza
anche per sconvolgere un John Ford, e come se non bastasse,
c'era il circo a tre ordini di posti, per la televisione,
inventato da Fabro. O, pi probabilmente, un'idea rubata a qualcuno.
Perch Fatso, non aveva provato questa nuova tecnica
nel proprio film, quell'incredibile Volpe della vigna, se
l'idea era cos luminosa? Ma no, l'adoperava per un rifacimento,
cos se non funzionava, se ne sarebbe lavato le mani.
Grid bruscamente: Tieni lontana quella dannata tigre!
Non vi far niente, signor Gordon, disse l'uomo con
un largo sorriso.  vegetariana.
La tigre, a dire il vero, non pareva molto feroce; si trascinava
lentamente dietro al domatore, annoiata e mezza
assopita, per Gordon fu contento di vederla sparire fra i
cespugli. Era uno di quei giorni in cui le tigri vegetariane mangiano i registi.
Herbie! prov a chiamare.
Eccomi.
Accompagnato da Jenkins, l'uomo della televisione, Herbie
si avvicin, diguazzando nel torrentello poco profondo e calpestando
due ninfee color lavanda. Il suo viso allegro, incurante
dei presagi, era teso nell'aspettativa, come dev'essere la
faccia di un buon assistente alla regia.
Quanto ci vuole prima di girare?
Dieci minuti, rispose Herbie prontamente.
Mike Bowles, uno dei tecnici anziani, si fece avanti. Sentite,
signor Gordon, cominci con voce aggressiva, i sindacati
non vedono volentieri questa velocit nel lavoro...
Piantala! Che cosa c'entro io con i tuoi maledetti sindacati?
 cosa che riguarda la direzione. Lo conged con
un cenno della mano e si rivolse a Jenkins: Tutto a posto
secondo i piani di lavorazione?
Alto, magro e solenne, conscio della sua responsabilit,
Jenkins disse lentamente: Prima la caccia, con tre macchine
in funzione. Barbara Phelps ferisce deliberatamente la tigre,
poi cade, fingendosi gravemente ferita e viene portata via
sulla barella.
Avete guardato la sceneggiatura.
Ma me lo avete detto voi, signor Gordon.
Sicuro.
Jenkins lo guard con gli occhi spalancati, senza capire.
Questo era lavoro, non uno scherzo. Dopo che gli indigeni
hanno portato via Barbara, continu implacabile, Adrian
Phelps e Masterson, il cacciatore bianco, uccidono la tigre.
Masterson non pu assolvere il compito di uccidere Adrian...
Sentite, disse Gordon. Conosco l'intreccio. Poi si va
allo stagno dove Barbara sente gli spari. C' sempre una
macchina sola, l?
Soltanto una:  una breve ripresa.
E tre all'accampamento?
Jenkins annu. S, come questa mattina.
E voi credete sul serio di poter trasportare tutt'e tre le
macchine, dalla caccia all'accampamento, mentre siamo allo
stagno?
S, signore. Ci vorranno cinque minuti.
Mezza giornata, col vecchio sistema, pens Gordon. Forse
nell'idea c'era qualche cosa di buono. Naturalmente la prova
del fuoco si sarebbe avuta alla proiezione del film. Avrebbe
preferito che le riprese non fossero in technicolor: a quest'ora
avrebbe potuto vedere le bobine girate il giorno prima. Si
rivolse di nuovo a Herbie:
Vorrei girare la scena a porte chiuse.
Dar disposizioni.
Intendo dire che non ci sia proprio nessuno: n Lorrance,
n Fabro. Nessuno.
Hedda Hopper viene per vedere Caresse. 
Mandala all'inferno! E muoviamoci. Ma Blake dove si  cacciato?
Risult che Blake era nel camerino di Lisa Carson, con la
magra persona stesa sul divano a righe bianche e verdi;
stava osservando una donna rotondetta della sezione del
trucco, che stava acconciando la testa di Lisa. Ebbe un
pallido sorriso quando la testa di Gordon s'inquadr nella porta.
Meravigliosa scenetta familiare, fece questi. Il giovane
e la fanciulla riconciliati.
La fanciulla. Lisa si guard nello specchio con la
fronte corrugata. E il vigliacco rammollito!
Blake emise un suono inarticolato, tra il gemito e la risata.
Ovviamente, la pace non era ancora ristabilita. Gordon ammicc,
citando con voce affettata: Nero  il color di moda per la morte...
Oh, Dio! Blake si drizz a sedere sul divano. Lo sapevo che non ti sarebbe piaciuto.
Puzza.
Tutto il finale puzza, disse Lisa alla Lisa nello specchio.
Specialmente scritto in versi sciolti. Gordon guard
Blake facendo il cipiglio. Quella bionda nuda deve averti
proprio sconvolto il cervello.
Quale bionda nuda? domand Lisa.
Blake salt gi dal divano. Lo scriver di nuovo,
mormor con disperazione. Riscriver tutto quel maledetto
discorso. E si dilegu.
Lisa disse: Oh, quella Caresse!
Gordon la guard di sottocchi, sopra la spalla rotonda
della acconciatrice. Hai intenzione di darmi altri grattacapi?
A te no, ma a Caresse s. Ho trascorso tutta la notte
a riflettere come potrei ucciderla.
L'acconciatrice sussult lasciando cadere la spazzola. Scusatemi,
disse e si chin per riprenderla.
Gordon resist alla tentazione di prendere a calci le sue
grasse natiche, invece disse a Lisa:  il passatempo favorito
di Hollywood studiare come si pu uccidere Caresse.
L'acconciatrice ridacchi. Il grazioso visetto di Lisa si
spian e un'ombra di sorriso apparve sulle morbide labbra,
svanendo subito. Di che bionda nuda parlavi?
Gordon s'incammin verso il folto della giungla nella
parte pi lontana della scena, facendo finta di non aver sentito.
Blake se l'era sognata la bionda; che si arrangiasse ora per
farla scomparire. Scost qualcuno che diceva: Il signor
Remigen vorrebbe sapere... e s'incammin a lunghi passi
verso la scena. Era illuminata ora, tranne che in un punto
appartato, dove la luce filtrava attraverso la garza. Vide che
Herbie era riuscito a scovare Caresse e i due uomini. Li
aveva armati di fucile, disponendoli sopra una collinetta artificiale
coperta d'erba, vicino al torello insanguinato che si
doveva credere fosse appena stato ucciso dalla tigre. Osserv
che Basil Trabert era sempre imbronciato.
Si ferm ai piedi della collinetta, prendendo il copione
dalle mani di Ella, che gli era sempre stata alle calcagna,
poi fece un giro su se stesso per imprimersi bene in mente
come erano disposte le macchine da presa.
La macchina A, come la chiamava Jenkins, era collocata
sopra una passerella situata molto in alto sopra la parte pi
folta del boschetto. Serviva per riprendere i movimenti della
tigre, specialmente il balzo che il grosso gattone avrebbe
dovuto fare quando veniva colpito dal proiettile sparato da
Caresse. Le macchine B e C, a destra e a sinistra della collinetta,
dovevano riprendere simultaneamente la prima parte
della caccia. Poi la B seguiva i cacciatori nella profondit della
giungla, per il colpo di grazia alla tigre ferita, mentre la
C si appuntava su Caresse trasportata in lettiga fuori dalla
giungla, quando, dopo essersi buttata a terra di proposito,
si finge svenuta.
Che maledetta confusione, pens Gordon sentendosi
vecchio, a un tratto. Un circo: ecco che cos'. Qualcuno
aveva detto, una volta, che l'unica funzione del regista 
di accertarsi che gli attori non interrompano il lavoro prima
delle sei. Con questo sistema, riflett di malumore, un regista
non potrebbe essere sicuro neanche di questo, a meno che
non avesse tre teste. Forse la bambina del Per sarebbe
la soluzione... Sospir. Se non avesse avuto bisogno di
quei centomila dollari, se non fosse stato per le tasse...
Jenkins gli tocc il braccio. Volete controllare la trasmissione
televisiva, signor Gordon?
Su una piattaforma, dietro il rialzo erboso, erano i tre
schermi televisivi, e i tre ricevitori collegati con tre macchine
per la ripresa in televisione, che a loro volta erano
collegate con tre macchine da presa cinematografiche.
Gi funzionanti, inquadrando chiaramente nitide immagini
in bianco e nero della giungla, della tigre, degli attori in
attesa, gli schermi televisivi avrebbero mostrato esattamente
ci che ognuna delle grosse macchine avrebbe filmato durante
la scena. Inoltre, potevano essere usati per le prove, eliminando
ogni procedimento induttivo. Un bel lavoro, dovette
ammettere Gordon, guardando con occhio torvo gli schermi,
uno dopo l'altro. TV in circuito chiuso, lo chiamava Jenkins.
L'unico inconveniente era che gli schermi non potevano
riprodurre il colore. Ma ci si sarebbe arrivati in seguito.
Chiss che cos'altro inventeranno, mormor.
Jenkins gli stava girando attorno. Mi spiace che non ci
sia stato il tempo di preparare tutto ieri, gli disse.
Se lo aveste fatto, ora io sarei disoccupato.
Ma signor Gordon. Il regista  ancora...
Balle! disse Gordon, qualche filo in pi e questi
aggeggi faranno tutto quello che pu fare il regista.
Improvvisamente sogghign: Eccetto forse di tormentare la
prima donna!
La faccia scandalizzata di Jenkins svan, mentre lui balzava
sulla collinetta per raggiungere gli altri. Bene, ragazzi,
disse allegramente, rifaremo ancora una volta
la scena.
Sembr che Caresse non avesse sentito: guardava verso la
giungla con un'espressione stranamente tesa e preoccupata,
come se veramente dovesse andare laggi, a caccia della
tigre. Phil Alton, uomo senza nervi, col viso dolce e con
venti milioni di ammiratrici, il quale faceva la parte di Masterson,
si mise a ridere:  giusto, Josh.
Gordon disse: Caresse?
S...
Sei pronta?
S.
Chiedendosi se stava per prendersela di nuovo con lui,
si rivolse a Basil Trabert e rugg: Smetti quel muso, figliolo,
o te lo lever io dalla faccia, se non lo sai fare tu. Poi
ritorn sulla piattaforma. Tom Billings, il vecchio fotografo,
guardava con incredulit gli schermi televisivi.
 un delitto! disse in tono scoraggiato. Sono proprio
contento di aver comperato quel rancho coltivato a pere
"avocado"!
Sono disponibile, se hai bisogno di una mano, gli
disse Gordon.
Scost Billings con una spallata e si chin sugli schermi.
Qualcuno disse: Il signor Remigen...
Fuori! url Gordon. La prima parte almeno della scena
andava benissimo. L'effetto era ottimo. Caresse in piedi, davanti
ai due uomini, sulla collina inondata di sole. Guardavano
tutti il torello ucciso, le guide indigene seminude e l'intrico
ombroso degli arbusti lungo il torrente dove si trovava la
tigre. Il suono? chiese. Pronto! disse qualcuno. E
anche la luce. Le luci illuminavano la collina dove Caresse
avrebbe sparato, e poi vacillato, cadendo. Luce smorzata
nella giungla: frecce dorate, spezzate e in diverse gradazioni,
sulle fronde intricate delle piante. Una parte dell'azione sarebbe
andata perduta, laggi, ma non importava. La maggior
parte delle scene di caccia erano state girate in India. Nel
teleschermo A, Gordon vide la tigre, apparentemente addormentata,
ma con l'aria malvagia e pericolosa anche nel sonno.
Sent corrergli per la spina dorsale il brivido che provava
sempre durante una scena madre. Si volt verso Herbie:
Prova, disse e subito, con la bocca al microfono portatile,
Herbie cominci la solita cantilena, simile a quella di
un muezzin: Silenzio, per favore. Si prova. Nessuno parli.
Silenzio sulla scena, per favore.
...
.
...
6. Karl Fabro.
...
.
...
La signorina Earnshaw cerc di togliere di mezzo zuccherini
e caff, nascondere le parole incrociate che stava risolvendo,
riporre il rossetto per le labbra, lo specchio e il portacipria
aperto sul sottomano verde e nello stesso tempo si
sforz di apparire affaccendata ad aprire la posta, riuscendo
solo a fare una terribile confusione sulla scrivania, durante
i pochi secondi che Fabro impieg per passare dal corridoio
al suo ufficio. Disse convulsa: Cos presto...! ma lui non
si prese la briga di rispondere.
Pos un pacco sulla scrivania, gett l'impermeabile double-face
e il feltro nero sopra una seggiola, not che erano
le nove e dieci, guard nella scatola dei sigari e schiacci
il bottone del citofono interno.
La signorina Earnshaw era ancora tremante: S, signor
Fabro, balbett, poi tent ancora: S, signor Fabro, e
avrebbe continuato se lui non l'avesse interrotta.
Trovatemi Lorrance e il capo dei falegnami. E anche Jenkins, sul palco diciassette.
S, signore.
E datemi un po' di caff, se non lo avete rovesciato tutto.
Quando la signorina Earnshaw arriv col caff e le edizioni
del mattino dei giornali commerciali, lui prese due pastiglie
di Alka-Seltzer e le gett in un bicchiere d'acqua dove si
sciolsero frizzando. Avete visto Variety, signor Fabro?
gli domand la segretaria e quando lui grugn negativamente
gli mise davanti il giornale: Notizie meravigliose!
Avrebbe continuato a svolazzargli intorno se non l'avesse
guardata con occhi di fuoco. Fabro prese in mano il bicchiere,
osservando le bianche pastiglie sciogliersi. Si accorse che gli
tremava la mano, e brontol di nuovo tra s. Non c'era da
stupirsi dopo quella maledetta scena in casa di Caresse.
Non aveva dormito un istante, camminando o rigirandosi
nel letto tutta la notte, maledicendo se stesso per la sua stupidaggine
dopo che, essendoglisi schiarito il cervello, aveva capito
che era stata tutta una commedia. Aveva anche capito come
a Caresse fosse venuta l'idea: si era ricordata che una volta
lui le aveva raccontato di uno spavento provato quando aveva
sette anni. La visione della signora Wicherly che si slanciava
su di lui e sugli altri bambini con un paio di grosse forbici
rotte, gli ritorn alla mente come un lampo. Rabbrivid e
inghiott l'Alka-Seltzer. Quella cagna di Caresse.
Cominciando a leggere il Variety si rese conto che la signorina
Earnshaw si riferiva all'articolo principale, le previsioni
annuali del giornale riguardanti i premi dell'Accademia.
Rapidamente scorse la lista. Dopo la migliore produzione,
il miglior attore, il miglior regista, il migliore
commento musicale, il miglior soggetto cinematografico,
vide, in lettere che sembravano pi nere delle altre: Karl
Fabro, per  La volpe nella vigna . Non era una sorpresa;
tutti gli dicevano, da tempo, che doveva tener pronto il
discorso, ma prov ugualmente un improvviso senso di soddisfazione.
Variety non sbagliava mai.
Scelse un sigaro dalla scatola. Gli pareva di vedersi sul
palcoscenico, nell'atto di ricevere l'Oscar, e immaginava le
facce di coloro che avevano insinuato che la sua prima vittoria
era stata solo un colpo di fortuna. Rise fra s.
Stava guardando l'altro Oscar, una lucente figura d'oro
posata sopra uno scaffale, sotto ad un pugnale incrostato di
pietre preziose, quando T. J. fece irruzione nell'ufficio.
Hai visto "Variety", Karl?
Lui annu, senza compromettersi.
"Cielo senza stelle", disse T. J. con voce ammirata,
e ora  La volpe nella vigna .
Hai buona memoria per i titoli.
T. J. lo fiss meravigliato: Come fai a restare cos
calmo?
Che cosa sono due Oscar? Non puoi mica farne un allevamento.
Qualunque altra stupidaggine che T. J. avesse avuto l'intenzione
di pronunziare, fu interrotta dal ronzio del citofono.
Fabro spost la leva e la signorina Earnshaw disse:
Il signor Selig.
Chi?
Il capo dei falegnami, signor Fabro.
Fatelo entrare.
Selig entr; un uomo dal viso rosso, angoloso, in tuta
bianca. Mi avete chiamato? domand, continuando a rosicchiarsi
le unghie.
Fabro gli gett il pacco. Avevo dato a voi l'incarico
di mettere il pugnale sulla parete, non  vero?
Selig guard il pugnale. Qualcosa non va?
Niente, rispose Fabro, solo vorrei mettere l anche
queste due. Aprite il pacco.
Selig lo apr. Rivoltelle, osserv con aria afflitta.
Pistole.
Gi.
E le volete sulla parete?
Accanto al pugnale.
Lorrance ne prese una in mano. Bella! esclam ammirato.
Dovr fare parecchi buchi, avvert Selig.
Le riconosci, T. J.? domand Fabro.
Lorrance esamin le armi, poi il suo viso s'illumin: Le
pistole da duello di  Volpe nella vigna.
Fabro approv dicendo: Le ho comperate questa mattina
da Orthman.
Hai avuto un'idea splendida. Lorrance si volt verso
l'Oscar. Il pugnale di "Cielo senza stelle" e ora le pistole.
Ma quello scaffale  abbastanza ampio?
Abbastanza ampio per far cosa? domand Selig sospettosamente.
Per il nuovo Oscar.
Quale nuovo Oscar?
Non importa, non importa, brontol Fabro. Prese le
pistole dalle mani di Lorrance e le cacci in quelle di Selig.
Vicino al pugnale, con le canne incrociate. Sistematele
per gioved mattina, prima della mia venuta. Poi la sua
voce si tramut in un grido: E ora puoi andartene all'inferno!
Io? disse una voce sulla porta. Era Jenkins che cercava
confuso di ritirarsi, attraverso la porta ormai chiusa. Mi
dispiace, credevo che la ragazza avesse detto...
Venite avanti, gli disse Fabro.
Lo ha detto a me di andare all'inferno. Selig ammicc
a Jenkins e usc con le pistole.
Sedetevi, Jenkins, come va? Fabro tese la scatola dei
sigari. Un sigaro? Ancora confuso, Jenkins rifiut. No,
grazie, va tutto bene, non fumo.
Voglio saper tutto, Fabro si rivolse a Lorrance. Guarda
se Romigen  tornato a New York. E occupati di indire una
riunione dei produttori di "Circolo oscuro".
A che ora?
Verso... Fabro esit, poi chiese a Jenkins: Che impegni
ci sono per questa mattina?
La domanda era semplice, ma dalla risposta di Jenkins,
sembr che gli avessero chiesto una spiegazione sulla teoria
della relativit di Einstein. Cerc, prima, di fare un quadro
generale del soggetto di Tigre nella notte, poi si slanci
in un'intricata descrizione della televisione a circuito chiuso.
Finalmente si riusc a strappargli a uno a uno, come i denti,
del giudizio, i pochi fatti essenziali.
S, il signor Gordon aveva appena cominciato a riprendere
la caccia alla tigre, quando lui aveva lasciato la scena. Sarebbe
durata molto? A quest'ora doveva essere finita, cinque
minuti pi, cinque minuti meno, c'era da girare la scena
dello stagno, con la signorina Garnet e i portatori della barella,
quando lei udiva gli spari. Quanto sarebbe durata questa
scena? Forse venti minuti, se il signor Gordon provava di
nuovo. Meno, se non faceva la prova. Cinque minuti pi,
cinque minuti meno. Poi la scena dell'accampamento dove
Ahri (la signorina Carson), rivela il complotto e la signorina
Garnet viene portata dagli indigeni, la signorina Garson la
ferisce, poi arrivano i cacciatori e la signorina Garnet comincia
il suo discorso: Nero  il color di moda della morte,
declam Jenkins infervorato.
Fabro si spazient: Il tempo, Jenkins! Quanto tempo
dura questa scena?
Forse trenta minuti...
Cinque minuti pi, cinque minuti meno.
S, signor Fabro; stavo proprio per dirlo. 
Sommando le cifre che aveva annotato, Fabro mormor:
Cinque per la caccia... venti per lo stagno... trenta per
l'accampamento. Cinquantacinque minuti. Guard l'orologio
posato sulla scrivania. Ora sono le nove e venticinque
Alle dieci e tre quarti dovrebbe essere finito. Guard Lorrance.
La riunione alle dieci. Falli aspettare se non sar
ancora venuto. Vado sulla scena.
Jenkins toss.
Be', che c'?
Il signor Gordon non vuole spettatori.
Al signor Gordon ci penso io, Jenkins.  Fabro pass
davanti alla scrivania e gli batt sulla spalla. Avete fatto
un bel lavoro, Jenkins, e il signor Standish ne sar informato.
Ora andate all'... andatevene. Avranno bisogno di voi.
Spinse Jenkins verso la porta e prese il cappello e l'impermeabile
dalla sedia. Ricordati la riunione e Remigen, T. J.
E stai lontano dai miei sigari.
Nel quadrilatero dello Studio, l'erba e la strada di cemento
erano ancora bagnate, ma la pioggerella del mattino ora si
era tramutata in nebbia. Fabro si gett sulle spalle l'impermeabile
come se fosse un mantello, e attravers il quadrilatero
passando davanti alla palazzina della direzione, e avviandosi
verso la fila delle scene in fondo. Oltrepass il numero diciassette,
notando la luce rossa sulla porta: voleva dire che
Gordon stava girando. Entr, attraverso le doppie porte
al numero diciannove e dietro alcuni scenari ammucchiati
contro la parete trov l'uscita di sicurezza.
Mentre entrava al 17, camminando in punta di piedi, ud
i colpi che indicavano che la caccia alla tigre era finita. Due
forti detonazioni seguite, dopo un lungo intervallo, da altre
tre. Un momento dopo gli altoparlanti trasmettevano la
voce di Gordon. Alt! E grazie. Scena ottima. Una confusione
di voci si alz dalle varie parti della scena. Fabro
guard l'orologio: le nove e trenta. Gordon aveva girato nel
tempo stabilito.
Si spost all'uscita di sicurezza, nascondendosi dietro alcuni
cespugli di fiori esotici e si ferm un momento per orientarsi.
Davanti a lui si stendeva l'accampamento, con tre tende disposte
sulla radura erbosa della giungla. Pi oltre, lo stagno.
L'acqua scura pareva piombo, sotto le luci mascherate, disposte
in alto. Accanto allo stagno, l'argine dove i portatori
avrebbero lasciato Caresse, mentre andavano a bere. Vide
delle persone avvicinarsi allo stagno: Billings con tutta la
schiera dei fotografi, che ora si sparpagliavano intorno al
Mitchell attaccato alla grossa gru; il tecnico del suono e i
suoi aiutanti che trasportavano un groviglio di fili e di microfoni
e un terzo gruppo composto da Josh Gordon, Herbie
Adams, Jenkins, la segretaria di redazione e due uomini
di fatica. Cerc Caresse, ma non riusc a vederla.
Sent dei passi che si avvicinavano e s'inoltr ancor pi
nei cespugli. Una donna piccola e anziana, vestita di nero,
evidentemente uscita dalla porta di sicurezza, camminava
a testa bassa, aprendo e chiudendo le dita con un movimento
meccanico, mormorando distintamente: Perdonami,
Al. Perdonami... perdonami... La segu con lo sguardo
finch entr in una delle tende, poi vedendo che l'attenzione di
tutti era concentrata sullo stagno, avanz cautamente.
Nel punto pi lontano dell'accampamento, vicino al palco
del suono, vide addossato alla parete il grande guardaroba in
cui i trovarobe tenevano le armi e tutto i loro attrezzi. Era
un buon rifugio per lui: avrebbe potuto veder benissimo
la scena dello stagno e avrebbe potuto ritirarsi facilmente
quando avesse deciso di andarsene. Si fece strada tra gli
alberi e i cespugli finch arriv alla parete e tenendosi
sempre vicino ad essa, raggiunse il guardaroba. Stava entrandovi,
quando ud qualcuno che diceva: Eh, non  stata
una magnifica idea?
Il trovarobe e il suo aiutante stavano avvicinandosi. Tutt'e
due avevano in mano un fucile. Andate al diavolo... cominci
il trovarobe, poi il suo viso cambi: Il signor
Fabro!
Non importa... In un lampo ricord il nome dell'uomo.
Non fa niente, Alf. Stavo cercando un posto da dove poter
veder bene.
Alf approv.  un buon posto, questo. Prese la carabina
dalle mani dell'assistente. Cerca una sedia per il signor
Fabro, Gus.
Mi fermo solo pochi minuti.
Non ci disturbate. Alf rimise i fucili nella rastrelliera.
Siete a casa vostra, signor Fabro. Apr un cassetto, prese
due rivoltelle e una manciata di cartucce a salve.
Si sent l'altoparlante: Signorina Garnet, in scena, prego.
 Gordon, disse Fabro. Mi farete il favore se non
gli direte...
Non diremo niente, lo assicur Alf, mentre caricava
una rivoltella con le cartucce a salve. Abbiamo gi abbastanza
guai.
Cacciatori di tigri, spieg l'assistente. Io e Alf.
Cacciatori di tigri?
Effetti sonori per la scena dello stagno. L'assistente
prese la rivoltella dalle mani di Alf. Colpi di fucile in
distanza.
Per segnare il tempo, disse Alf.
I due corsero via, mentre Alf stava ancora caricando
la seconda rivoltella. Nello stesso momento, dall'altoparlante
usc una voce imperiosa: Signorina Garnet. Subito in
scena, prego! Signorina Garnet...
...
.
...
7. Caresse Garnet.
...
.
...
Va bene, disse forte Caresse. Vengo.
Tre Caresse Garnet la guardarono con gli occhi brillanti
dallo specchio a tre luci, posto sopra il bianco tavolino da
toletta. Si pieg in avanti per esaminare la sua faccia
nello specchio centrale. Gli occhi erano troppo brillanti,
quasi febbrili, la pelle era tesa sopra gli zigomi e le mascelle.
Aveva l'aspetto di una donna vecchia e piena di rancore.
S, vecchia. Anche sotto il trucco pesante si scorgevano
le rughe attorno agli occhi e alla bocca. Cos non poteva
andare.
Atteggi le labbra a un sorriso e il volto ad un'espressione
amichevole e un po' distratta di accoglienza cortese.
Entra, Hedda carissima, entra!
Che splendido spogliatoio.  vero cuoio, quello che ricopre le pareti?
S, vitello bianco. L'ho fatto mettere quando abbiamo cominciato a girare il film.
Delizioso.
Hedda, il mio contratto  stato rinnovato per un altro anno.
Non mi dici niente di nuovo, Caresse. Tutti ce lo aspettavamo.
Lo so, ma pensavo che al mio pubblico, la notizia interesser.
Oh, certo, carissima. Ma una notizia cos, presa da sola,
 troppo succinta. Bisogna legarla a un episodio...
Oh, la notte scorsa accadde un fatto curioso, durante
il bizzarro ricevimento che ho dato per festeggiare il rinnovo
del contratto. Ho giocato un tiro al povero Ashton...
sai com' suscettibile riguardo alle sue gambe... ma  stato
cos divertente...
S, pens, cos poteva andare. Non le importava quello
che avrebbe detto Ashton. Tutti avrebbero creduto al racconto,
quando fosse apparso sui giornali. Avrebbero creduto
ad uno scherzo macabro, invece che...
Signorina Garnet. Herbie Adams, sulla porta dello
spogliatoio la sollecitava a far presto. Il signor Gordon dice...
Vengo subito!
Segu Herbie, verso la scena dell'accampamento, facendo
dei larghi giri, per evitare il trattore e gli operai che trascinavano
la macchina da presa nel punto indicato. Trov Josh
Gordon e i portatori, in attesa vicino allo stagno. Gordon
era rosso in viso.
Dove diavolo eri?
Sul vaso.
La frase lo colp di sorpresa e prima che potesse riaversi,
Caresse domand: Quanto tempo ci vorr?
Trenta, quaranta minuti.
Per una sola scena?
Andiamo subito all'accampamento: la stanno preparando.
No.
No? Bene, bene, questo  interessante. Il viso di
Gordon divent ancora pi rosso. Per che cosa pensi che
abbiamo provato poco fa? Cos, tanto per fare?
Tra quindici minuti ho un appuntamento con Hedda.
La vedrai a colazione.
La vedr tra quindici minuti.
Con un occhio nero! Avanz verso di lei, cieco di rabbia.
Accidenti, se non sali su quella barella...
No, non oseresti. Sorrise freddamente. Avanti Josh,
tanto non ottieni niente.
Per un attimo Caresse credette veramente che lui stesse
per colpirla. Invece Gordon si rivolse a Herbie che seguiva
la scena a bocca aperta. Fatti dare uno scudiscio dal domatore
della tigre. E porta qui Ashton Graves.
Ashton! esclam Caresse.
 abbastanza ubriaco per farlo, Caresse. Inoltre, mi dicono che questo ti piace.
Bastardo!
Sar una bella storia per Hedda. Vai, Herbie, parlo sul serio.
Me lo ricorder, disse Caresse.
Vuoi salire sulla barella?
Lo guard con occhi che mandavano fiamme. Odiava quel
viso implacabile dal profilo di falco. Umiliarla cos sulla
scena, davanti a tutti!
Lo avrebbe ucciso, fosse stata l'ultima azione della sua
vita.
Bene, Josh. Si avvicin alla barella, tenuta dai due
portatori seminudi e vi sedette sopra. Hai vinto.
Ora resta l, finch ti trasportano sulla branda, nella tua tenda.
Va bene.
Josh la guard sospettosamente, poi si rivolse ai portatori.
Dopo la scena dello stagno, quando dopo aver bevuto
riprendete la barella, state bene attenti. Non la mettete gi.
Dovete portarla all'accampamento quando dar il segnale.
Capito?
Capito, signor Gordon, disse uno dei portatori. Gordon
abbass gli occhi su Caresse: Se devo di nuovo venire a
cercarti...
Ti ho detto che ho capito, disse lei dolcemente. Josh
stava per andarsene, ma Caresse lo ferm: Josh...
S?
Lo sa Agnese di quella rossa che mantieni al Miller
Place?
Si allung sulla barella, tirandosi addosso, la coperta, e
beandosi alla vista della faccia di Josh, coi denti stretti, le
mascelle contratte, gli occhi improvvisamente fattisi minacciosi.
L'immagine le si era impressa nella mente. Era solo
l'inizio. Abile Caresse! Non avrebbe pi potuto neppure stringere
i denti, quando avesse finito di vendicarsi. Sorrise
alle luci che si riflettevano sull'impalcatura di metallo sopra
la scena e si rilass, avvolta da una piacevole sensazione di
calore.
La barella dondolava con moto ineguale, mentre i portatori
l'alzavano. S'incamminarono lungo il sentiero tracciato
nella giungla, verso il punto dove sarebbe cominciata la
scena. Un ramo la colp al viso e lei grid: Che Dio vi
fulmini! Guardate dove andate!
Scusate, signorina Garnet, disse il portatore che camminava
in testa.
Nella sua mente ripeteva la scena. Non c'era niente da
fare, soltanto reagire ai colpi di carabina: aveva provato
allo specchio lo sguardo che doveva esprimere un senso di
orgiastica soddisfazione e di trionfo. Praticamente, pens
divertita, non aveva fatto che provarlo durante due terzi
della sua vita, in parecchi e svariati letti. Da quel lato
non c'era motivo di preoccupazione.
Mentre gli uomini svoltavano sul sentiero, la barella
ondeggi.
Fate attenzione!
Non temere, memsahib, disse il portatore che stava
dietro. Dobbiamo risponderne al rajah, se ti succede qualche
cosa.
Caresse alz la testa: Siete pagati per una particina?
Oh, no.
E allora state zitti!
Il portatore sorrise incerto, poi volse il capo. Oltre la
spalla di lui, a circa tre metri, vide una faccia spuntare tra
il fogliame della giungla. Caresse riconobbe Fabro, mezzo
nascosto dai cespugli e da un enorme guardaroba, e manc
poco che ridesse forte. La sorvegliava, per vedere se realmente
aveva perduto la ragione. Alz una mano e l'agit
languidamente, e gli avrebbe rivolto la parola se lui non si
fosse messo un dito sulle labbra. Scuotendo il capo, col cappello
nero abbassato sulla fronte, l'impermeabile posato sulle
grosse spalle come un mantello, simile a un tozzo cospiratore
della riva orientale del Danubio, guard verso il palco dove
si trovava la macchina da presa e Josh Gordon.
Per un secondo fu tentata di chiamarlo ugualmente, sapendo
che Josh lo avrebbe immediatamente cacciato via
dalla scena, poi ricord di essere arrabbiata con Josh. E
non c'era alcuna ragione di far andare in collera Fabro,
ora che il contratto era salvo. Posandosi il dito sulle labbra,
gli fece cenno di aver capito. Cospiratori tutt'e due. Sorridendo
tra s si riadagi sulla barella.
Il suo pensiero si volse a Blake, chiedendosi come poteva
essersi illusa che somigliasse a Edgar. Era uno scrittore
piacevole, con un certo talento, lo doveva riconoscere,
ma senza vero fuoco. All'inizio del film gli era corsa dietro,
a causa del vuoto, almeno cos supponeva, o meglio dell'abisso
in cui era precipitata dopo la morte di Edgar. Erano gi
trascorsi sei anni, ma il senso di vuoto era rimasto in lei.
Era svuotata, come se parte dei suoi organi interni, il
cervello e l'anima stessa, fossero stati asportati da un inetto
chirurgo. Fece una smorfia, ricordando quella notte, in casa
sua, quando spinta dal dolore che era una conseguenza della
sua stessa perfidia, dall'effetto delle pastiglie che non le
procuravano il sonno e dal liquore che non le dava l'oblio,
credette in un momento di follia che Blake fosse Edgar. Si
era aggrappata a lui, singhiozzando e strappandogli gli abiti.
Oh, Edgar! pens con gli occhi umidi di pianto, che
cosa ci siamo fatti?
Gli altoparlanti chiedevano silenzio sulla scena e lei
fren le lacrime. Era troppo tardi per piangere, ormai. Sei
anni troppo tardi. L'ultima volta che aveva versato delle
lacrime era stato il giorno che aveva visto mettere la bianca
croce sulla tomba che poi non si era pi recata a visitare.
Eppure ne vedeva scritte le parole, come fosse stato ieri:
EDGAR ALLAN PIXLEY poeta 1911-1953. Intanto pensava al
tradimento, fissando gi nella sua mente i termini di quel che
avrebbe chiesto quella sera, durante il convegno nella casa
vuota.
Si gira, dissero gli altoparlanti.
I portatori sollevarono la barella, preparandosi a trasportarla
lungo il sentiero. Si pass le dita sugli occhi per
vedere se c'erano lacrime, ma erano asciutti. Cerc di ricomporre
il viso. Tu sei Barbara Phelps, disse a se stessa. Tu
fai finta di essere svenuta. Tuo marito sta per essere ucciso
da Masterson, l'uomo che ami. Chiuse gli occhi.
Azione! dissero gli altoparlanti.
I portatori della barella iniziarono la marcia sul sentiero.
Tutto era silenzioso ora; si sentiva soltanto il passo dei
loro piedi nudi sulla terra soffice. Sotto la coperta, Caresse
soffocava, ma non poteva farci niente. La barella s'inclin,
mentre salivano sull'argine dello stagno, poi riprese la posizione
orizzontale e raggiunsero la cima della collinetta. I
portatori si fermarono e la deposero al suolo con precauzione.
Caresse sentiva il loro respiro, poi non sent pi nulla: si
erano allontanati lungo l'argine per andare a bere allo
stagno. Ora era tempo di aprire gli occhi.
Vide la macchina da presa, un oscuro pesante rettangolo,
all'estremit di un lungo tubo, che si disponeva a riprendere
un primo piano e, dietro di essa, i visi intenti di Tom Billings
e di Josh Gordon. La macchina si avvicin, mentre il
tubo descriveva un arco silenzioso. Avanz ancora di pochi
altri centimetri, manovrata da Billings che la punt direttamente
sul suo volto. Mentre stava pensando perch non si
sentivano gli spari, due violente detonazioni si udirono da
destra e allora Caresse atteggi le labbra ad un leggero sorriso
di soddisfazione sensuale, crudele e trionfante, espressione
felina in cui si era esercitata per molti anni.
Vide Josh Gordon fare un cenno di approvazione, poi la
macchina gir verso lo stagno e l'intera equipe spinse avanti
la gru con le ruote di gomma. Lei rimase sola, dietro a tutti.
Scost la coperta e sedette sulla barella, strofinandosi un
fianco indolenzito dal contatto con le liste di legno incrociate.
Sbadigli, stirandosi pigramente. C'era tempo in abbondanza.
La macchina doveva registrare la reazione dei portatori agli
altri colpi sparati da Masterson, con la carabina per la
caccia agli elefanti, poi doveva fare una ripresa sull'argine,
dov'erano i due uomini che sarebbero tornati a riprenderla
per portarla all'accampamento.
Guard verso lo stagno, ma pot vedere solo le ruote della
gru che trasportava la macchina, e due nuche. Sbadigli una
seconda volta, poi vide Fabro avanzare verso di lei dal
guardaroba, sul lato opposto alla scena. Le fece un cenno
di approvazione, mentre si avvicinava. Ora aveva l'impermeabile
sul braccio, per il volto era inondato di sudore.
 meglio che Gordon non ti trovi, sussurr Caresse.
Gli spari mi avvertiranno, sussurr lui a sua volta, inginocchiandosi
vicino a lei. Sei stata brava, Caresse.
Certo che lo sono stata.
Volevo solo dirti... che tutto  a posto.
Meglio cos, Fabro.
Il rumore del primo sparo echeggi per tutta la scena e
Caresse, dopo avergli fatto un cenno impaziente con la
mano perch si allontanasse, si riadagi sulla barella.
...
.
...
8. Richard Blake.
...
.
...
Sulla grigia porta di metallo del teatro n. 17, la lampadina
rossa, velata dalla nebbia, mandava una luce opaca.
Spinse la porta, entr nello stretto passaggio oscuro e apr
la porta interna. Un poliziotto addetto allo Studio si mosse
per fermarlo, ma lui brand i fogli che aveva appena terminato
di scrivere, e oltrepass il poliziotto dirigendosi verso la
paratia di grossa tela che divideva le scene dalle pareti del
palcoscenico. Era gi vicino alla paratia, sostenuta da un'armatura
di assicelle di legno, bianca dalla sua parte, ma rappresentante,
dal lato opposto, un cielo azzurro sopra uno
scenario alberato, quando ud gli spari. Tre detonazioni cos
vicine a lui che lo intontirono. Dopo il primo momento di
sorpresa, si rese conto che provenivano dall'altra parte della
paratia e contemporaneamente li riconobbe per quelli che
dovevano far agire i portatori che si trovavano allo stagno.
Gordon non perdeva tempo, pens riprendendo a camminare
lungo la paratia. Aveva fatto bene a portare il discorso di
Caresse modificato, cos avrebbero finito prima di colazione.
Arriv all'apertura della paratia che faceva da scenario di
sfondo all'accampamento e guard in giro al palcoscenico, per
essere sicuro di non disturbare nessuno, poi entr nell'accampamento.
Tutto era disposto per la prossima scena, anzi per tre
scene, come aveva stabilito Jenkins. L'attrezzatura del suono
e le tre macchine da presa erano gi a posto, le luci brillavano
in alto. Alcuni uomini erano occupati con gli schermi televisivi,
sistemati su un palco di legno. Nella tenda dei cacciatori,
scorse Ashton Graves seduto sopra una branda; il suo
volto, abitualmente colorito, era bianco come il ventre di
un pesce. Cerc Lisa e non vedendola, si diresse allo stagno.
I portatori si arrampicavano sull'argine attorno allo stagno
seguiti dall'obiettivo. Con rozza premura, opportunamente
dosata, sollevarono la barella e trotterellarono trasportandola
lungo il sentiero. Si accorse che Caresse, bench
sdraiata come fosse svenuta, non cedeva loro la scena.
Il braccio dalla parte dell'obiettivo, penzolava fuori della
barella, dondolando inerte. L'astuta attrice da strapazzo,
pens. Esattamente quello che gli spettatori avrebbero osservato e ricordato.
Josh Gordon, a cavalcioni della gru grid: Alt! e grazie a tutti.
Tutti si affrettarono verso l'accampamento, calpestando i
fili elettrici, le cassette dei collegamenti, le corde, i cavi del
suono, i carrelli delle macchine da presa e tutti gli altri aggeggi
che rimangono dopo una scena. Sopra le loro teste, voci
fantomatiche urlavano: Collegarsi col numero quattro!
Per amor del cielo, Charley, vieni qui! Anche Gordon urlava: I portatori di barella!
S, signore.
Ricordatevi: non mettete gi la signorina Garnet. Giriamo
subito l'altra scena.
Ancora prima che toccasse terra, Gordon salt dalla gru,
e and verso l'argine. Nello stesso istante si ud la voce di
Herbie, trasmessa dagli altoparlanti: La signorina Carson
e il signor Graves ai loro posti, prego!
Qualcuno grid: Sono tutti a posto! Poi si udirono
altre grida: Dove sono andati quei ragazzi con la tigre impagliata?Una voce angosciata chiam dall'alto: Charley,
per amore del Cielo! A destra!
Gordon si ferm vicino a Blake, osservando l'accampamento,
mentre diceva: Com' andata?
Almeno questa volta non ci sono errori.
Gordon annu e chiam: Billings!
Billings, che guardava dentro la macchina C, volse il capo.
Quella macchina non dar noia?
Jenkins, sul palco della TV, rispose: No, signore. Non
si vede sugli schermi.
Fratello! disse Gordon, se il sistema TV va male,
questo sar il pi grande pasticcio dopo "La Regina Kelly".
Blake lo segu sul palco e guard anche lui i teleschermi.
Jenkins aveva ragione. Non si vedeva nessuna macchina da
presa. Ogni scena mostrava solo l'accampamento visto da
tre angoli differenti che si riunivano insieme.
Gordon aveva controllato suono e luci e ora chiamava
Herbie.  andato in cerca di Basil Trabert, lo inform
qualcuno.
Qualche giorno lo faccio diventare un eunuco, quel buono
a nulla, rispose Gordon e aggiunse: Se non lo  gi.
Blake domand: Com' riuscito il primo piano con Caresse?
 stato magnifico, rispose Gordon.  la reazione pi
eccitante che la polvere da sparo abbia mai provocato.
Guard di sbieco il teleschermo di mezzo e gett un grido
di angoscia.
Che cosa succede?
Quel maledetto Alf. Gordon si gir di scatto. Non
ha messo la rivoltella in quella fondina della malora!
Infatti non c'era. La fondina, appesa al palo della tenda
dei cacciatori era vuota.
Herbie! grid Gordon con quanto fiato aveva. Herbie! Herbie!
Vado a prenderla io, disse Blake e attravers l'accampamento
di corsa, fino al guardaroba.
Seduti sul pavimento, a gambe incrociate, Alf e il suo
aiutante erano intenti a pulire le rivoltelle. Alzarono la
testa quando Blake apparve davanti al guardaroba. Alf si
diede una manata sulla fronte esclamando: Mamma mia!
Salt in piedi e si mise a rovistare in un cassetto.
Che cosa c'? chiese il suo aiutante.
La Webley! Abbiamo dimenticato la Webley! Alf la
tir fuori dal cassetto, infil il caricatore e visto che era
vuoto esclam: Le cartucce a salve! Dove sono le cartucce
a salve?
L'aiutante, elettrizzato, si avvicin al cassetto: Nella
scatola bianca, disse. Qui nella scatola bianca. La prese
dal cassetto e si fece cadere in mano una pioggia di lucenti
proiettili a salve. Quanti?
Bisogna riempirlo, rispose Alf, infilando rapidamente
le cartucce nel caricatore, ci vogliono tutte. Infil l'ultima
cartuccia nell'automatica, dicendo nuovamente: Mamma
mia! poi corse verso la scena agitando in aria la Webley.
Quando Blake ritorn sul palco, Herbie stava facendo il
suo rapporto a Gordon. ... tutto a posto. I cacciatori; i
portatori della barella, Lisa, Graves.
Gordon si gir verso la scena: Graves, Ashton Graves!
Dall'interno della tenda si ud la voce smorzata di Graves:
Che cosa c', vecchio mio?
I teli della tenda si aprirono e Graves usc. Si diresse
zoppicando fino al palo dove era appesa la fondina, che ora
conteneva la Webley e si ferm, sbattendo le palpebre alla
luce troppo intensa. Pareva un uomo colpito dalla malaria
o dall'itterizia, pens Blake. Sulla sua pelle cadaverica il
trucco, che doveva dare l'impressione dell'abbronzatura, diventava
d'un giallo fangoso. Ma andava benissimo, perch
McGregor, il vecchio cacciatore bianco doveva essere ammalato.
Sai la tua parte, Ashton? domand Gordon.
Graves annu.
Vuoi ripeterla?
Graves annu di nuovo.
Sentiamo come dici: "Il pappagallo becc la piccola
pappagalla."
Graves riusc a fare un sorriso stanco.  la prova della
sobriet, eh, vecchio mio?
Dillo, su.
Graves esit. Sulla scena c'era un silenzio insolito. Da
ogni parte gli occhi erano fissi su Graves: i cuochi indigeni
vicino al fuoco, le forme indistinte che si trovavano in alto,
sulle strette passerelle, la gente riunita intorno alle macchine.
Blake prov un senso di piet per il povero attore senza
gambe. Era stato, una volta, una celebrit ed era ancora un
bravo attore, e vederlo trattare cos... Ma Gordon non poteva
correre rischi.
Improvvisamente Graves parl, con voce ferma, pronunciando
ogni parola distintamente, perfettamente staccata una
dall'altra.
Caresse ucciderei senza rimpianto, disse lentamente,
creatura vile, calunniatrice, carnivora, concupiscente.
Se prima la scena era silenziosa, parve ora che nello spazio
si fosse formato un vuoto d'aria. Il tempo s'era fermato e
con esso, s'era fermato ogni suono. Blake in ascolto nel
nulla, si accorse di non respirare. Inghiott l'aria.
Bene, Ash, disse Gordon finalmente. Mi basta.
Il tempo riprese a scorrere. Un sussurro, leggero come un
soffio, corse per il palcoscenico. Graves ritorn zoppicando nella
tenda lasciandone ricadere i lembi dietro di s. Herbie,
vicino a Blake, fischi piano: Acc...! Che cosa significa
calunniatrice?
Niente di buono, rispose Blake.
Gordon era nuovamente sul palco: Giriamo, Herbie.
E Herbie, port alle labbra il microfono che teneva nel cavo
della mano. Gli altoparlanti ripeterono:
Silenzio, per favore. Silenzio sulla scena. Si gira.
Senza fretta, attentamente, Gordon esaminava i teleschermi.
Blake si avvicin, sapendo che nessuno faceva attenzione a
lui. C'era qualche cosa di buono in quella cervellotica idea
di Fabro. Si chiese che effetto avrebbe fatto sugli scrittori.
Gordon, chino sullo schermo di mezzo disse: Girate.
Girate, ripeterono gli altoparlanti. I cappucci delle tre
macchine ricaddero. Uno per volta, i tre fotografi fecero un
segnale, formando un O con il pollice e l'indice, in direzione
di Billings, in piedi di faccia a Blake.
Funziona tutto, disse Billings.
Gordon osservava sempre lo schermo televisivo centrale.
Qualcuno sposti quella fondina sul davanti, disse, in
modo da poterla veder bene.
Blake s'infil tra i teleschermi e corse sulla scena. Nel
toccare la fondina, la cinghia si stacc dal chiodo che la teneva
sospesa al palo. Riusc ad afferrarla, prima che cadesse
al suolo. Ferm con la sinistra la fondina che dondolava e
stava per attaccarla nuovamente al chiodo, quando la Webley
scivol fuori e sarebbe caduta se non avesse istintivamente
stretto contro il suo petto, la fondina, la cinghia e la rivoltella.
Maledicendosi per essere cos maldestro, rimise a posto
la rivoltella, sciolse la cinghia che si era aggrovigliata e l'appese
nuovamente al chiodo. Sistem la fondina in modo che
fosse rivolta al teleschermo centrale, si assicur che la rivoltella
non fosse inceppata e torn di corsa sul palco.
Herbie sogghign, mentre Blake si avvicinava ai teleschermi.
Hai la tessera del sindacato?
Per tutti i santi! Quale sindacato mi vorrebbe?
Qualcuno grid: Zitti!. Gordon si era allontanato dai
teleschermi e guardava, al disopra di essi, la scena in
attesa.
Con la mascella rigida, le folte sopracciglia sopra gli occhi
socchiusi, il viso angoloso teso e concentrato, pareva il comandante
di una nave che sta per iniziare la battaglia.
Rest immobile per un lungo istante, poi muovendo appena
le labbra, disse: Azione.
Azione! fecero eco gli altoparlanti.
I servi dell'accampamento, vicino al fuoco, tre uomini dalla
pelle abbronzata in ampie vesti bianche, e un ragazzo magro
con un panno avvolto intorno ai fianchi cominciarono a chiacchierare
in una lingua che Blake suppose fosse qualche dialetto
indiano. Graves usc dalla tenda, col viso scuro, leggermente
ansioso, come lo voleva il copione, e si ferm
davanti alla Webley, appesa al palo della tenda. Zitti!
grid ai servi che cicalavano. Si allontan da loro, scrutando
la giungla oscura.
Troppo rapido, pens Blake, ma poi decise che andava bene
cos. Il vecchio cacciatore bianco non avrebbe interessato gli
spettatori, che erano in attesa di sapere ci che avrebbero
fatto Ahri e gli altri. Ecco Ahri usciva correndo dalla giungla
verso la tenda, una frenetica ragazza eurasiana, con le
snelle gambe dorate che balenavano sotto il sari rialzato,
e il bellissimo viso contratto dall'ansia che provava per il
suo amato Masterson. Graves si volt, mentre lei si avvicinava.
Ahri! Da dove vieni? e lei cominci, con affanno
ben simulato, a rivelargli i dettagli del complotto per assassinare
Phelps.
Blake, guardandola non come Ahri ma come Lisa Carson
e sentendosi invadere da quell'ardore che provava tutte le
volte che la vedeva, riusciva a cogliere soltanto frammenti
slegati della scena. Si domandava se era davvero cos in
collera con lui. Avrebbe dovuto rifiutarsi di apportare quelle
modifiche al copione. Cos lo avrebbero licenziato. Comunque
sarebbe andato via tra un mese e non ci sarebbe stato nessun
litigio. E neppure spiegazioni da dare su ragazze bionde e
nude. Figlioli! come sarebbe mai riuscito a spiegarle, se
non esisteva nessuna spiegazione? Non poteva neppure dire
con certezza che era ubriaca, perch quando l'aveva avvolta
nella sua pelliccia, spingendola prima fuori dalla porta
e poi nella sua macchina, si era lasciata sfuggire il pi lucido
turpiloquio che avesse mai ascoltato da quando aveva lasciato
la Marina. Proprio non riusciva a capirne nulla.
Il leggero fruscio che faceva Ella, la segretaria di redazione,
nel voltare le pagine, riport la sua attenzione sulla
scena. Ahri stava recitando l'ultima frase: Oh, credetemi,
McGregor! Ho detto la verit. Se quella donna viene qui...
sola... e in quell'istante si videro i portatori che arrivavano
di corsa lungo il sentiero, portando Caresse, il cui braccio
penzolava sempre dalla barella.
Blake si volse a guardare Gordon, accoccolato dietro i teleschermi:
stava facendo cenni di approvazione. Evidentemente,
Lisa aveva fatto bene la sua parte. Si gir di nuovo verso
la scena, mentre Graves gi stava guidando i portatori verso
la tenda di Phelps. Lisa era sola; ora, inquadrata dalla macchina
A, e teneva gli occhi fissi sulla Webley. Mentre i portatori
seguivano Graves nella tenda, Gordon salt gi dal
palco e and a mettersi tra Lisa e la macchina A, dietro la
macchina C.
Blake cominci a gridare che stava rovinando la scena,
ma poi si accorse che non importava. Il metraggio voluto, di
Lisa vicino alla pistola, era stato gi girato. Che stupido!
Pass davanti ai teleschermi e segu Gordon alla macchina C.
Nella tenda, Graves ordinava ai portatori di posare la
barella sulla branda. Il viso di Caresse, simile a una camelia
appuntata al margine della coperta scura, era alterato da
una specie di ironica smorfia. Anche nel suo simulato svenimento,
riusciva ad esprimere il sentimento di trionfo malvagio
di Barbara Phelps.
Adagio! raccomandava Graves ai portatori.  una
donna... non un sacco di riso!
I portatori si allontanarono dal giaciglio e Graves si pieg
sopra Caresse per toglierle la coperta. In quel momento la
voce di Lisa grid: Donna!
Graves si volt e cos pure Blake, Gordon e gli altri attorno
alla macchina da presa. Lisa correva verso l'ingresso della
tenda, con la Webley stretta fra le mani e il viso sconvolto
da un'espressione selvaggia.
Un demonio forse, gridava, non una donna! e mentre
Graves si slanciava verso di lei, Lisa lo oltrepass come una
freccia e fece fuoco due volte a bruciapelo, contro l'odiata
straniera sulla barella. Poi si mise a lottare con Graves che
cercava di trattenerla.
Blake sent un brivido gelato corrergli lungo la spina dorsale.
Quella era una scena! Lisa aveva veramente l'aspetto
di una assassina, come se facesse sul serio.
La macchina C, che indietreggiava lentamente, mentre i due
emergevano dalla tenda, sempre lottando, costrinse anche lui
a farsi da parte. Li osserv, mentre cercavano di colpirsi
presso il fuoco dell'accampamento e, nello stesso tempo, tentavano
di mettersi in posizione favorevole per la ripresa. A
un tratto si sent il grido dei cacciatori che tornavano: Ol,
amici! Lisa cess di lottare e la rivoltella, strappata dalle
sue mani, cadde vicino al fuoco.
I cacciatori uscirono con passo stanco dalla giungla. Phil
Alton e Trabert, camminavano vicini, con le camicie e i
calzoni kaki macchiati d'erba e i pesanti stivali infangati.
Dietro loro la tigre uccisa, appesa per le zampe a una
pertica, dondolava con la testa e la coda penzoloni. Poi
venivano i portatori e le guide. La macchina C, poco manc
che non andasse nuovamente addosso a Blake il quale, mentre
cercava di evitarla, non vide Lisa precipitarsi verso Phil
Alton. La sent soltanto, che diceva alle sue spalle: Ah,
Masterson... tu... non hai...
Quando finalmente pot girare la testa, Ahri era aggrappata
ad Alton e Graves andava verso di loro zoppicando.
Alton afferr le spalle di Lisa e la tenne scostata: Su, su,
Ahri. Che cosa  successo?
Un assassinio, temo, disse Graves.
Proprio il tono giusto, pens Blake, come se Graves annunciasse
che il t era pronto. Almeno Gordon capiva che
non bisognava strafare nel recitare. Lo cerc e lo vide di nuovo
presso i teleschermi. Guard verso la tenda: ora Caresse si
sarebbe alzata a sedere chiamando: Masterson, vieni qui,
per favore.
La macchina A era pronta, ma nella tenda tutto era silenzioso.
Dopo un momento Gordon lasci il palco e pass davanti
al fuoco, dirigendosi verso l'entrata della tenda. Be',
Caresse, disse. Hai vinto. Attese un attimo poi aggiunse:
Sono stato cattivo, ero fuori dai gangheri: scusami.
Entr nella tenda, si chin sul giaciglio e parl piano a
Caresse. Poi usc: il viso era completamente inespressivo.
Basta, disse, e grazie.
Meravigliati, i tre fotografi chiusero le macchine. Nessun
altro si mosse. La scena rimase silenziosa. Gordon si guard
in giro, socchiudendo gli occhi alla luce: Herbie?
S, signore.
C' un problema da risolvere con la signorina Garnet. Chiama Fabro.
S, signore.
Ah, mentre sei al telefono... chiama un'impresa di pompe funebri.
...
.
...
9. T. J. Lorrance.
...
.
...
Non mancava mai di sentirsi impressionato dal razionale
funzionamento del cervello di Fabro, durante una riunione
d'affari. Gli sbalorditivi rompicapi delle statistiche di produzione,
l'insalata di cose diverse necessarie all'elaborazione di un
film - attori, costi, soggetto, scene, tempo - emergevano dai
comandi elettronici nascosti dietro la maschera paffuta, come
aritmetica elementare, semplici cifre che anche un bambino
avrebbe potuto addizionare o sottrarre sulle dita. Una specie
di fascino matematico, pens Lorrance. Lo terrorizzava addirittura.
Allora, cinque tagli, diceva Karl, e due scene da rifare.
Una al Club dei ragazzi e una nello studio di Forsythe.
Il Club  ancora in piedi, perci non dobbiamo ricostruirlo.
Per lo studio, sar sufficiente una parete. Mezza giornata di
lavoro: quattromila dollari.
Dovremo pagare Hunter, per ritornare, disse Saul
Grafton, guardando con gli occhi miopi il suo preventivo.
Ho calcolato anche questo.
Gli altri, seduti attorno al tavolo, approvarono: Al Johnson
e i suoi due assistenti alla produzione, Chuck Eastman, che
si occupava solo dei tagli e Van Markel, che aveva disegnato
le scene di Circolo oscuro.
Al Johnson domand: E per la sequenza dell'Osservatorio?
Eliminata.
Ma abbiamo impiegato ventimila dollari per le scene!
Sono gi stati spesi, spieg Karl, con una pazienza
insolita in lui. Che cosa costa farlo a pezzi?
Be', niente, credo.
Se questo sparisce, sparisce pure quasi tutta l'allegoria.
Chuck Eastman, sfogliando col pollice il copione, osserv:
Eccetto il finale sulla riva.
Ah, s. Dovremo rifarlo. Ho trovato una soluzione che
sistemer tutto: anche i voli della fantasia che non possiamo
tagliare. Karl chiuse gli occhi e il cervello elettronico riprese:
Il predicatore arriva con Forsythe, come fa ora nel
copione, allo scopo di esorcizzare il diavolo con campane,
Bibbia e candele. Solamente, Forsythe uccide Nick prima che
possa farlo, e uccidendolo dimostra che, in fondo, Nick non
era che un uomo.
Non sar irriverente per il sacerdote? domand prudentemente
Chuck Eastman.
No, il dialogo spiegher che senza di lui, Forsythe non
avrebbe avuto il coraggio di inseguire Nick e cos sar provato
che senza la religione l'uomo  incapace di...
Sotto il tavolo si sent un ronzo. Le palpebre gonfie di
Karl si aprirono, mettendo in mostra due occhi che scintillavano
di furore. Ho detto: nessuna chiamata al telefono,
T.J.
Ma io... l'ho riferito alla signorina Earnshaw, balbett
Lorrance in un caos di sentimenti d'inferiorit, che la vista
di quegli occhi provocava in lui. Ricordo perfettamente...
Oh, perch la colpa doveva automaticamente essere sempre
sua? Andai...
Karl aveva gi afferrato il telefono: Be'? brontol.
Qualcuno parlava all'altro capo del filo. Karl esclam:
Cosa!? Una pausa, poi disse in fretta: Dio! Vengo
subito.
Lasci cadere il ricevitore senza neanche deporlo sulla
forcella, diede un calcio alla sedia, afferr il cappello e col
suo passo pesante corse fuori dell'ufficio.
Lorrance fiss sbalordito la porta spalancata, poi si volt
a guardare gli altri con aria interrogativa. Erano tutti attoniti.
Finalmente Chuck Eastman ruppe il silenzio.
Ges! Dev'essere saltata la Boulder Dam!
Lorrance corse fuori, lungo lo stretto corridoio e gi per
le scale che conducevano al quadrilatero e vide Karl correre
oltrepassando lo stagno. Lo raggiunse a pochi passi dal
palco 17. Che cosa c', Karl? balbett stupidamente, pur
sapendo che non avrebbe ricevuto risposta.  successo
qualche cosa?
Karl si tuff attraverso le due porte, spingendo a gomitate
quelli che trovava sul suo cammino, e continu a correre
lungo lo scenario di sfondo, finch arriv alla prima apertura.
Entrando nel palcoscenico rallent la corsa e continu a camminare
strascicando goffamente le gambe. Lorrance lo seguiva
sempre, tenendosi accuratamente a tre passi di distanza.
Si accorse che erano arrivati in mezzo alla scena dell'accampamento,
illuminato in pieno come per una ripresa, ma gli
attori, le comparse e il personale di scena erano riuniti in
gruppi, pi o meno numerosi. Il gruppo pi grande era formato
dagli attori principali, Lisa Carson, Ashton Graves, Trabert
e Phil Alton, tutti in costume, raccolti attorno a un'enorme
tigre morta sull'orlo della giungla. Gordon, Blake e un poliziotto
addetto allo Studio erano in piedi vicino al fuoco
dell'accampamento davanti alle tende. Il brusio delle voci che
riempiva il palcoscenico si spense, mentre giungeva Karl
vicino al fuoco. Con la faccia, che pareva di gomma, contratta
per lo sforzo della corsa, Karl si ferm di fronte a Gordon
e ans, con una voce in cui si sentiva il timore: Se questo
 uno scherzo, Josh...
Il volto di Gordon pareva scolpito nella pietra: Non 
uno scherzo, Fatso.
 proprio morta?
Pi del suo ultimo film.
Oh, Dio! La bocca di Karl si apr, la mascella trem
e sulla sua pelle si formarono delle chiazze come se il sangue
gli si fosse prosciugato.
Che cosa dir Benjy? Sotto l'ala del cappello, i suoi
occhi erano vitrei.
Perch non gli dai una voce?
Karl ignor la risposta, oppure non l'ud. Che cosa...
Come  accaduto? chiese tremando. Pareva che gracidasse,
come una rana.
Lorrance si accorse che, una volta tanto, era veramente
impressionato, addirittura scosso. Evidentemente nel cervello
elettronico non era stato incluso un circuito per affrontare
la morte.
Tutto quello che so  che ha ricevuto due pallottole nelle
budella, fece Gordon.
Oh, Dio! esclam nuovamente Karl. Strabuzz gli
occhi, mostrando il bianco maculato. Il film! Due milioni
di dollari!
Senti! Non c' male. Gordon si gir verso Blake con
un sorriso cattivo. Per il suo epitaffio, Dick: "Qui giacciono
due milioni di dollari",
Blake, col viso generalmente sarcastico, ora pallido e tirato,
non seppe fare altro che scuotere la testa. Pareva che si
sentisse male. Pochi metri pi lontano, il poliziotto osservava
con aria stolida.
Karl fece visibilmente uno sforzo per controllarsi. Fiss
gli occhi su Gordon: Non capisco il tuo comportamento,
Josh.
No, non puoi capirlo, replic Gordon incollerito, e
forse non puoi neanche capire che  stato duro per Caresse.
Io capisco... sono terribilmente scosso... per Caresse.
Karl esit.  stata una disgrazia?
Va tu stesso a guardare.
No!
Hai letto il tuo contratto, Fatso?
Io? Che contratto?
Sei responsabile dello Studio. Gordon ebbe un sottile
sorriso. Niente  stato toccato.
Ma questo non ... Karl s'interruppe, poi abbass due
volte la testa, come per rispondere a un'intima domanda. La
polizia? domand. Qualcuno l'ha...
Non ancora.
T, J. Karl parl senza voltarsi, con voce normale.
Chiama la polizia. Di' che  accaduta una disgrazia.
O un assassinio, disse Gordon.
Un assassinio! bel Lorrance con voce acuta e tremante:
Ma come... per assassinio? Non ho mai...
La chiamer io, fece Gordon con voce sprezzante. Ho
un conto con la polizia. Si mosse per andare: Il cognato
del mio cuoco si trova inguaiato.
Blake lo segu, aveva sempre l'aria di star male. Lorrance
sent che diceva: Lisa... credi che potremmo...
Poi Karl gli parl:
Controllati, T. J.
Sto tentando, Karl, ma...  terribile.
Karl annu, poi osserv: Forse si potr salvare ancora
qualche cosa. Il cervello elettronico riprendeva a funzionare.
Dai la notizia. Aggrott la fronte pensoso.  accaduta
una disgrazia: la signorina Garnet  morta.  stata chiamata
la polizia. La lavorazione  sospesa, ma nessuno deve abbandonare
il palcoscenico. Si volt verso il poliziotto: Accertatevi
che vi sia un uomo di guardia a ciascuna delle porte.
S, signor Fabro, disse il poliziotto e corse via.
Lorrance incaric Herbie dell'annuncio, non fidandosi della
propria voce. Guard le persone che si allontanavano, parlando
in tono sommesso. Jenkins spense gli schermi televisivi: in
tutti e tre si vedeva Karl in piedi vicino al fuoco, con la
testa china, immerso nei suoi pensieri. Due tecnici del suono,
passando davanti al palco, lo fissarono curiosamente e T. J.
cap ad un tratto che avevano ascoltato, parola per parola,
la conversazione con Gordon. Doveva avvertire Karl. Le luci
sopra la sua testa si spensero e un'oscurit che aveva qualche
cosa di irreale avvolse la scena.
Volete altro, signor Lorrance? domand Herbie.
Lui scosse il capo e ritorn verso il fuoco. Karl teneva
gli occhi fissi sulla tenda dove giaceva Caresse; la tesa del
cappello gli nascondeva parte della faccia. Se  stata una
disgrazia, disse come parlando a se stesso, il film 
rovinato.
Lorrance lo osservava in silenzio.
Ma l'assassinio... Ora le parole di Karl erano appena
un sussurro. Non possiamo darlo in pasto al pubblico, naturalmente.
Ma le parole corrono... la gente vorr sapere...
Karl!
Taci! Gli occhi improvvisamente lo fissarono come se
volessero trapassarlo e il cuore di Lorrance si mise a battere
rapidamente. Dobbiamo pensare a quel che diremo a Benjy:
bisogna studiare un piano.
Ma approfittare della morte di Caresse!
L'hai uccisa tu?
Ma... ma... tu sai...
E neppure io l'ho uccisa e neppure la nostra societ. Ma
ci siamo dentro, e ci son dentro anche due milioni di dollari,
T. J.
Credi che sia un assassinio?
Non lo so. Karl si volse guardando la tenda con aria
cupa. Andiamo a vedere.
Oh, no! Non... posso.
E va bene. Rimani qui. Esitando Karl fece un gesto
insolito: si tolse il cappello e lo pos in terra, vicino al fuoco
dell'accampamento, poi si avvi alla tenda.
Lorrance lo vide entrare, ombra possente che si fuse con
le altre ombre. Poi i suoi occhi si fissarono sul cappello. Come
al solito la sua mente si schiar non appena fu solo.
Pens che Karl era un uomo complicato, un selvaggio, in
parte, un carattere indomabile, il superuomo di Nietzsche, che
calpestava ogni essere umano e non umano che si trovava sul
suo cammino, con la noncuranza di un rinoceronte che si apre
il cammino nella boscaglia. In parte era una macchina, con
delicatissimi congegni elettronici, capaci di produrre i pi
strani miracoli. Non solo equazioni cristalline, di fatti e
cifre ingarbugliati, come nelle riunioni d'ufficio, ma anche
di emozioni e di parole. Come in Cielo senza stelle e La
volpe nella vigna. Molte volte T. J. aveva riflettuto sui
soggetti di questi films, sapendo naturalmente che un cervello
solo aveva saputo crearli rappresentando freddamente la fragilit
e la potenza umana, artifici, motivi e discorsi sulla
base di una formula perfetta, come avrebbe potuto fare
Bacone se avesse scritto i drammi di Shakespeare.
Per, non aveva mai completamente creduto che fosse
cos, e quel cappello posato vicino al fuoco, nell'inconscio
gesto di rispetto per Caresse, gli diede la certezza di aver
visto giusto. C'era un terzo Karl Fabro dietro al suo io e
al suo cervello, ed era questo Fabro sconosciuto che scriveva
i soggetti per lo schermo. Si domand se Irene se ne era
resa conto.
 un uomo complicato, stava di nuovo pensando, quando
Fabro ritorn dicendo con voce grave: Non si riesce a
capire com' accaduto.
Le hanno sparato?
Due colpi.
Spero che non avrai... toccato niente.
Karl grugn: Non sono cos stupido. Si chin e raccolse
il cappello. Va a cercarmi Gordon.
Bene. Guard Karl con sollecitudine, vide che si stringeva
reverentemente il cappello al petto con tutt'e due
le mani. A questo terzo Fabro disse con calore: Mi dispiace
che sia successo, Karl.
E a chi diavolo non dispiace? borbott Karl. Vai.
Di nuovo incerto sul conto del terzo Fabro, si era appena
allontanato di pochi metri, quando dietro alle sue spalle si
lev un tumulto: uno scalpiccio di piedi in corsa e delle voci
che urlavano: Ehi, fermatela! Acchiappala Chet! poi il
rumore di una lotta. Poi una donna cominci a urlare, un
urlo selvaggio, folle, frenetico, pi bestiale che umano.
Agghiacciato, Lorrance guard le tende con gli occhi
sbarrati. Dietro di esse la giungla si agitava violentemente,
come se un'orda di elefanti la attraversasse in fuga precipitosa.
Un albero cadde, trascinandone altri due nella caduta. Si
ud un rumore come se qualcuno si fosse buttato in acqua.
Le grida si fecero pi frenetiche, poi cessarono di colpo.
Si udiva solo un forte ansare. I cespugli, sull'orlo della radura,
si divisero e apparvero due uomini che trascinavano in
mezzo a loro qualche cosa che nella luce indistinta pareva una
bambola di stoffa molto sciupata.
Mentre gli uomini si avvicinavano a Karl, immobile vicino
al fuoco, Lorrance si accorse che la bambola era una
donna piccola e anziana in un abito grigio tutto sporco di fango.
Pareva completamente atona, la testa le ciondolava su una
spalla, le braccia dondolavano inerti e si trascinava dietro
i piedi che strisciavano al suolo. La sua pelle aveva il colore
del pane mal cotto.
Signor Fabro... cominci uno degli uomini, ma s'interruppe
sorpreso.
Karl indietreggiava, allontanandosi dal fuoco e agitando
le mani, come per respingere qualche cosa. Mandatela
via! grid. Via! Sempre retrocedendo, urt contro Lorrance
e rimbalz in avanti. Il suo volto era lucido di sudore.
 pazza!
Gordon e Blake correvano verso il fuoco. Che cosa
diavolo succede? domand Gordon.
L'abbiamo presa mentre cercava di nascondersi vicino al
guardaroba, disse uno degli uomini, io e Chet.
Ci ha morso tutt'e due, disse Chet.
Lorrance sentiva il respiro di Karl, rauco e affannoso
come quello di un uomo nella tenda a ossigeno.
Non  quella la donna che Caresse ha licenziato ieri?
domand Blake.
Gordon osserv la donna.  la signora Grumpert.
Ci ha morso, ripet Chet.
Che cosa faceva vicino al guardaroba?
Si nascondeva, immagino.
Perch?
Gli uomini guardarono la signora Grumpert che pendeva
sempre inerte in mezzo a loro. La testa era sempre inclinata
sulla spalla, ma aveva aperto gli occhi, che parevano due
chicchi neri, fissandoli sui presenti. A Lorrance ricordava
un passero prigioniero che si finge morto.
Perch vi nascondevate, signora Grumpert? le chiese
Gordon gentilmente.
Le labbra, bianche come la sua pelle, si mossero, ma non
ne usc alcun suono. Karl si fece pi vicino, spaventato e
insieme affascinato. Lorrance sent le centinaia d'occhi intenti,
nella fioca luce del palcoscenico.
Signora Grumpert, la incoraggi Gordon.
Le labbra si agitarono di nuovo. Perdonami..., oh, perdonami,
Al.
 pazza! ripet Karl.
Gordon alz una mano, facendogli segno di non interromperlo,
poi si chin ancor pi sulla donna. Perdonarvi che
cosa, signora Grumpert?
Il suo sussurro era appena percepibile: Perdona... perdonami,
Al.
Chiedile se ha ucciso Caresse, disse Karl.
Gordon si gir accigliato: Chiediglielo tu, Fatso.
Il volto di Karl si oscur. Allontan col braccio Blake
e si piant davanti alla donna, fissandola nei piccoli occhi
neri e brillanti. Signora Grumpert, avete ucciso la signorina
Garnet? '
Uccidere. Sollev la testa dalla spalla; gli occhi parvero
accendersi, come illuminati da una lampadina. Le labbra
pallide sorrisero giubilanti: Uccidere, uccidere, uccidere!
Signora Grumpert!
Oh, grazie, rispose lei.
Si divincol per avvicinarsi a Karl, ma gli uomini la tennero
stretta. Grazie per che cosa? domand Gordon. Ma lei sorrideva a Karl, col viso estatico.
L'avete uccisa per me! grid. Oh, grazie, signore, grazie.
...
.
...
10. Richard Blake.
...
.
...
Stava girando ansioso intorno allo spogliatoio trasportabile,
nella speranza di vedere Lisa, quando il poliziotto lo trov.
Siete voi Blake? domand, e alla sua risposta affermativa:
Da questa parte, gli intim.
Ho gi fatto la mia deposizione.
La farete un'altra volta.
Blake alz le spalle. Il fato, comunque, era contrario
al suo desiderio di vedere Lisa da sola, con tutti quei piedipiatti
appiccicati alla gente. Segu l'uniforme turchina verso
l'accampamento, pensando al loro breve, insoddisfacente incontro.
L'aveva sorpresa a guardarsi nello specchio del suo
tavolino da toletta, dopo che la signora Grumpert era stata
condotta via. I suoi occhi parevano quelli di un animale
inseguito. Avrebbe dovuto essere una scena d'amore, ma non lo fu.
Dick, l'ho uccisa io?
Ma no, naturalmente.
S, l'ho uccisa io!
Be', anche se fosse vero,  stato un incidente. Nessuno
ancora sa da che parte son venuti i proiettili.
Ho desiderato che morisse.
Molti altri lo desideravano.
Allora tu non credi...
Mio Dio, Lisa! Ti amo; so che non sei stata tu.
Lisa s'era messa a piangere e lui stava per prenderla tra
le braccia quando entr un poliziotto che lo condusse fuori
dello spogliatoio. Se avesse potuto rimanere ancora qualche minuto...
L'uniforme turchina si ferm. Blake si accorse di trovarsi
di fronte alla tenda in cui era morta Caresse. Il poliziotto
gli accenn col pollice di entrare. Blake guard con apprensione
la branda, ma il corpo di Caresse non c'era pi. Si volse
a guardare i tre uomini seduti sulle sedie da campo in fondo
alla tenda. Uno era Josh Gordon, un altro lo scrupoloso poliziotto,
dall'aria di un maestro di scuola, che lo aveva interrogato,
il sergente Grimsby e il terzo era un uomo dalla mascella
quadrata, con folte sopracciglia color pepe e sale e
capelli grigi tagliati a spazzola.
Il capitano Walsh, disse Gordon, della Squadra Omicidi.
Walsh teneva aperto sulle ginocchia un esemplare del copione.
L'avete scritto voi, Blake? domand con tono accusatore.
Pareva un datore di lavoro che protestasse contro un contratto sindacale.
Be', s, rispose Blake sulle difensive. Soltanto l'ultima parte.
Sedete, allora. Walsh accenn con un movimento del
capo verso una sedia vuota vicino a Gordon. E non parlate, se non siete interrogato.
Blake sedette.
Vi ho fatto venir qui tutti e due per appurare parecchie
cose, rispose Walsh. Con questo non voglio dire che siate
insospettabili. Li esamin di sotto alle folte sopracciglia.
La vittima ha litigato con uno di voi, oggi. Una bella
scenata, a quanto mi hanno detto. E l'altro ebbe fastidi con lei in passato.
Non proprio fastidi, protest Blake.
Tacete! Per un istante parve che la mascella e le sopracciglia
stessero per toccarsi. Non abbiamo bisogno d'imbeccate
per insegnarci il nostro mestiere. Va gi abbastanza
male cos com'. Sono due ore che siamo qui, e ancora non sappiamo com' andata.
Il sergente Grimsby chino sopra un taccuino rilegato in
cuoio conferm con un cenno del capo.
La signora  morta, disse Walsh. Questo lo sappiamo.
Due ferite d'arma da fuoco, sotto il seno sinistro. Il
corpo era ancora caldo quando arriv il medico legale. Non
si sa ancora il risultato dell'autopsia, ma si  potuto stabilire
a che ora  morta: le dieci e venti. La rivoltella fu trovata
vicino al fuoco dell'accampamento. Le impronte sono confuse, ma siamo riusciti a individuarne due.
Quelle di Ashton Graves, lesse il sergente nel suo taccuino, e di Lisa Carson.
Ma non prova nulla, gli occhi di Walsh scorsero il
copione, poich tutt'e due dovevano prendere in mano la
rivoltella, come  scritto qui.
 cos, infatti, afferm Gordon.
Tutt'e due avevano dei moventi, per, aggiunse il sergente.
E chi non ne aveva? sbuff Walsh. Abbiamo raccolto
tanti moventi da farceli uscire dalle orecchie.
C' stata pure un'accusa diretta, disse Gordon.
Fabro non vi  simpatico, vero?
Sostenete l'accusa contro Fabro, capitano, e io comprer
due biglietti per la prima fiera a beneficio della polizia.
Walsh sogghign e parve diventare pi umano. I biglietti
li vendo io, ma quella povera vecchia...
La signora Grumpert, disse il sergente Grimsby.
Pazza da legare. Ha continuato a chiamarmi Al! Comunque
il tempo non combina. Fabro partecipava a una riunione.
 stato l dieci, quindici minuti. Ci sono sei testimoni.
Tutti parenti della moglie, disse Gordon. Walsh lo
guard interessato: Pensate che abbiano mentito?
Fabro ha un certo peso.
Gavin e io abbiamo parlato con tutti e sei, disse Grimsby.
Non sono parenti e non amano Fabro molto pi del signor Gordon.
Comprer quattro biglietti, disse Gordon.
Walsh sbatt il copione sulle ginocchia. Vi ho detto di
non blaterare! Si pieg verso Gordon e Blake. Sentite:
cerco di essere sincero con voi, cosa insolita per un poliziotto.
Vi dir quel poco che noi sappiamo. Far anche
un'altra cosa, ancora pi insolita: sarete presenti quando
interrogheremo qualcuna di queste persone.
Un biondo poliziotto con una giacca sportiva marrone introdusse
la testa nella tenda. Il sergente Grimsby si alz
e usc con lui. Walsh tir fuori dalla tasca una tavoletta
di gomma da masticare e ne tagli l'involucro con l'unghia del pollice.
Ora vorrei due cose da voi: non parlate con i giornalisti.
Gordon e Blake annuirono. E quando qualcuno di
quelli che verranno qui mente o si sbaglia su qualche particolare,
voi dovrete avvertirmi. Capito?
Capito, disse Gordon.
Desidero un quadro fotografico di quel che  accaduto.
Ogni mossa di ciascuno. Walsh guard accigliato il pezzo
di gomma che aveva liberato dalla carta. Una cosa sta
prendendo forma, qui, che non mi piace. I suoi occhi del
colore sbiadito della canapa, andavano da un viso all'altro.
Sapete quegli assassini che avvengono in camere perfettamente
chiuse, e che descrivono sempre nei libri?
Di nuovo i due annuirono.
Bene, quest'affare che ci hanno dato da sbrogliare, se
non si chiarir, far sembrare tutti gli altri semplici indovinelli da asilo infantile.
Siete sicuro che si tratti di assassinio, capitano? chiese Blake.
Walsh ignor la domanda. Grimsby, chiam, comincia a farli entrare.
I due portatori di barella, vestiti solamente di un pezzo di
stoffa attorno alle reni, furono i primi ad essere interrogati.
Mentre il capitano faceva le domande, Grimsby prendeva
delle annotazioni. Erano spaventati, ma abbastanza coerenti.
Non avevano fatto altro che seguire le istruzioni date loro
dal signor Gordon durante le prove. Avevano portato la
barella nella tenda, deponendola sulla branda ed erano
usciti di corsa sentendo gli spari.
Dove siete fuggiti? domand Walsh.
Ma dove ci disse il signor Gordon: nella giungla. Proprio
come durante le prove.
Parlaste con la signorina Garnet?
Non dovevano, durante la scena, spieg Gordon.
Prima della scena, allora.
No, rispose il pi giovane.
Perch?
Ci disse di stare zitti.
Gli occhi sbiaditi di Walsh s'illuminarono.
Vi ha trattato male, eh?
Be', per lo meno la signorina non ha dato prova di molta
amicizia.
Vi ha trattato male abbastanza per ucciderla? fece bruscamente
Walsh, mentre venivano sparati gli altri colpi?
Oh!... pensate che io...
No, rispose Walsh con voce stanca. Non penso niente
di tutto questo. Come avreste fatto a nascondere un'arma
in quella poca stoffa che avete in giro alla vita? Filate ora,
tutt'e due.
Mentre i portatori uscivano, con i volti abbronzati che
esprimevano il loro sollievo, Blake osserv attentamente il
capitano. Non aveva pensato a questo: alla probabilit cio,
che i colpi non provenissero dalla Webley, ma forse da una
carabina col silenziatore. Era improbabile, per se le cose
fossero andate realmente cos, l'innocenza di Lisa sarebbe stata
dimostrata. Non che fosse sospettabile.
Josh Gordon pensando evidentemente la stessa cosa, domand:
Sapete se i proiettili furono sparati o no dalla rivoltella,
capitano?
Gli esperti di balistica stanno controllando. Walsh fece
con la testa, un movimento verso il sergente Grimsby. Introducine
un altro.
L'altro dovette essere portato nella tenda e appoggiato
contro il palo nel centro. Era il povero Ashton Graves,
ancora in costume da cacciatore, con gli occhi semichiusi
e la faccia di un pallore malaticcio. Ubriaco fradicio, come
la cagna di un suonatore, pens Blake, poi si sorprese a
pensare stupidamente che cos'era la cagna del suonatore.
Un cane o l'amica?
Walsh stava osservando l'uomo che si teneva in piedi a
stento. Siete in grado di parlare?
Certo, vecchio mio, disse Graves con voce sorprendentemente
chiara. Posso... sempre parlare. Pareva che
fosse in un mondo dove il tempo scorresse pi lento. 
il mio lavoro.
Il vostro lavoro in questo momento  di dirci ci che
avete fatto fino a quando, si sono uditi i colpi.
Sembr che il discorso di Graves non dovesse finir mai;
per non tralasci nulla, non dimentic un gesto e cit anche
alcune parti del dialogo. Disse che aveva lasciato Lisa
accanto alla rivoltella, che aveva guidato i portatori dentro
la tenda, dicendo loro di posare la barella sulla branda e
che si era chinato su Caresse, scostando le coperte per vedere
dove era ferita.
Siete sicuro di aver tolto la coperta? domand Walsh.
Sicurissimo.
Walsh si rivolse al sergente. Quando siamo venuti qui,
lei era coperta, non  vero?
Grimsby sfogli il suo taccuino e trov la pagina che
cercava. Una coperta ricopre interamente il corpo, lesse.
Chi ce l'ha rimessa? Walsh guard Gordon. Siete
stato voi, quando vi siete accorto che era morta?
Non ho toccato niente. Gordon stava all'erta. Che
cosa volete concludere?
Vorrei saperlo. Walsh sospir. Prendete nota, Grimsby.
Grimsby scrisse. Walsh guard Graves accigliato.
Continuate, voi.
Non c'era pi molto da dire. Sempre parlando lentamente
e con chiarezza, come un dotto che sta decifrando i geroglifici
di una pietra corrosa dal tempo, Graves descrisse l'entrata
di Lisa, i due spari, la lotta per la pistola e come lui
l'aveva strappata a Lisa mentre arrivavano i cacciatori.
Cadde... vicino al fuoco.
Dove poi fu trovata, osserv Walsh. Poi disse a Gordon:
Tutto concorda?
S, come ho constatato.
Benissimo. Le mascelle occupate a masticare la gomma
che ad un certo momento si era messo in bocca, Walsh
guard Graves con aria inquisitiva. Avete udito niente di
strano? Come, per esempio, due colpi provenienti da un'altra
parte?
No.
Peccato. Ora parlatemi di quel discorso che, sappiamo,
avete fatto. I suoi occhi si volsero verso Grimsby. Con
tutte quelle parolone.
Grimsby aveva gi trovato la pagina giusta, nel suo taccuino.
Lesse: Caresse ucciderei senza rimpianto: creatura
perfettamente vile, carnivora, concupiscente.
Avete dimenticato  calunniatrice , osserv Gordon.
Grimsby l'aggiunse.
Un leggero sorriso, o meglio l'ombra di un sorriso, contrasse
gli angoli della bocca di Graves. Intendevo... ogni...
parola. Ora i suoi occhi parevano pi limpidi.
Non fa buona impressione, osserv Walsh, considerando
che la signora fu uccisa due minuti dopo.
Ammetterei., di averla uccisa io... vecchio mio, disse
Graves, se sapessi come ho fatto.
Molto cortese, not piacevolmente Walsh. Cercate di
pensare come  successo. Dal canto nostro faremo altrettanto.
Forse pi tardi, potremo consultarci.
Con molto piacere, rispose Graves.
Un poliziotto lo condusse fuori. Grimsby scriveva diligentemente
nel suo taccuino. Walsh si tolse di bocca la gomma,
la esamin con aria dubbiosa e se la rimise nuovamente
in bocca.
 una faccenda complicata, disse, ma il ragazzo non
 cos ubriaco come ci vorrebbe far credere. Un poliziotto
sconosciuto comparve e gli porse una scatola di cartone e
una busta.
Dall'ufficio di balistica, capitano.
Ah, bene. Walsh apr la busta dicendo: Fate entrare
i due ragazzi dei fucili.
I due ragazzi dei fucili risultarono essere i trovarobe. Attesero
inquieti nella tenda, mentre Walsh finiva di leggere
il rapporto. A Blake davano l'impressione che un improvviso
rumore li avrebbe sbalzati in un'altra regione.
Alf Romero, disse finalmente Walsh, e Gus Romero.
Siete fratelli?
Zii, rispose Gus, voglio dire che lui  mio zio Alf.
E avete raccontato di aver caricato la pistola con cartucce
a salve e di averla rimessa nella fondina senza pi
toccarla?
 vero, disse Alf.
Walsh scosse la testa con aria scontenta. Il male  che
non pu esser vero.
 vero, ripet Alf.
Proviamolo. Walsh tolse il coperchio alla scatola. Per
prima cosa bisogna identificare l'arma. Prese la rivoltella
dalla scatola e la tese ad Alf.  una Webley-Fosbery. Generalmente
si usa il calibro '455, ma questa  una '325.  la
prima che vedo.
Alf tocc la rivoltella esitando.
Prendetela,  stata ripulita dalle impronte.
Alf la prese in mano. Gus gli si avvicin.  la stessa, 
disse Alf. La stessa scalfittura sul calcio. Lo stesso numero
di matricola.
Chi  stato a caricarla?
Tutt'e due, rispose Alf. Gus mi d le cartucce, io
riempio il caricatore e lo rimetto dentro.
Siete sicuri che fossero cartucce a salve?
Non ne avevamo altre, disse Gus. Walsh aggrott le
sopracciglia. Il suo volto, ora, era serio, quasi severo. Questo
 importante. Potete provare di aver caricato la rivoltella
caricata a salve. Chi  stato a metterla nella fondina?
Le ho viste io, capitano, disse Blake. Quando andai
a dir loro che avevano dimenticato la rivoltella. Erano a
salve.
Walsh sospir. Lo temevo. Cos ora abbiamo la rivoltella
caricata a salve. Chi la mise nella fondina?
Io, rispose Alf. Son corso sulla scena.
L'ho visto io, capitano, conferm Gordon.
Benissimo. La rivoltella  nella fondina. Ora saltiamo
un momento vicino al fuoco: la rivoltella  l. Ed  la
stessa.
Fece una pausa. Le folte sopracciglia gli nascondevano
quasi del tutto gli occhi slavati. Grimsby smise di
scrivere e lo guard fisso, aspettando. Anche gli altri erano
in attesa.
La rivoltella  vicino al fuoco, riprese Walsh pensieroso.
Gli inservienti, in genere, non raccolgono le armi dopo
che  stata girata una scena?
La scena non era ancora finita, disse Alf.
Nessuno di voi la tocc?
Noi non c'eravamo.
Splendido! Walsh prese un caricatore dalla scatola.
Questo era nella rivoltella. Il metallo scintill alla luce.
Date un'occhiata, Alf.
Alf si chin sul caricatore.  lo stesso che ho messo nella
rivoltella.
E ora guardate questi. Uno per volta, Walsh estrasse
dal caricatore cinque cartucce, allineandole sulla copertina
del copione che teneva ancora sulle ginocchia. Sono le
stesse?
Le stesse. Solo ne mancano due. Walsh raccolse le
cartucce, il caricatore e la rivoltella e rimise tutto nella scatola.
Poi dalla busta estrasse altre due cartucce. Sono state
trovate qui, nella tenda. Sollev la mano a coppa, lasciandovi
cadere le due cartucce, e la tese verso Alf. Guardate
un po'.
Mamma mia! esclam Alf.
S, questi sono veri proiettili. Esplosi, ma veri. Munizioni
del calibro '325.
Vi fu un lungo silenzio.
 un bello scherzo, disse Walsh finalmente. La rivoltella
va in scena caricata a salve. Circa quaranta persone
osservano lo svolgersi della scena. Niente, proprio niente di
strano accade. Ma quando la rivoltella spara, vengono fuori
due proiettili veri.
 impossibile! esclam Blake.
Gi, fece Walsh, ma non lo .
...
.
...
11. Lisa Carson.
...
.
...
Ah, se soltanto quell'uomo se ne fosse andato! Sentiva
una gran voglia di piangere, aveva bisogno di piangere, ma
quella grossa schiena coperta di stoffa blu, inquadrata nella
porta dello spogliatoio, rendeva quel desiderio impossibile. Non
poteva piangere mentre lui era l. Le pareva di essere in una
cella. La cella della morte, quasi.
Assassina, disse a se stessa. L'hai uccisa tu. Assassina.
Assapor la parola, sentendosi stringere i polsi dalle gelide
manette. Ma non era veramente un'assassina: non sapeva che
la rivoltella fosse carica. Per, mentre sparava, avrebbe voluto
uccidere Caresse. Non come Ahri, ma come Lisa. Un
desiderio di morte. Aveva desiderato che la rivoltella fosse
carica? No, era stupido. Tutto era cos confuso che le pareva
di vivere in un incubo.
Signorina Carson. Il volto dell'uomo si affacci alla
porta. Il capitano Walsh desidera vedervi.
Appena entrata nella tenda cerc Caresse. La branda era
vuota, grazie a Dio! Poi vide Dick. Aveva un'espressione
solenne, ma in un certo modo rassicurante. Sarebbe corsa
subito vicino a lui, se non vi fossero stati gli altri. Vide
Josh Gordon, il sergente dal viso scarno che l'aveva interrogata
e un uomo pi anziano. Pens che fosse il capitano Walsh.
Sedetevi, signorina Carson, le disse il capitano. I suoi
occhi parevano due pezzetti di zucchero greggio.
Su un tavolino accanto a lui, c'era la rivoltella in una
scatola di cartone. Lisa la fiss affascinata, ascoltando appena
il capitano Walsh, che diceva: Grimsby ha una domanda da farvi.
 stata una dimenticanza da parte mia.
A proposito di che?
Di un'osservazione fatta al signor Gordon, sul vostro
progetto di uccidere la signorina Garnet.
Josh Gordon sbuff: Era uno scherzo!
Era uno scherzo, signorina Carson? domand il capitano.
Malgrado le sopracciglia e la mascella quadrata, non era
poi tanto terribile. Pareva uno di quei funzionari dei
film western a cui lei aveva preso parte. Quei buoni vecchi
che i duri uccidevano o ferivano, cos il protagonista doveva
incaricarsi di tutta la faccenda e mettere le cose a posto nel paese.
 stato uno scherzo, disse. Per avrei veramente voluto ucciderla.
Ce l'avevate con lei perch volle modificare la storia?
Questa  una seconda omissione, disse Grimsby.
Josh Gordon disse:  meglio che ti cerchiamo un buon avvocato, Lisa.
Non ne ha bisogno, fece Dick.
Bene, allora... Il capitano Walsh apr il copione che
teneva sulle ginocchia. Prendiamo la scena della tenda.
Dove avreste dovuto colpire la signorina Garnet?
Che cosa c'entra questo? replic Dick con voce tagliente.
Non doveva recitare secondo quello che avete scritto voi?
S.
Non mi pare... Il capitano Walsh sollev il copione
all'altezza degli occhi e lesse: Ahri appare all'entrata della
tenda... McGregor l'insegue ma... la rivoltella spara due volte.
Alz gli occhi su Dick: Questo vuol dire passare davanti
a McGregor e sparare a bruciapelo?
Disperato, Dick guard Lisa.
Lei disse calma: L'ho uccisa.
Lisa!
Perch le sparaste cos vicino, signorina Carson?
Perch la odiavo. Non sapevo...
Per amor di Dio, Lisa! Dick balz in piedi. Lo sai
quello che stai dicendo?
Tacete, Blake.
All'inferno! Lisa non dice che l'ha assassinata, intende
spiegare che recitava come sentiva.
Perch non volete lasciare che si spieghi da sola?
C' tanta confusione, disse Lisa, tra quello che sentivo
e quello che accadde. Non avrei dovuto andarle cos
vicino.
Sapevate che la rivoltella era carica?
No.
Come sapete che l'avete uccisa?
Non  forse vero?
Nessuno rispose.
Non capite, riprese Lisa. Non l'avrei uccisa se non
le fossi andata cos vicino.  per questo che sono colpevole.
L'avrei mancata.
I due poliziotti si scambiarono uno sguardo.  chiaro,
disse il capitano Walsh. Grimsby annu. Se la caverebbe
bene con una giuria.
Ma aspettate un momento, disse Dick furibondo, non
sapete neppure se le pallottole furono sparate da quella
rivoltella.
Walsh gett uno sguardo alla Webley, sul tavolino. La
rivoltella ha sparato.
Certo, l'ha sparata Lisa. Tutti lo ammettono. Ma come
potete essere sicuro che non fosse caricata a salve?
Walsh prese una busta dalla scatola di cartone e ne
fece uscire due bossoli di ottone. Allora questi da dove
vengono?
Non guardava Dick, ma Lisa.
Che cosa sono? chiese la ragazza.
Due bossoli, calibro '325. Li abbiamo trovati qui, vicino
alla branda.
Lisa scosse il capo, senza rendersi conto esattamente che
cosa questo significava, mentre Dick replicava: Benissimo.
Avete due bossoli, ma non sapete se sono quelli che uccisero
Caresse.
Walsh tolse dalla busta un foglio di carta. Il rapporto
parla dei proiettili estratti dal corpo. Diede un'occhiata al
foglio: Due proiettili calibro '325.
 meglio procurarsi un avvocato, ripet Josh Gordon.
No, disse Dick con rabbia. Non  ancora provato che
le pallottole provengano da quella rivoltella.
Gli esperti di balistica lo proveranno, rispose il sergente
Grimsby.
Il capitano Walsh sospir: Ad ogni modo, ne hanno
tutta l'apparenza. Non sembrava troppo contento.
Anche se vi  la prova che la rivoltella uccise Caresse,
non  provato che fu Lisa a caricarla, replic Dick.
No.
O che lei sapeva che era carica.
Non lo sapevo, disse lei prontamente. La uccisi, ma
senza saperlo.
Vi aiuter ad esprimervi, signorina Carson. Gli occhi
di Walsh esprimevano simpatia. Voi vi sentite... be', come
un guidatore che ha trascurato il semaforo rosso e ha ucciso
un passante. Sentite che non l'avreste ucciso, se vi foste
fermata quando avreste dovuto.
Lisa fece un cenno di assenso. Dovete aggiungere che
io odiavo il passante.
Il capitano Walsh aggrott le sopracciglia. Questo  il
punto.
Che non piacer alla giuria, osserv Grimsby.
Quanti anni danno a chi ammazza un piedipiatti? domand
Dick.
Provate, replic Grimsby.
Ehi, voi due, fece il capitano, chiudete il becco. Si
volse e la sua voce si raddolc: Posso farvi ancora una domanda,
signorina Carson?
Ma certo. Si sentiva sollevata, ora che aveva raccontato
tutto, e il capitano lo comprese. Nella peggiore ipotesi
Lisa si poteva paragonare a un autista che investe e fugge.
No, neppure questo: lei non era fuggita. Sorrise alla faccia
preoccupata di Dick. Sarebbe andato tutto bene.
Il capitano domand: Ashton Graves tocc la rivoltella?
Quando lottavamo per strapparcela di mano.
Ma prima, quando era ancora nella fondina?
Non si avvicin neppure.
Nessun altro la tocc?
Durante la scena?
S.
Soltanto io.
Il capitano Walsh approv con la testa. Bene, vi ringrazio,
signorina Carson.
Allora posso andare?
No. Temo che dovremo trattenervi.
Sospetto assassinio, fece il sergente.
All'inferno! url Dick e si slanci. Un attimo dopo
giaceva con la schiena al suolo, con una sedia rovesciata vicino
alla testa. Grimsby, con un unico movimento si era alzato
e aveva colpito, gettandolo a terra. Josh Gordon gridava
incollerito. L'interno della tenda cominci a girare, svelto,
sempre pi svelto, finch il lettino da campo, il tavolo, il
palo della tenda e le figure in movimento divennero una macchia
confusa, come un film girato troppo rapidamente.
Lisa barcoll, mentre qualcuno l'afferrava per un braccio.
...
.
...
12. Richard Blake.
...
.
...
Tenendosi la mascella indolenzita nel palmo della destra,
tutto rattrappito e quasi piegato in due dal dolore sulla
branda di tela, Dick pensava che avrebbe potuto capirlo
prima. Avrebbe dovuto indovinare che quel bastardo era un
pugile. Tutti uguali, quelli della specie di Grimsby, anche
se non portavano l'uniforme. Avrebbe dovuto impararlo da
un pezzo, se invece di frequentare le sale da gioco si fosse
aggirato tra i membri della Y.M.C.A. Era la regola: pi
avevano l'aspetto innocuo, pi picchiavano forte.
All'entrata della tenda si inquadr il volto di Josh Gordon.
Te li sei contati i denti? I suoi occhi chiari erano
a un tempo divertiti e solleciti.
Sei un bell'amico... Blake sedette sulla branda. Hai
lasciato che si avvicinasse a me di soppiatto.
Come potevo sapere che stava per colpirti?
Non c'era niente da obiettare. Blake aggrott le ciglia e,
sempre comprimendosi la guancia con la mano, domand:
Lisa?
Ho chiamato Abe Luskman.
Potr fare qualcosa?
S, con cauzioni, avvocati e preghiere nella sinagoga.
Non  stata lei.
Naturalmente. Gordon entr nella tenda. Ma quelli
con la divisa la pensano diversamente.
Non  stata lei!
Puoi alzarti?
Cosa c'?
Una chiamata urgente da parte di re Fatso.
Blake si alz in piedi. Il dolore gli fece vedere le stelle
tutte attorno alle pareti della tenda, poi il capogiro cess.
Fabro pu andare a farsi...
La mano di Gordon, che lo spinse verso l'uscita, interruppe
la frase. Ancora una spinta e si trov fuori. La mano
lo afferr per un braccio.
Cammina, gli disse Gordon.
Blake avanz sul palcoscenico.
Pensava a Lisa.
Senti, disse con voce agitata, devo uscire di qui.
Non te la lasceranno vedere.
Mi contento solo di essere nei suoi paraggi.
Gordon lo guid fuori di un cespuglio di esotici fiori
purpurei. Devi rimanere qui.
Perch?
Tu dici che Lisa non l'ha uccisa.
Infatti.
Allora  stato qualcun altro.
Non era una scoperta, ma Blake sent risvegliarsi il suo
interesse. Se ne poteva dedurre che riuscire a scoprire chi
aveva ucciso Caresse, sarebbe stato l'unico modo per provare
l'innocenza di Lisa. Una cosa era certa. Finch Lisa era
trattenuta, la polizia non si sarebbe preoccupata di andare
in cerca di altre persone sospette. Gordon, intanto, continuava:
... fotografi, scrittori, registi, operai, meccanici, comparse,
parrucchieri, attori, lesbiche e donne pazze. Le sue
labbra s'incresparono in un sorriso senza allegria. Pu essere
stato chiunque si fosse trovato sulla scena...
Passarono dietro allo scenario e s'inoltrarono nel corridoio
scuro che conduceva all'entrata del palcoscenico. In
fondo al corridoio c'erano alcuni uomini di guardia, le facce
attente illuminate da una lampadina appesa in alto.
Chiunque, ripet Gordon.
E allora?
Allora ci guarderemo in giro e cercheremo di trovare
chi  stato.
Uscirono dal corridoio dirigendosi verso la porta. Ma un
grosso uomo con una cicatrice vicino all'orecchio, blocc
loro la strada. Fermi!
Dietro al grosso poliziotto c'erano altri due uomini. Uno
di essi, con un taccuino in mano, domand: I vostri nomi?
L'altro disse: Polizia. L'uomo del taccuino scrisse i nomi,
mentre l'altro spiegava: Dobbiamo controllare quelli che
escono. L'uomo grosso fece: Metallo.
Metallo? ripet Gordon come un'eco.
Vediamo che cosa avete addosso.
Gordon estrasse una molla porta-denaro in argento, una
stilografica d'oro, degli spiccioli e l'orologio da polso. Blake
vuot le sue tasche: due quarti di dollaro, una moneta da
dieci cents e tre cents.
Andate vicino alla porta, disse a Gordon il grosso
poliziotto. Mentre Gordon obbediva, il poliziotto senza taccuino
si applic un paio di auricolari. Blake vide che erano
collegati, per mezzo di fili, ad una cassettina cromata sopra
un sostegno, vicino alla porta. Niente, disse l'uomo. Il
grosso poliziotto, con un cenno, fece allontanare Gordon
e Blake prese il suo posto. Uno scatto secco, risuon dagli
auricolari e l'uomo disse: Perquisitelo. Il grosso pass
le mani lungo i fianchi di Blake e gli sbotton la giacca.
La fibbia della cintura. Tolse la cintura a Blake e si tir
da parte. Lo scatto non si ud. Niente, ripet l'uomo
con gli auricolari.
Fuori del palco per la ripresa del suono, Blake si ferm
per rimettersi la cintura. Gordon si volse a guardare la
porta da dove erano usciti. Anche dei congegni elettronici
si servono, ora.
Che cosa pensi che cerchino?
Metallo, rispose Gordon.
Sull'asfalto, tra i palchi del suono, c'erano pozzanghere
d'acqua fangosa, ma la pioggerella era cessata. In alto, piccole
tracce d'azzurro apparivano tra le nubi. Passarono alcuni
soldati della Legione Straniera con le divise impolverate,
seguiti da cinque ballerine di can-can.
Cartucce a salve! esclam Blake.
Cartucce a salve? fece Gordon, seguendo con gli occhi
le gambe inguainate di seta.
 quello che stanno cercando: cartucce a salve. Quelle
che mancano dalla rivoltella.
Gordon distolse gli occhi a malincuore dalle ballerine di
can-can, rivolgendoli su Blake. Perch?
Chi ha caricato la rivoltella con i proiettili veri, deve
avere tolto le cartucce a salve.
Certo. Ma perch non le avrebbe gettate via?
I poliziotti le avrebbero trovate.
 piuttosto grande un palcoscenico per la ripresa di un
film.
Hai qualche altra idea?
Gordon, apparentemente non ne aveva altre. Torn a guardare
le ragazze, poi pass dall'asfalto al cemento del sentiero
che attraversava il rettangolo erboso. Blake lo segu,
pensando sempre alle cartucce a salve. Le aveva messe Alf
nella rivoltella, lo aveva visto lui stesso. Non era possibile
che due proiettili veri fossero stati messi per caso. Alf avrebbe notato la differenza nel peso e nella forma. Cos,
durante un momento dell'azione, due cartucce a salve, come
aveva detto il capitano Walsh, erano state sostituite con due
veri proiettili. Come fosse successo era un mistero, ma lo era
anche la sparizione delle cartucce a salve. Se si fossero trovate,
sarebbero state un buon indizio. Era contento che la
polizia le cercasse. Voleva dire che non erano del tutto sicuri
della colpevolezza di Lisa.
Si accorse ad un tratto, che anche i due proiettili trovati
erano un indizio importante. Dovevano giungere a...
La mano di Gordon gli strinse il braccio facendogli fare
un giro verso l'ingresso della palazzina della Direzione, poi
lo trascin lungo il corridoio semibuio.
Un altro buon indizio, accidenti! Blake prov un'eccitazione
crescente. Era un indizio importante. La gente non
va in giro con proiettili in tasca per scambiarli con cartucce
a salve in caso di emergenza. Specialmente se sono proiettili
per un tipo di rivoltella che neppure Walsh aveva mai visto
prima: una Webley e qualche cosa. Avrebbe dovuto parlarne
ad Alf. Forse i proiettili avevano la stessa provenienza della
rivoltella.
Sempre trascinato dalla mano di Gordon, si trov nell'anticamera
dell'ufficio di Fabro. La signorina Earnshaw, insolitamente
pallida, esclam: Il signor Fabro vi sta aspettando!
Blake si svincol dalla mano di Gordon, dicendo: Non
me.
Vi aspetta tutt'e due, replic la signorina Earnshaw,
Gordon si volse a Blake, domandandogli: Perch tu no?
Devo fare delle compere.
Che cosa, in nome di Dio?
Proiettili!
La signorina Earnshaw respir affannosamente. Gordon lo
fiss imbambolato. Blake infil la porta. Quando fu nel corridoio,
sent la voce implorante della segretaria che diceva:
Ma il signor Fabro vi aspetta...!
...
.
...
13. Josh Gordon.
...
.
...
E va bene: Fabro aspettava. Sprofondato nel suo melanconico
santuario di noce, curvo dietro la scrivania di travertino,
grande abbastanza per sacrificarvi sopra una capra,
guard Gordon come se lo aspettasse da secoli. Pareva un
Budda fatto di sugna, o il dio Baal, pescato dalle antiche profondit
del Mediterraneo. Sedeva immobile, senza parlare,
e apparentemente, senza respirare, mentre Gordon avanzava
lentamente sulla vastit desertica del tappeto color nocciola
chiaro. Si ferm stancamente di fronte alla scrivania.
E Blake? chiese Fabro.
Aveva da fare.
Ho sentito che parlava di proiettili.
Anch'io.
A che proposito? Gli occhi di Fabro, immersi nel grasso,
erano sospettosi. Qualcosa che riguarda Caresse?
Ne sai quanto me, forse di pi.
Ti piacerebbe pensare che l'ho uccisa io,  vero?
S, se sapessi come hai fatto. 
Una scintilla, come di divertimento, illumin gli occhi
ferini. Da quanto tempo mi conosci, Josh?
Da troppo tempo.
Dalla scrivania, Fabro sorrise. Non era esattamente un
sorriso piacevole a vedersi, ma era comunque un sorriso.
E durante questo tempo troppo lungo, mi hai mai visto
rischiare un dollaro?
Neppure una moneta da dieci cents.
Venti milioni di monete da dieci cents, disse lentamente Fabro, sono in pericolo per la morte di Caresse.
In pericolo un corno. Sono perduti!
Non ancora. Il sorriso si attenu, ma ne rest abbastanza
per ravvivargli il viso. Detto tra noi, credo che potremo
salvare il film.
A dispetto di se stesso, Gordon sent risvegliarsi il suo
interesse. Impossibile. Il film era bell'e fatto. Ma quel brutto
bastardo aveva fatto altre volte cose impossibili. Dozzine
di volte. Era arrivato alla posizione di amministratore
delegato della Major, salvando la societ dal fallimento
e portandola a una posizione preminente nell'industria cinematografica,
convertendo autori di lavori falliti, in personalit
arrivate nel campo teatrale. Erano quei tre fantastici
film che aveva scritto e prodotto, che avevano reso possibile
tutto questo. Un Oscar, per il primo film, che ora stava
posato lass, sullo scaffale dietro la sua testa, e un altro
Oscar, quasi assicurato, per il terzo. C'era evidentemente
qualcosa di geniale in Fabro, per quanto Gordon odiasse di
doverlo ammettere.
Che cosa dovremo fare? chiese cautamente. Risuscitare
Caresse?
No. Il volto massiccio divent improvvisamente una
maschera immobile, con gli occhi che parevano quelli di un
furetto. Torniamo al finale primitivo, facendo piccoli cambiamenti;
dove la ragazza indigena, Linda...
Lisa Carson.
Dove Lisa uccide Caresse nella tenda e poi viene mandata
in galera. La mano di Fabro si alz, prevenendo
l'obiezione di Gordon. Lo so, Josh, la censura. Non permette
di riprendere un vero assassinio. Perci faremo un
taglio, dopo che lei ha preso la rivoltella e si dirige verso la
tenda.
Un taglio come?
Naturalmente lasceremo l'arrivo dei cacciatori dalla giungla.
Faremo una ripresa relativa alle reazioni dai colpi
sparati fuori dalla scena. Poi taglieremo, fino alla scena dell'accampamento,
con la ragazza e Ashton Graves che lottano
vicino al fuoco, per il possesso della rivoltella. La ragazza
vede a un tratto i cacciatori, ha una reazione per il fatto che
il marito di Caresse...
Il trillo smorzato di un telefono sulla scrivania fece voltare
lentamente la testa a Fabro. Guard il telefono, mentre
la suoneria trillava una seconda volta, poi riluttante allung
una mano, mentre le labbra si contraevano in una smorfia di
disgusto. Alz il ricevitore, brontolando: S, Benjy...
Dal ricevitore si elev un gracchiare isterico. Fabro mormorava
a intervalli:  una cosa terribile...  terribile... un
colpo per tutti noi... Ascolt ancora per un po', poi
esclam: Ma, Dio mio! Cinquantamila dollari per un
funerale!
Il gracchiare riprese.
Va bene, Benjy, interruppe Fabro conciliante, far
inserire della pubblicit. Compreremo i fiori all'ingrosso. E
possiamo incaricare... S'interruppe mentre si oscurava in
viso. Ma tu non voli mai!
Si ud un breve gracidio.
Ah, vuoi che rimandiamo il funerale?
Un altro gracidio.
Benissimo, ci penser io. Fabro fece una pausa poi
continu: Dimmi una cosa, giacch stiamo parlando. Che
ne facciamo del film? La mascella gli si abbass, con espressione
incredula. Farlo a pezzi! Dopo aver investito due
milioni di dollari?
Ci fu un lungo gracidare sommesso.
Fabro disse finalmente: Forse hai ragione. Ma la sua
voce pareva oppressa. Non sono d'accordo, ma sei tu che
decidi. Dar disposizioni. La comunicazione venne interrotta.
Fabro pos lentamente il ricevitore e premette un bottone
del citofono. Datemi Brand della pubblicit. Rimase in
linea, voltandosi verso Gordon. Dov'ero rimasto?
Stavi comprando del fieno per un cavallo morto.
Fabro grugn: Non  morto come pensi o come pensa
Benjy. Chiuse gli occhi e, come per miracolo, pesc nella
sua memoria le parole esatte: La ragazza a un tratto vede
i cacciatori e reagisce al fatto che il marito di Caresse non
 stato ucciso. Il cacciatore bianco chiede:  Che cosa 
accaduto? e Graves risponde:  Un assassinio, temo.
Qui la scena termina.
Se dev'essere fatto a pezzi... cominci Gordon.
Un assassinio, temo. La voce rauca di Fabro parve
provenisse da un altoparlante installato nel suo stomaco. 
un bel finale. Pi che bello. E da qui andiamo alla prigione.
Quale prigione?
La costruiremo. Un luogo decrepito e lurido in mezzo
alla giungla, dove viene portata la ragazza. Sollev le
pesanti palpebre e fiss gli occhi iniettati di sangue su Gordon.
Mi  piaciuto il discorso preparato da Blake per Caresse:
"Nero  il color di moda per la morte..."
La voce della signorina Earnshaw usc dal citofono. Il
signor Brand  qui. Fabro schiacci col pollice un altro
bottone: Harry?
S, Karl...
Caresse Garnet.
S?
Dovrai occuparti del funerale.
Bene.
Gioved alle undici.
Gioved! Karl, di qui a gioved sar in uno stato di...
Deve arrivare Benjy.
Oh! Una cosa grandiosa?
Cinquantamila bigliettoni.
Cristo! Un forte respiro usc dal citofono. Non hanno
speso tanto per Stalin.
Avverti la stampa, la radio, la televisione. I direttori degli
Studi reggeranno i cordoni. Fiori bianchi in chiesa, colombe
bianche da lasciar libere nel cimitero. Grande rappresentanza
del pubblico e dell'industria.
Il citofono tacque.
Harry...?
Son qui. Stordito, ma ancora qui.
T.J. telefoner ai dirigenti degli Studi. Tu farai il resto.
E se il pubblico non viene?
Chiama l'ufficio di collocamento. Mille comparse in nero.
Ufficio di collocamento. Colombe bianche. Gioved. Di',
Karl, che cos'era? Di che religione, voglio dire.
Non lo so.
Credo che appartenesse alla chiesa episcopale.
Fabro si volt: Josh?
Con aria pensosa Gordon rispose: Per quel che ne so,
l'unica pratica alla quale si dedicava Caresse era la poliandria.
Si ud sbuffare nel citofono.
Accidenti, Harry, disse Fabro, non c' niente da ridere.
No, signore.
Mi farai il tuo rapporto alle sei.
La leva scatt, interrompendo la risposta, se risposta c'era.
Fabro, con gli occhi fissi sul citofono, fece a voce alta le
sue riflessioni: Gioved lo Studio sar chiuso per mezza
giornata. Tocc un'altra leva e disse nel citofono: T. J.?
Attese, poi di nuovo: T. J.! Non ci fu risposta. Brontolando
accidenti a quel pulcino nella stoppa! diede una
spinta alla sedia, pass davanti alla scrivania e si slanci fuori dell'ufficio.
...
.
...
14. Richard Blake.
...
.
...
Vicino a un portone, sul Boulevard di Hollywood, segnato
con il n. 5434, c'era una vetrina annerita dal fumo con sopra un'insegna:
E. W. ORTHMAN - ARMAIOLO E ARMI ANTICHE
Blake guard gli oggetti in vetrina e sent dei brividi
corrergli per la schiena. Era proprio il posto di cui gli aveva
parlato Alf Romero. Se c'era un luogo dove si potessero
scovare degli indizi era proprio quello. Davanti a lui si
trovavano i mezzi per commettere una dozzina dei delitti
pi strani, e tali da sbalordire anche Ellery Queen. Dio solo
sapeva quel che ci poteva essere dentro.
Quello che c'era dentro era soprattutto un gran buio.
La fioca luce che penetrava dalla vetrina rendeva visibile la
prima parte di una stanza angusta e metteva in evidenza
due cannoni di bronzo e una mitragliatrice Gatling, montata
su un treppiede di legno. Ad eccezione di una lampada da
tavolo posata sul piano di vetro di un banco appoggiato alla
parete, il resto del negozio non era illuminato. Avanzando
cautamente, Blake aveva l'impressione che la stanza non
avesse fine e che gli stipi di legno, di forma strana, le teche
di vetro colme di armi che si intravedevano, i lunghi ripiani
su cui si ammucchiavano granate a mano e bombe
esplose, e i moschetti della guerra civile, si prolungassero
all'infinito. Si ferm davanti a una rastrelliera di alti fucili
ad avancarica e chiam, per vedere se c'era qualcuno.
Signor Orthman?
Nessuno rispose. Blake continu ad inoltrarsi, mentre il
suo naso fiutava uno strano odore che aumentava ad
ogni passo, odore di vernice, d'olio di banana e di polvere
da sparo. Poi, vicino alla lampada posata sul banco, gli parve
di vedere un'ombra indistinta. Si avvicin ad essa ripetendo:
Signor Orthman?, ma si accorse che stava rivolgendo la
parola ad un'armatura. A sua volta, l'oscurit parl, dietro di lui.
S?
Facendo un mezzo giro, Blake si trov a faccia a faccia
con una specie di gnomo, le cui scarpe non facevano alcun
rumore. Indossava un paio di pantaloni kaki e una canottiera
di maglia grigia, sbiadita, tre volte troppo grande per lui.
Anche gli occhi dell'uomo erano tre volte troppo grandi per
il suo viso giallo. Da un lato della sua testa calva si vedeva
una cicatrice che pareva essere stata fatta con un coltello da scotennatore.
Mio Dio!
S?
Siete il signor Orthman?
S.
Mi avete fatto gelare il sangue.
S?
Vorrei farvi un paio di domande. Per una volta tanto,
il signor Orthman si dimentic di dire di s e Blake prosegu:
Riguardo la Webley-Fosbery che avete venduto allo Studio
Major.
Data a nolo, non venduta. I grandi occhi scuri del signor
Orthman, studiavano senza ostilit il volto di Blake. Siete
della polizia?
Blake esit, poi si decise: Squadra Omicidi.
Che cosa desiderate sapere?
Alf Romero, della Major Film, disse che avete i proiettili
della Webley.
Li ho, rispose il signor Orthman, ma non sono responsabile
della morte di nessuno.
Allora avete sentito parlare della morte di Caresse
Garnet?
 difficile non averlo saputo; la radio, i giornali, tutti
ne parlano. L'espressione del signor Orthman, a poco a
poco, si faceva preoccupata.  una cosa tragica. Ma vi assicuro,
tenente...
Sergente.'
Vi assicuro, sergente, che io non so nulla della sua...
sfortunata scomparsa.
La vostra rivoltella l'ha uccisa.
S, l'ho letto. La mia rivoltella, ma non i miei proiettili.
Il signor Orthman scivol silenziosamente verso il
banco sul quale si trovava la lampada e Blake seguendolo
vide che era appena pi alto di qualche centimetro del ripiano
del banco. Ora vi spiegher. Le palpebre giallastre,
prive di ciglia, discesero sugli occhi troppo grandi, dando al
volto l'aspetto di una mummia. Cinque anni fa comperai la
Webley da un ufficiale inglese in ritiro, un certo colonnello
Mortimer, e con essa comperai sei scatole di munizioni. Le
comperai perch non sapevo in quale altro luogo, fuori dell'Inghilterra,
avrei potuto trovarne, per caricare l'arma.
Il signor Orthman tacque per un momento, poi aggiunse:
Nel caso se ne fosse presentata la necessit.
Che necessit ci poteva essere?
Per esempio la lavorazione di un film. Io fornisco le
armi per i film in costume.
Ma nel cinematografo non si usano i veri proiettili.
No, certo, sergente. La voce del signor Orthman era
gentile come se parlasse a un bambino. Per  abbastanza
semplice trasformare in cartucce a salve quelle vere, come
feci per il signor Romero.
Quante ne avete trasformate?
Una scatola.
E le altre scatole?
Le ho ancora.
Tutt'e cinque? Nessuno ne ha comperato una?
Nessuno. Sempre camminando silenziosamente con le
sue pantofole, il signor Orthman si avvicin a un lato della
parete su cui i cassetti arrivavano dal pavimento al soffitto.
Ora vi faccio vedere. Prese un cassetto, lo port
sopra un tavolo, spost una balestra e alcune frecce con la
punta metallica smussata, e vuot il contenuto sul tavolo.
Se volete guardare... C'erano nove scatole di cartone.
Quattro, pi grandi, erano verdi, stampate con caratteri
neri. Le cinque pi piccole erano bianche, con caratteri
rossi. Il signor Orthman rimise le scatole grandi nel cassetto.
Sono a salve, per una Webley calibro '455.
Sulle scatole rimaste si leggeva: Cariche per Webley-
Fosbery calibro '325. Blake ne prese in mano una. Il cartone
era sigillato ai lati con borchie d'ottone. Agit la scatola
ma i proiettili non si mossero. Esamin le altre quattro
scatole: erano tutte chiuse con le borchie e nell'interno non
si sentiva nessun tintinnio metallico.
Siete sicuro... cominci, ma si accorse che stava parlando
al deserto. Il signor Orthman si era dileguato. Meravigliato,
Blake stava per passare dall'altra parte del tavolo,
quando uno stretto rettangolo di luce apparve in fondo al
magazzino. Contemporaneamente ud un lieve mormorio. Evidentemente
c'era un ufficio interno o un'officina e si spieg
allora dove si trovava l'armaiolo quando lui era entrato,
e dove si trovava di nuovo in quel momento.
Muovendosi in modo da non perdere di vista il rettangolo
illuminato, Blake sollev una delle scatole e cerc di allentare
con l'unghia la borchia fissata all'estremit. N il cartone
n il metallo cedettero. Prov con una delle frecce della
balestra, ma la punta era troppo smussata per infilarsi sotto
la borchia. Pos la freccia e, sull'orlo del tavolo, vide un
oggetto che somigliava alla punta di una lancia, ma invece
della punta soltanto c'erano alla base due pesanti punzoni
metallici.
Pareva un rozzo apriscatole, ma introducendo la punta
sotto le borchie e facendola girare, riusc a svellerle. Pos
la punta della lancia, se veramente lo era, e apr la scatola.
Guard le cinque file di cartucce ben strette una contro
l'altra, poi si chiese perch s'era dato tutto quel da fare.
Non certamente perch si attendesse di trovare qualche cosa:
non ci aveva neppure pensato. Forse era stato il semplice
riflesso di chi cerca di aprire qualche cosa e non vi riesce.
Oppure il morboso desiderio di vedere un proiettile uguale
a quello che aveva ucciso Caresse. Prese un proiettile e
lo tenne sul palmo della mano. Non pareva molto pericoloso
visto cos.
Un tremolio della luce proveniente dal rettangolo in
fondo alla stanza, lo fece voltare. Distinse appena una figura
oscura che veniva verso di lui. Rimise il coperchio sulla
scatola, poi si ricord del proiettile e fece per togliere di
nuovo il coperchio. Ma accorgendosi che non c'era tempo di
rimettere a posto, sia le borchie che il proiettile, s'infil
questo in tasca. Stava rimettendo a posto la seconda borchia,
quando il signor Ohrman comparve alle sue spalle. Pos
con sveltezza la scatola, prendendo in mano la punta di lancia.
Il signor Orthman portava un pesante libro-mastro fasciato
di panno verde. Sorrise cortesemente dicendo:
Ranseur.
Ranseur?
 quello che tenete in mano.
Una lancia?
In un certo senso. Veramente  un pezzo di alabarda,
che usavano i fanti del Medio Evo, l'alabarda chiamata in
fiammingo godendag . I due punzoni alla base sono fatti
per parare i colpi di spada. Il signor Orthman sorrise:
Non vi interessano le armi antiche?
Solo le Webley antiche.
Ah, s. A malincuore pos il librone sul tavolo. Mi
dispiace per: ho un'alabarda antica che  un vero pezzo
da museo.
Apr il libro mastro e volt alcune pagine. Ah, ecco qui.
"Webley-Fosbery '325. Acquistata il 15 agosto 1952 dal
colonnello A. T. Mortimer, Avenue Rossmore, 1451. Trentacinque
dollari!" Volt il registro verso Blake: Volete
verificare la somma registrata?
E le munizioni?
Qui nella colonna accanto. Sei scatole a un dollaro l'una.
Sei dollari.
Blake trov la registrazione del prezzo, scritta in inchiostro
sbiadito, ma con calligrafia leggibile. Sotto, c'era un'altra
registrazione, fatta con inchiostro pi carico: Major
Film - n. 1 scatola a $.50 = $.50, 1/3/58.
La cifra sembra alta, disse il signor Orthman in tono
di scusa, ma in essa  compreso il lavoro di sostituire le
pallottole con borre di carta pressata.
E siete certo di non averne venduto una scatola a
qualcuno?
Il mastro parla chiaro.  per questo che ve l'ho portato.
Sei scatole acquistate, una venduta: ne restano cinque.
Col dito, il signor Orthman indic, una per una, le scatole
posate sul tavolo. ... come vedete anche voi.
Matematica un po' difficile a confutarsi, ammise Blake
di cattivo umore, a meno che le registrazioni sul mastro
non fossero alterate. Ma non vedeva come.
Era in un vicolo cieco, a meno che...
Che ne fu dell'inglese?
Il colonnello Mortimer?
Credete che possa aver conservato dei proiettili?
Non capirei perch, dal momento che ha venduto la
rivoltella.
Anche Blake non sapeva immaginare un perch, ma
questa sarebbe stata l'unica soluzione possibile. Guard il
registro: Abita ancora a Rossmore, l'amico?
No, ora non pi.
Dove abita?
Il signor Orthman sorrise asciutto. Non abita pi in
nessun luogo.
 morto?
Tre anni fa.
Guardando la faccia dell'armaiolo che pareva quella di
un maligno spiritello, poi il libro mastro e le cinque scatole
di munizioni, Blake sent di aver ricevuto quello che il
signor Orthman avrebbe chiamato le coup de grce. Come
investigatore era fallito. Sospir con rimpianto: Capisco.
Mi dispiace.
Anche a me. Blake si mosse per andarsene. Grazie,
a ogni modo. Aveva fatto pochi passi, e stava per passare
accanto all'armatura, quando il signor Orthman gli disse:
Un minuto, prego.
Blake fece un mezzo giro e si sent agghiacciare. Il
signor Orthman lo guardava fisso al di sopra della balestra,
armata ora con la freccia a punta smussata. L'antica arma,
con la corda tesa, aveva un aspetto micidiale. Il signor
Orthman aveva un aspetto micidiale e da pazzo . insieme.
Ma, in nome di Dio...
Non muovetevi.
Mentre Blake cercava di rimettersi in equilibrio dopo il
giro rimasto a mezzo, irrigidito per la sorpresa e il terrore,
dei passi pesanti risuonarono in fondo al magazzino, come
se dei soldati stessero marciando. Due uomini scaturirono
dall'oscurit, camminando baldanzosamente al passo. Erano
grandi e grossi. Uno portava un abito marrone tipo Palm
Beach e aveva un panama sulla testa. L'altro era senza
cappello e indossava un completo di gabardine grigio. Dalle
loro facce allegre pareva che tutto fosse normale. Vestito
Marrone si ferm vicino al signor Orthman, Vestito Grigio
avanz verso Blake.
Hai dei fastidi, amico?
Con gli occhi sempre fissi sulla balestra, Blake rispose
con voce incerta: Non lo so.
Direi di s. Vestito Grigio sogghign guardando il
signor Orthman: Non  pi capace di muoversi, Emil.
Peccato, esclam Vestito Marrone, non ho mai visto
uccidere un uomo con una balestra.
Neppure io. Il signor Orthman, a malincuore, abbass
l'arma.
Non muovetevi per, avvert Vestito Grigio, non
ancora. Pass le mani sul petto e sui fianchi di Blake,
poi tast le tasche. Con un fischio sommesso, gli tolse il
proiettile.
Che cos'hai trovato? chiese Vestito Marrone.
Un proiettile, ma nessun'arma.
Forse li spara col naso.
Sentite, cerc di dire Blake, vi posso spiegare...
Dopo, rispose Vestito Grigio.
Un proiettile, fece Vestito Marrone con voce giuliva,
dove credi che lo abbia preso?
Credo di saperlo io. Il signor Orthman prese una delle
scatole bianche, alz le borchie e tolse il coperchio: S, ne
manca uno.
Male, fece Vestito Grigio.
Meglio sparargli, Emil, aggiunse Vestito Marrone.
Oh, aspettate un momento. Vi spiegher...
Dopo, ripet Vestito Grigio.
Con un largo sorriso, Vestito Marrone si avvicin a
Blake: Non ci riconosci, sergente?
Siamo colleghi, disse Vestito Grigio.
Della Squadra Omicidi, aggiunse Vestito Marrone.
Passarono cinque minuti e furono perduti per sempre.
...
.
...
15. Josh Gordon.
...
.
...
Nell'anticamera, davanti alla porta spalancata, la gente attendeva
con pazienza, stolidi passeggeri di una delle meno
importanti stazioni della vita. Agenti, commissionari, rappresentanti
di giornali commerciali, funzionari secondari della
Major Film, attori con abiti da duecentocinquanta dollari,
figli di attori con le loro madri, giovani attrici senza le
madri, erano tutti abituati ad attendere. Sedevano silenziosi
e, senza troppa curiosit, tenevano gli occhi fissi nell'ufficio
interno. Altri cinque minuti svanirono nel passato. Gordon
cominci ad essere seccato, sia con Fabro, sia con tutti
quegli occhi che l'osservavano: aveva l'impressione di essere
un orang-utang, appena messo in gabbia, dopo il suo arrivo
da Borneo. Si domand che cosa sarebbe accaduto se fosse
saltato sulla scrivania di travertino, digrignando i denti e
picchiandosi il petto.
L'idea gli piacque, ma invece di spiccare il salto si
avvicin al bar e si vers una seconda dose di rye. Se
ne sarebbe andato volentieri, anche se il liquore era gratis,
ma Fabro lo teneva agganciato. Quattro mesi di duro lavoro
spesi nel film e un bel mucchio di denaro da spendere per
terminarlo; doveva ben saperlo lui, se e come poteva essere
salvato. Stava per portare il bicchiere alle labbra, quando
vide sulla porta un uomo allampanato, in tuta bianca.
Posso entrare?
Gordon abbass il bicchiere, pensando che quella faccia
angolosa gli era familiare.
Certo, sono tanto solo qui.
Allora va bene. Entrando, l'uomo aggiunse con aria
cupa: Meglio solo che con lui. Sotto il braccio sinistro
teneva una scatola di cartone. Pass davanti a Gordon, si
diresse alla scrivania e pos la scatola.
Siete... Selig?
S.
Vi ricordate che abbiamo lavorato insieme nel '40?
S.
Ne "La strada della gloria"?
S. Selig lev da una tasca alcuni zipoli di legno e
da un'altra un martello. Sono il capo dei falegnami, ora.
And allo scaffale sul quale era posato l'Oscar di Fabro.
Faccio soltanto lavori importanti, come piantar chiodi
nei muri.
Dalla porta, un altro domand: Il signor Fabro? Era
il pallido poliziotto che aveva buttato a terra Blake. Il sergente
Grimsby, col suo taccuino fra le mani. Entr nell'ufficio
e disse con la solita aria formale: Vorrei vedere il
signor Fabro.
Dovrebbe essere di ritorno fra ventiquattr'ore, rispose
Gordon.
Grimsby socchiuse gli occhi. Dietro alla scrivania si sent
un colpo di martello. Gli occhi di Grimsby batterono rapidamente
e tornarono a fissarsi su Gordon.
State scherzando naturalmente.
Credete?
Grimsby lo fiss incerto. Poi, stringendo le mascelle, consult
il taccuino. Ho una domanda da fare... s'interruppe e poi
fece bruscamente: Voi!
Girandosi, Gordon vide Selig irrigidito nell'atto di prender
qualche cosa dalla scatola di cartone che era sul tavolo.
Pareva una pistola da duello, con intricati disegni d'argento
sul calcio e sulla canna. Si fece da parte, per permettere a
Grimsby di avvicinarsi alla scrivania.
Che cosa avete l? domand il poliziotto con aria sinistra.
Pistola, rispose Selig.
Dove l'avete presa?
Ne ho due. Selig tolse dalla scatola un'altra pistola.
Sono gemelle.
Posatele sul tavolo.
Non sono cariche.
Sul tavolo! Selig, meravigliato pos le pistole sul piano
di travertino.
Grimsby le adocchi, chiedendo: Dove?
Dove che cosa?
Dove le avete prese?
Sono state rubate?
Dove le avete prese?
Fabro, rispose Selig riluttante.
E il signor Fabro dove le ha prese?
Nel negozio di un certo signor Orthman. Vi  ogni
qualit di...
Conosco Orthman. Grimsby prese in mano una delle
pistole fiutando la canna. Fiut anche la canna dell'altra
pistola. Poi le tenne vicine, paragonandole.
Impossibile, disse Gordon.
Grimsby lo guard freddamente. Nel nostro lavoro, niente
 impossibile. La canna  abbastanza grande da contenere un
proiettile calibro '325 e un congegno per farlo esplodere.
Allora pensate che...
Per la verit, no. Grimsby si permise un gelido sorriso.
C' della ruggine in tutt'e due le canne, perci  esclusa la
possibilit che siano state usate recentemente.  Porse le
pistole a Selig, che pareva ascoltasse una conversazione in
greco. Che cosa dovete farne?
Io? Oh, devo appenderle quass. Con una pistola per
mano, Selig si volt di nuovo verso la mensola, dietro la
scrivania di Fabro. Le devo mettere su questi sostegni,
sopra il nuovo Oscar.
Grimsby guard la figura dorata, posata sullo scaffale,
sotto al pugnale adorno di pietre preziose.
Il signor Fabro possiede due Oscar?
Sulle ali di queste parole, si ud la voce di Fabro, fuori
dell'ufficio. T. J., signorina Earnshaw. Cercatelo!
Altre voci, alcune che chiedevano, altre che imploravano:
Signor Fabro!
Fabro apparve sulla porta. Spingendo da parte, col gomito,
una donna grassa che cercava di mettergli tra le mani un
copione, entr pesantemente nell'ufficio, sbattendole la porta
in faccia. A mezza strada verso la scrivania si ferm bruscamente,
guardando Selig con gli occhi fiammeggianti.
Che cosa pensi di fare?
Sto mettendo i sostegni per le vostre pistole.
Ti ho detto gioved mattina.
Sto solamente fissando questi, spieg pazientemente
Selig. Le pistole si potranno mettere poi.
Fuori!
Senza fretta, Selig rimise le pistole nella scatola e il
martello in tasca. Vide uno zipolo che aveva portato in pi
e lo mise in un'altra tasca. Raccolse la scatola. Giunto alla
porta, si ferm, guardando solennemente Gordon.
 come vi ho detto: meglio esser soli.
Sempre senza fretta, se ne and.
Fabro pass dietro la scrivania e cadde a sedere. Sindacati,
brontol. Prese da un cassetto un fazzoletto di carta
e si asciug la fronte. Non posso licenziare nessuno. Fece
una pallottola della carta e la lasci cadere sul tappeto,
mentre tentava un sorriso stanco. Ad eccezione di me
stesso.
Le labbra sottili di Grimsby si contrassero in un meccanico
sorriso di risposta. Poi, ritornando un maestro di scuola,
consult nuovamente il suo libretto. Devo farvi una domanda,
signor Fabro.
S?
Il signor Gordon dice che quando entr nella tenda la
coperta non era stesa sopra il cadavere. Grimsby s'interruppe,
sfogliando le pagine. Eppure, quando arrivammo
noi, il corpo era coperto.
S, disse Fabro, lo coprii io.
Perch?
Perch? la voce di Fabro era incerta. Suppongo che
si faccia cos, coi cadaveri: si coprono. Chiuse gli occhi
davanti alla triste rievocazione. Pareva cos... indifesa,
distesa l.
Grimsby prese appunti sul taccuino. Poi con la biro puntata
sulla pagina, domand: Avete toccato altro?
No, solo la coperta.
Grimsby scrisse di nuovo. Guard Gordon e scrisse ancora.
Chiuse il taccuino, ripose la penna e si avvi alla porta.
Giunto l si ferm dicendo: Sono lieto che i vostri racconti
coincidano, signori. E usc.
Fabro dietro alla scrivania fece una smorfia. Mi fa
l'effetto di una patata fredda.
Fredda? Accanto a lui, lo zero  una temperatura tropicale.
La coperta non mi pare importante, osserv Fabro.
Si appoggi con le spalle alla sedia, coprendosi gli occhi con
la mano. Dov'ero rimasto?
Cercavi T. J.
No, dicevo il film. Ancora una volta ricord le parole
esatte. Mi  piaciuto il discorso di Blake per Caresse:
"Nero  il color di moda per la morte". Ma far ancora meglio
col nuovo finale. Nella prigione, dove la ragazza dice addio
al cacciatore bianco.
La voce si elevava, aspra e monotona, dall'altoparlante che
aveva nello stomaco. Egli biasima se stesso per quello che
 accaduto, ma lei si eleva sopra ogni umana fragilit, come
una figura di tragedia greca.
L'altoparlante tacque. La mano che aveva davanti agli
occhi ricadde sulla scrivania, scoprendo un volto senza
espressione. Gordon osserv che la voce e il volto non avevano
niente a che fare tra loro, come se dentro a un cadavere fosse
stato montato un apparecchio per trasmettere i suoni. Le parole
elettroniche cominciarono di nuovo a scorrere.
La morte di Caresse e il complotto per l'assassinio fallito,
sono situazioni ricavate da un modello vecchio di
milioni di anni. La ragazza  grata al cacciatore bianco che
le ha permesso di amarlo. Gli di hanno dato uno scopo alla
sua vita. Egli deve crederlo, deve credere che sar contenta
anche durante tutti i lunghi anni che verranno. Tenera, spirituale,
mistica, lei lo conforta. Poi, come una suora che
si ritira in un convento, viene condotta in prigione.
I grandi cancelli di legno si chiudono, disse Gordon.
S. La macchina induger sui cancelli, poi girer sul
cacciatore bianco. Lui si volta, camminando lentamente, affranto,
verso la giungla. La musica si eleva e la scena a
poco a poco svanisce.
Ci fu un lungo momento di silenzio. Poi le palpebre
semichiuse si aprirono sui lucenti occhi ambrati che si fissarono
su Gordon. Ebbene?
Cinque fazzoletti almeno, per asciugare le lacrime.
Lo girerai?
Gordon era incerto. L'idea era buona, su questo non c'era
dubbio. Avrebbe dato buoni risultati, almeno per quanto
concerneva il nuovo finale. Sempre meglio di quello di
prima. Inoltre si poteva contare sul credito che godeva la
casa cinematografica. Ma il punto era proprio questo: ci
si poteva contare? Un film messo insieme alla meglio che
rappresentava la morte violenta, non solo nella finzione,
della prima attrice?
Che cosa ne penser la censura?
Sono stati approvati dozzine di film i cui attori erano morti.
Ma non assassinati.
Fabro alz le spalle. Lo lanceremo, censura o no.
Gordon lo guard in silenzio.
Posso trovare un altro regista.
E la ragazza?
Verr qui.
Non c' cauzione, per un'accusa di assassinio.
Lascia fare a me. Fabro era fiducioso. Trovami Blake.
Mettilo alla sceneggiatura, e tienti pronto per girare domani.
Non lo so ancora.
Una piega cattiva contorse le grosse labbra di Fabro.
Hai pensato alle alternative?
Che alternative?
Una rottura di contratto. Il ritiro della tua ultima paga.
Una nota di biasimo nel tuo incartamento al sindacato. E
il tuo nome sulla lista nera di ogni studio cinematografico
importante. La voce di Fabro si alz in un grido di vendetta,
che parve un nitrito. E, com' vero Dio, mi pagherai
i danni! Tutto, fino all'ultimo centesimo!
Per un momento Gordon fiss gli occhi porcini infiammati
di collera e sent il sangue salirgli alla testa. Strinse il pugno
portando il peso di tutto il suo corpo sulla punta dei piedi,
ma mentre i muscoli delle spalle si tendevano, egli sapeva
gi che non avrebbe sferrato il colpo. Dieci anni prima
avrebbe colpito senza curarsi delle conseguenze. Ma ora
c'erano troppi interessi in ballo. Le tasse arretrate del '57,
il prestito della banca, Agnes e i bambini, la grande casa
al Rodeo e quella sulla spiaggia di Malibu, l'appartamento
in Miller Place. E i conti che si ammucchiavano ogni mese,
come i banchi di neve nel Montana.
Sospir, sentendosi improvvisamente centenario, e si riappoggi sui calcagni.
Bene? fece Fabro.
Benissimo, Fatso. Gordon ebbe un sorriso agro. Poich
me ne hai pregato cos gentilmente... Si mosse verso la porta: Per solo a una condizione.
Quale sarebbe?
Con la mano sulla maniglia della porta, Gordon si volt:
Quel gran funerale che hai ordinato per Caresse...
Ebbene?
Voglio l'appalto per la vendita delle noccioline.
...
.
...
16. Karl Fabro.
...
.
...
La cosa non poteva vedere. Non aveva occhi, ma lo sorvegliava.
Lo sapeva, anche se gli voltava la schiena. Perfino
mentre Gordon si trovava l, si era sentito sorvegliato: gli
si era accapponata la pelle. Era un brivido di avvertimento,
senza dubbio; di quel senso da lungo tempo atrofizzato,
proprio dell'uomo dei boschi. Lo aveva sentito fra le scapole:
una sensazione strana, come se un pezzo di ghiaccio fosse
venuto a contatto con la pelle. Erano i nervi, certamente,
ma perch questo fenomeno particolare, se quella maledetta
cosa non poteva vedere?
Con un movimento convulso, si gir di colpo.
Erano due anni ormai, che la statuetta dorata era posata
sullo scaffale, sotto il pugnale ingemmato. Un'astrazione senza
significato, senza espressione di attenzione o altro. Non
aveva occhi. Era soltanto un volto.
Era soltanto un pezzo di metallo.
Fabro si alz, con uno strano senso di sollievo, cos
forte era stata la sensazione di essere guardato. Osserv
la statuina e poi ridacchi divertito. Vigilato da un osservatore
senz'occhi! Dal dio del successo di Hollywood. Il dio
Oscar! Ridacchi di nuovo. Che guardi pure, se ne  capace.
Era suo, e tra un giorno ne avrebbe avuto un altro.
Tra un giorno!
La voce giubilante lo fece trasalire. Grugn con aria
sardonica e ricadde pesantemente a sedere, voltandosi di
nuovo verso la scrivania. Prima, ghiaccio lungo la spina
dorsale e ora parlava da solo, o piuttosto parlava a quel pezzo
di bronzo dorato che gli aveva provocato questa fissazione.
Se le cose continuavano cos avrebbe dovuto tornare dal
dottor Abernathy. Ma non sarebbero continuate. Ormai era
quasi finito tutto. Ancora qualche mossa, semplice e inesorabile,
come le mosse sulla scacchiera, contro un avversario
gi vinto. Premette la leva del citofono: Non avete ancora
trovato T. J.?
La signorina Earnshaw rispose subito: No, signor Fabro.
Ma c' una dozzina di persone che...
Non posso riceverle.
Ma...
Fabro interruppe la comunicazione, sentendo un impeto
di collera verso T. J. Una mossa importantissima, forse la
pi importante di tutte, dipendeva da lui e quello sciagurato,
evidentemente, si era preso un pomeriggio di vacanza. No,
non poteva essere. Non avrebbe mai osato. Sarebbe comparso
a momenti, brontolando qualche scusa grossolana, come
faceva sempre. Comunque, c'era tempo a sufficienza. La
partita a scacchi era iniziata in anticipo.
Tigre nella notte, per esempio. Una pedina, tra gli
alfieri e i re, ma era gi al suo posto. La scena della
prigione si stava costruendo. Il procuratore distrettuale aveva
promesso che la ragazza, anche se non poteva essere liberata
sotto cauzione, avrebbe avuto il permesso di finire la sua
parte allo Studio. Gordon era ai suoi ordini come lui aveva
previsto. Ancora un giorno di lavoro e il film si troverebbe
rinchiuso nella sua scatola di metallo. Che Benjy si fosse
provato a farlo a pezzi, allora!
Con le labbra atteggiate a una smorfia di disprezzo, Fabro
prese un taccuino e cominci a buttar gi le note che sapeva
ormai a memoria. Veramente erano le cifre riguardanti le
azioni della Major Pictures, ognuna del valore di ventun
dollari, alla chiusura del mercato del giorno precedente.
Annot pure le cifre per ottenere la maggiorit dei voti
all'elezione annuale dei dirigenti. Scrisse su due colonne:
BENJY
200.000
20.000
20.000 opzione
60.000 Irene
80.000 Fox-Cleaver
30.000 Denning
210.000
Il margine non era molto, diecimila voti. Il giocatore era
troppo debole, troppo esitante per poter fare la mossa finale.
Ma se riusciva a salvare Tigre nella notte, malgrado le
proteste di Benjy, salvando alla Major due milioni di dollari,
il giocatore sarebbe rimasto in piedi, appoggiato dai piccoli
votanti, avidi di dividendi. E allora avrebbe spazzato via
Benjy definitivamente dalla societ. Oppure gli avrebbe concesso
di stare al piano di sopra, a dirigere qualche ufficio, se
avesse ceduto senza lotta. Era solidamente appoggiato dal
sindacato di Fox, da Denning e da Irene...
Nel suo cervello trill un campanello d'allarme. Aveva
dimenticato una mossa. Pens a Irene, ricordando quello che
aveva detto Caresse: Onora il padre e la madre. Poi,
ripensando al viso di Irene, debole, tremante, ansioso di piacere,
sbuff con disprezzo. Da quella parte non avrebbe
avuto nessun fastidio.
Fin dall'epoca della loro luna di miele, aveva trovato la
chiave per tenerla buona e sottomessa, ossia l'esatta misura
di disprezzo e brutalit dalla quale Irene, per una strana
tendenza masochistica della sua natura, si sentiva attratta.
Poteva desiderare di onorare Benjy, ma non ne avrebbe mai
avuto il coraggio. Comunque, per salvaguardia, si sarebbe fatto
fare una procura e lei l'avrebbe firmata...
Un rumore vicino alla porta gli fece alzare gli occhi. T. J.,
agitato come sempre, entr nella stanza a gran trotto, trott
indietro per chiudere la porta e sempre trottando, ritorn
vicino alla scrivania.
Mi cercavi... Karl?
Dove diavolo sei stato?
Ma... Irene...
Irene!
Sulle pallide guance di T. J. apparvero delle macchie
rosse. Ha telefonato... Si ferm cercando di riprender
respiro, e riusc finalmente a completare due frasi: La
signora Tumbell doveva accompagnarla in macchina allo
Studio. Cos io uscii per riceverla.
L'hai ricevuta per mezz'ora?
Era in ritardo.
Fabro lo guat sospettosamente: In mezz'ora si pu anche
andare a letto insieme.
Karl!
Dov' ora, lei?
Non  venuta. T. J. contorceva le mani strette insieme.
Tu scherzi, ma ti giuro...
Fissando quel volto angosciato che aveva l'espressione
di un coniglio appeso per le zampe, Fabro ebbe, d'improvviso,
uno dei suoi lampi d'intuizione. Lo sciagurato era innamorato
di Irene, ed era pi che probabile che Irene lo amasse.
Questa era la causa della oscura agitazione del suo subcosciente,
in queste ultime settimane. Ma non c'era da preoccuparsi.
Non era il genere di amore che porta a fuggevoli
contatti delle ginocchia sotto il tavolo e ai gualciti letti di
un motel. Era un amore timoroso, del tipo di T. J., nobile,
romantico e disperato. Eppure ne era costernato.
Come avete fatto tu e Cynthia a fare quella vostra figliola?
chiese sarcastico.
Pamela?
Per mezzo della fecondazione artificiale?
Non capisco... Lo sbalordimento lentamente cedette il
posto a quell'espressione spaventata e dolente che si dipingeva
sul volto di T. J. al solo nome di Cynthia e di Pamela.
Non sei giusto, Karl.
No, non lo era riflett Fabro con irritazione. La moglie
morta di poliomielite, prima della scoperta del vaccino.
La figlia irreparabilmente paralizzata. Non era onesto scherzarvi
sopra, forse, ma non gliene importava un accidente,
n di loro n dei sentimenti di T. J.
Ad eccezione della parte che essi avevano nel gioco degli
scacchi.
Cerc di soffocare l'irritazione. Che T. J. si crogiolasse
nel suo amore, nato sotto una cattiva stella. Che continuasse
pure a peccare mentalmente con Irene, se pure arrivava
a tanto. Finch il gioco non fosse finito, finch i pezzi
sopravvissuti fossero rimasti sul loro quadrato, non poteva
permettersi di farsene un nemico.
Scusami. Non mi sento perfettamente a posto. Sospir,
passandosi una mano sul viso. Ho i nervi a pezzi, immagino.
Troppe cose me li hanno irritati.
Se non vuoi che io veda Irene...
Oh, puoi vederla. Pass davanti alla scrivania. Sono
contento che tu le voglia bene, gli strinse la magra spalla,
e spero che tu voglia ancora bene anche a me. 
Oh, s.
Sono un bastardo.
Non proprio.
Allora, malgrado tutto siamo amici?
Certo. Gli occhi di T. J. brillavano. Tu sai che farei
qualunque cosa per te, Karl.
Spero che tu lo pensi veramente.
Hai qualche cosa che...
S. Fabro valut quella figura assurdamente decisa,
davanti a lui, un boy-scout di mezza et, pronto a trarre in
salvo le vecchie signore che si trovano in mezzo al traffico.
Esit; aveva predisposto la mossa, ma poteva nascondere
pericoli insospettati. Meglio affidarsi al caso.  qualche
cosa di speciale.
Gli occhi color fiordaliso si allargarono, ma la risoluzione
rimase ferma. Dimmela.
Riguarda Caresse.
Il suo funerale?
Fabro vinse l'irritazione, sforzandosi di sorridere: No,
 qualche cosa che potrebbe significare il mio funerale. Si
ferm, per dargli tempo di assimilare queste parole. Caresse
ha, anzi dovrei dire aveva, alcune cose che devono
essere assolutamente in mano mia.
E vuoi che io...?
... che tu le prenda.
Che... genere di cose?
Tre registri, con la copertina di pesante cartone.
Registri? fece T. J. incerto.
S, e contengono una cosa che potrebbe essere estremamente
imbarazzante, se non fatale, sia allo Studio che a me.
Per un istante T. J. si sforz di ragionare. Poi ebbe un
lampo di comprensione.  un diario?
Si pu considerarlo tale.
Credo... di cominciare a comprendere.
Fabro osserv il rapido succedersi dei sospetti e delle congetture
in quegli occhi perplessi, e li vide arrestarsi sull'unica
soluzione possibile: nei registri doveva trovarsi l'inconfutabile
prova di una sporca, illecita e transitoria relazione tra Fabro
e Caresse.
La reazione di T. J., quando gli venne in mente questa soluzione,
fu caratteristica: E Irene lo sa?
No.
Sia ringraziato il cielo! Fu colpito da un altro pensiero
allarmante. Nessuno ne sa nulla?
Nessuno sa che cosa  scritto in quei registri e neppure
che esistano, disse lentamente Fabro. Infatti, ora che
Caresse  morta a tutti gli effetti, essi non esistono.
Allora dovrebbe essere facile. T. J. rifletteva, tirandosi
il lobo di un orecchio. Dove sono, ora?
Nella sua camera, in un grande stipo cinese, accanto a
una finestra.
Potremmo comperare lo stipo?
Non dobbiamo comperare niente.
Allora come...?
Fabro chiuse gli occhi, riesaminando, una ad una, le mosse
necessarie. Sul lato della casa dove si trova la loggia ci
sono delle porte di vetro scorrevoli. Si possono aprire con
un semplice coltello da cucina. Lo stipo ha una serratura
non molto resistente; con un paio di pinze o...
Rubare!
Aprendo gli occhi bruscamente Fabro vide che T. J.
moveva spasmodicamente le mani, come se cercasse di allontanare
uno sciame di calabroni. Nello stesso tempo camminava
all'indietro sul tappeto.
Rubare? grid di nuovo. Vuoi che rubi quei registri?
L'idea  questa.
Non posso!
Fissando incredulo la faccia di T. J., che pareva colpita
da paralisi, Fabro cominci a sentire l'arteria del collo pulsare
sinistramente. Questa non se la aspettava, questa improvvisa
stupida moralit...
All'inferno! La sua voce rabbiosa pareva il rumore
di una sega. Hai fatto cose ben peggiori in questo Studio.
Lo so. Le mani di T. J. ricominciarono ad annaspare.
Ma rubare a una morta!
Tanto meglio.
Andare in casa sua, garr T. J. come un idiota. 
come profanare una tomba.
Anche la profanazione delle tombe! Il sangue saliva a
ondate alla testa di Karl. Hai paura!
No, Karl. T. J. riusc ad assumere un'aria di dignit
offesa.  solo che... ho degli scrupoli.
Ora il sangue pareva il rombo assordante del mare. Fabro
si afferr alla scrivania tentando di dominare la tentazione
di alzarsi e schiacciare quella faccia che tremolava indistinta
attraverso il velo rosso che gli annebbiava gli occhi. Finalmente,
con un supremo sforzo di volont rilass i muscoli
irrigiditi e si rimise a sedere.
Cos si giocava la grande partita a scacchi.
Una settimana, anzi un giorno prima, riflett cupo, non
avrebbe permesso a questo imbecille miagolante di ridurlo
in tale stato, portandolo all'esasperazione. Ma il gioco doveva
proseguire, non poteva rinunciarvi, aveva impegnato se stesso.
Per un istante pens di impadronirsi lui stesso dei registri,
ma era pericoloso, troppo pericoloso. Bisognava riuscire a
convincere T. J.
Scrupoli, disse forte, come riflettendo. T. J. l'osservava
spaventato, ma col viso infantilmente ostinato: Mi dispiace
veramente... vorrei aiutarti...
In qualche punto, Fabro lo sapeva, doveva esistere una
leva. Non certamente facendo appello alla gentilezza, alla
lealt, all'amicizia. Pure, doveva esserci. T. J. stava ancora
spiegandosi confusamente: Non sono contrario al furto.
Suppongo che nessuno lo sia in date circostanze. Evidentemente
sentiva di dover dare delle spiegazioni. Ma in
questo caso non posso giustificarlo, Karl, quando quei registri
non sono che la prova di una relazione che, allo stato attuale,
non pu produrre pi nessuna conseguenza.
Fabro lo guard fisso. E se i registri fossero qualche
altra cosa?
Che cosa potrebbero essere?
Freddamente esilarato, Fabro non rispose. Aveva trovato
la leva, ora. E pericolosa: forse la pi pericolosa che esistesse.
Ma era quello che ci voleva, perch avrebbe agito
sulla paura e sugli scrupoli.
Vorrei chiederti questo, disse a T. J. Avresti degli
scrupoli a portar via la pistola a qualcuno che te la punta
addosso?
No.
Oppure puntarla sopra qualcuno che tu conosci?
Neppure.
Bene. Perch i registri non sono prove di nessun
genere.
Che cosa sono, allora?
Una rivoltella...
Non capisco.
... che da cinque anni  puntata su di me.
Con gli occhi che pareva gli uscissero dalla testa, T. J.
grid incredulo: Caresse ti ricattava?
Ma si capisce. Fabro si permise un pallido sorriso.  per questo che l'ho uccisa.
...
.
...
17. Richard Blake.
...
.
...
Sul pannello di vetro opaco, incorniciato nella parte superiore
della porta, era scritta la parola Privato. Il sergente
Grimsby spinse la porta e gli fece cenno di entrare.
Vicino a una delle finestre di faccia alla porta, c'era il capitano
Walsh. Le mani dietro la schiena, leggermente piegato
in avanti, stava contemplando la citt dall'alto.
Ho portato qui Blake, disse il sergente.
Senza voltarsi, il capitano disse: Va bene.
Il sergente Grimsby accenn col pollice a una sedia, di
fronte alla scrivania verde oliva, accenn un saluto e lasci
l'ufficio. Blake sedette, tenendo le mani macchiate dall'inchiostro
per le impronte, accuratamente lontane dai calzoni. La
luce di una lampada appesa al soffitto, lo colpiva direttamente negli occhi.
Dopo un po' di tempo, il capitano abbandon la finestra e
la citt e si avvicin alla scrivania. Si tolse dalla bocca il
bolo della gomma da masticare e lo lasci cadere nella sputacchiera.
Guard la sputacchiera, poi guard Blake, con
un'espressione n amichevole n ostile.
Avete qualche cosa da dire?
Niente, all'infuori di quello che ho gi detto.
Desiderate un avvocato?
Blake accenn un sorriso: Credo di avere pi bisogno di uno psichiatra.
Forse avete ragione.
Stavo solo cercando di...
Ho letto la vostra dichiarazione, borbott Walsh. Bello
aiuto, farvi cacciare anche voi in prigione. Gir intorno alla
sputacchiera e sedette alla scrivania. Che cosa vi eravate
immaginato? Che vi lasciassimo dividere la sua cella?
La visione di Lisa dietro le sbarre, lontana, sola e spaventata,
gli contrasse lo stomaco, dandogli un senso di vuoto e
di malessere. Disse con voce incerta: Pensavo solamente...
Lo so quel che pensavate. Walsh batt una mano sul
tavolo. Pensavate di passare da Orthman, a raccogliere delle
prove, come se andaste al bar qui all'angolo, a bere una
birra. Sbatt di nuovo la mano sul tavolo. Pensavate di
farla al dipartimento di Polizia!
E invece l'ho fatta a me.
Gi. Un po' pi raddolcito, Walsh lo guard. Quello
che mi fa dispiacere  il vostro stupido modo di agire. Si
interruppe, lasciando che le mascelle si rilassassero, tornando
al loro posto. Non vi biasimo di aver tentato. So quello
che provate. I suoi occhi color paglia presero un'espressione
infelice: Io stesso provo piet per lei.
Perch?
Ho una figlia che ha circa la sua et. Si chiama Maureen.
A un tratto Blake afferr la situazione.  un vecchio sistema
della polizia cercare di indebolire i criminali, prima con
una finta collera, seguita da una finta simpatia. Fu un po'
irritato che Walsh lo sperimentasse con lui.
Dove la tenete, domand, a San Quentin?
Walsh fece un sorriso obliquo. L ci sono soltanto uomini.
Si chin, sempre sorridendo, e prese una scatola dalla
scrivania. Insegna in una scuola. A Long Beach. La scatola
era quella che aveva contenuto la Webley. Deve occuparsi
di me e di tre fratelli. Walsh guard Blake al di
sopra della scatola. La vostra ragazza ha famiglia?
Solo dei cugini a Galesburg nell'Illinois.
Gi,  quello che lei mi ha detto. Con le sopracciglia
aggrottate, Walsh tolse la Webley dalla scatola. Ma ora
si trova sola e in un grosso guaio.
Lo sapete bene.
C' poco da scegliere. Osservando la Webley, Walsh
aggiunse: O lei o la camera chiusa.
Al momento Blake non comprese il significato di quelle
parole. Poi si ricord di quello che aveva detto Walsh un
po' di tempo prima, quando si trovavano nella tenda, e cio
che sarebbe nato qualche cosa che avrebbe fatto sembrare
indovinelli da bambini i misteri delle camere chiuse che si
leggono nei libri.
Perch mi date da scegliere?
Ve lo dir. Un po' perch lei assomiglia a Maureen. 
pi graziosa, ma le somiglia. Un po' perch non ha altro che
voi per aiutarla. Ma principalmente per uno strano sentimento
mio particolare. Alz la Webley, fissandola distratto.
Be', vuol dire che la musica dolce ci fa piangere, o perch
ho un piano nella mia mente. Volete ascoltarmi?
Vi ascolto.
S. Walsh annu, sempre guardando la Webley.
Cerchiamo di riesaminare ancora una volta tutti i particolari
che riguardano questa rivoltella. Quando quel trovarobe...
Alf.
Quando Alf la prende dal cassetto del guardaroba.  la
stessa che abbiamo qui, avete sentito quando l'ha detto.
S.
Quindi lui e il suo aiutante la caricano, sotto i vostri
occhi, con cartucce a salve. Dico bene?
Benissimo.
Poi Alf corre sulla scena, davanti a tutti e introduce la
rivoltella nella fondina appesa al palo della tenda. Nessuna
possibilit per lui di cambiare le cartucce. D'accordo?
D'accordo.
Ora, nell'intervallo di tempo che passa dal momento in
cui la rivoltella viene messa nella fondina, a quello in cui
la signorina Carson fa fuoco con essa, la rivoltella si carica da
sola con due veri proiettili.
Come fate a saperlo?
Ecco. Walsh prese una busta dalla scatola sulla scrivania
e ne estrasse i due bossoli. Sono quelli trovati nella
tenda.
Ricordo, ma non vedo...
Ascoltate. Walsh spieg un foglio dattiloscritto.  il
rapporto del perito di balistica sui bossoli, trovati vicino al
cadavere. I segni lasciati sui bossoli dal percussore dalla culatta
e dal meccanismo di espulsione, sono identici a quelli
riscontrati sulle pallottole sparate per prova con la Webley
'325 messa a verbale come documento A.
Apr la busta, prese due pezzi di metallo, li mise vicini
ai due bossoli e continu a leggere il dattiloscritto.
Rapporto del perito di balistica, riguardante i proiettili
estratti dal corpo, munizioni calibro '325. I solchi dell'arma,
la profondit delle scanalature, i segni del cesello e quelli
dell'abrasione, la distanza del colpo, sono identici a quelli
riscontrati sulle pallottole di prova sparate dalla Webley-documento A.
Ripieg il rapporto e lo mise nella scatola, assieme ai
bossoli e alle pallottole. In parole povere, i ragazzi del
laboratorio dicono che la signorina Garnet fu uccisa da due
proiettili sparati da questa rivoltella.
Blake fiss malinconicamente la Webley, rendendosi conto
che, secondo il rapporto, Lisa era un'assassina, indipendentemente
dall'innocenza delle sue intenzioni. Se soltanto non si
fosse cos immedesimata nella scena e non fosse corsa innanzi
ad Ashton Graves, sparando su Caresse troppo da vicino!
Walsh riprese: Ora studiamo la situazione. La rivoltella
caricata a salve, spara due veri proiettili. Essa era caricata
completamente a salve quando fu introdotta nella fondina.
Tra questi due momenti non sono trascorsi che cinque minuti.
Tempo sufficiente perch qualcuno operasse la sostituzione.
Sotto gli occhi di sessanta persone?
Blake non seppe che cosa replicare.
Non piace neppure a me, disse Walsh, ma ci conduce
alla signorina Carson.
Non ne avrebbe avuto il tempo.
Comunque ebbe un minuto a disposizione, prima di correre
alla tenda. Guardate. Walsh prese in mano la Webley,
estrasse il caricatore e ne fece uscire due bossoli. Togliamo
le cartucce a salve. Li rimise nel caricatore. E ora introduciamo
i veri proiettili. Rimise il caricatore nell'automatica:
Pronta a sparare, in meno di trenta secondi.
Ma avete appena detto che sessanta persone stavano
osservando, protest Blake. Qualcuno avrebbe visto.
In quel momento tutti stavano guardando la signorina
Garnet, che veniva trasportata fuori della giungla.
Improvvisamente Blake si sent scoraggiato. Si ricordava
che lui e tutti gli altri si erano voltati per guardare Caresse.
Naturalmente Lisa non aveva caricato la rivoltella, ma cap
perch la polizia l'aveva arrestata.
Bene, ora sapete tutto, disse Walsh. La camera chiusa
o la ragazza.  impossibile che qualcun altro abbia introdotto
un paio di proiettili nella rivoltella. I suoi occhi color dello
zucchero bruciato si fissarono cupi sul volto di Blake. Se
non  stato nessun altro, allora dev'essere lei.
Ma avete detto voi stesso...
Ho detto di provare una sensazione strana.
Bene, io provo ben di pi: Lisa non sostitu i proiettili.
Allora chi  stato?
Blake scosse la testa.
Sempre la grande incognita: chi? Se si trova risposta a
questo, la maggior parte dei casi  risolta. Il capitano
Walsh fece un sorriso arcigno. Ma in questo caso, se non
 stata la ragazza, siamo davanti a un'incognita ben pi
grande.
Quale?
Come?
...
.
...
18. T. J. Lorrance.
...
.
...
Tu? l'hai uccisa? Stonata, la voce balbett: Hai ucciso Caresse?
La voce era la sua ma non riusciva a fermarla.
Non  vero... non puoi averla uccisa! La voce si trasform
in un riso tremante, da pazzo. Tu vuoi scherzare.
L'ho uccisa.
Oh, no... non posso crederlo...
E piantala!
Sotto quegli occhi ardenti, Lorrance tacque. E nel silenzio,
ingrandita a poco a poco, come una spaventevole esplosione
nucleare vista al rallentatore, gli apparve la verit. Il cuore
cominci a battergli a precipizio e sent il frenetico impulso
di fuggire, ma invece, preso da una nauseante ondata di orrore,
vacill e sarebbe caduto se, con gesto istintivo, non si
fosse afferrato strettamente alla scrivania. Rimase l, aggrappato, lottando contro la nausea.
Prendi questo.
Karl gli stava davanti con un bicchiere pieno a met di
whisky. T. J. prese il bicchiere, ma tremava cos forte che poteva appena reggerlo.
Bevi.
Il bicchiere batt contro i denti, ma riusc a inghiottire.
Un calore bruciante lo prese alla gola, gli arse lo stomaco.
Mezzo soffocato, grid: Ne sei sicuro...?
Quante volte te lo devo dire?
Ma eri qui in ufficio e io ero con te.
Avrei potuto essere a New York, Karl sorrise freddamente,
e anche cos avrei potuto ucciderti, T. J.
Involontariamente, T. J. indietreggi sempre fissandolo.
Karl grugn: Non preoccuparti, non ho intenzione di
ucciderti. Si avvicin alla scrivania e prese un sigaro dalla
scatola. N te, n nessun altro.
Osservandolo, mentre toglieva al sigaro l'anello dorato,
Lorrance si sent prendere dal delirio, come un malarico in
preda alle visioni prodotte dalla febbre. Il sangue era ancor
fresco sulle mani di Karl, il sangue di una donna, il sangue
di Caresse, e lui dimostrava meno emozione di un robot.
Karl lasci cadere la striscia dorata, morse l'estremit
del sigaro e la sput sul tappeto. Parlavamo di scrupoli, ricordi?
Lorrance annu, udendolo a malapena, ancora sospeso in un mondo irreale.
Be', se vuoi saperlo, non provo nessuno scrupolo per
Caresse. Era una crudele, malefica cagna bugiarda, una Lucrezia
Borgia dell'epoca dei missili. Ho reso un pubblico servizio.
Un assassinio...?
Karl fece girare il sigaro sulla fiamma, lo esamin per
essere sicuro che era acceso ugualmente tutto intorno, spense
il fiammifero e lo gett sul tappeto. Aspir il sigaro e soffi
insieme fumo e parole.
Benissimo, chiamalo pure assassinio.
Ma perch... perch me l'hai detto?
Scrupoli. Le labbra di Karl si arricciarono, sprezzanti
attorno al sigaro. Questi scrupoli mal fondati, che non ti
permettono di rubare senza una seria ragione. Una nuvola
di fumo azzurrognolo accompagn le parole. Perci ora ti
ho dato la pi logica ragione possibile.
Ma  un assassinio! Sarei coinvolto...
Nessuno sar coinvolto.
Quando la polizia...
Non arriveranno mai, neppure dopo anni, ad una soluzione.
Karl si tolse il sigaro di bocca, guardandolo ironicamente.
Potresti dire alla polizia che sono stato io, potrei
andare io stesso a dirlo. Non riuscirebbero ugualmente a
risolvere il mistero.
Ma se lo dicessi tu stesso?
Senza rivelare come ho fatto.
Ma come... balbett Lorrance atterrito e affascinato
suo malgrado, come hai potuto...
Karl chiocci: Dovrei brevettare il sistema.
C' stato qualcun altro?
No, niente complici.
Hai usato mezzi meccanici?
Nessuno.
Allora, non vedo...
Karl sghignazz di nuovo. Il delitto perfetto. Senza i
sicari dalla faccia olivastra. Senza testimoni. Senza circostanze
apparenti. Senza movente. Senza indizi. Nessuna prova,
di qualsiasi genere, in nessun luogo. Il suo volto s'irrigid.
Con una sola eccezione possibile.
E quale?
Quei registri. Guard Lorrance, accigliato e implacabile.
T. J. si trov a un tratto nel mondo reale, ma era
peggio del delirio. No! si sent gridare, con voce acuta
come quella di un uccello marino sperduto nella tempesta.
Oh, no!
Karl pos il sigaro, si alz senza fretta e pass davanti
alla scrivania. Sei l'eletto, T. J.
Non lo sono!  un assassinio! In un accesso di terrore
e di repulsione, Lorrance indietreggi, incespicando nel
tappeto. Dimenticher. Vai via, se vuoi. La sua voce si
ruppe, frenetica. Ma mai...
Lo schiaffo echeggi come un colpo di pistola. Si trov
disteso sul divano di cuoio, con la testa contro il bracciolo,
mentre le mani si agitavano davanti al suo volto. Ma non
venne colpito ancora. Karl si limit a guardarlo, impassibile,
come uno scienziato che osserva gli ultimi spasimi di un
insetto.
Lorrance smise di agitare le mani, posandole sulla guancia
indolenzita.
 tempo che tu impari a vivere, gli disse Karl.
Sedette, sempre tenendosi la guancia; sent in bocca il
sapore del sangue.
Dovrei dire forse,  lo scopo  di vivere, riprese Karl,
perch praticamente, la vita dipende...
Gir lentamente la testa e s'interruppe, brontolando: Che
cosa fai qui?
Lorrance si volt di colpo e i suoi occhi annebbiati distinsero
una donna grassoccia, con un sorriso tremante sulle
labbra e con un abito color nocciola che non le si adattava
bene. Pens per un istante che fosse una turista, entrata
nell'ufficio per errore poi la nebbia provocata dal dolore
e dalla confusione si schiar.
Irene!
Era ferma sulla porta e sul suo viso cordiale si leggeva
a un tempo, l'ansia e la meraviglia. Karl brontol di nuovo:
Be', che c'?
Caresse...
Che cosa vuoi dire?
I dolci occhi bruni si fermarono su Lorrance. Ho pensato
che se c' qualche cosa che posso fare io...
Quell'io rest l, come un colibr sospeso in aria. Karl,
prontamente, lo fece cadere. Che cosa vuoi fare? Prendere
il suo posto nel film?
Ma, il funerale...
Se ne incarica lo Studio.
Oh, non lo sapevo.
Be' adesso lo sai.
Gli occhi scuri si volsero a Karl, poi ritornarono a lui,
con una muta domanda, per la quale Lorrance non aveva
risposta. Ma quando parl fu a Karl. Mi dispiace, non
volevo infastidirti. Si volt e stava per uscire quando Karl
le disse: C' una cosa che potresti fare. Con la mano
posata sulla maniglia di bronzo, Irene attese. Vorrei invitare
alcune persone a casa, questa sera a pranzo. Poi giocheremo
a ramino. Inviterai Ed Colmar, i Klauber, tutti
quelli che ti vengono in mente.
T. J.? domand piano.
No, rispose Karl divertito. T. J. ha degli altri impegni.
Sottomessa, rispose: S, Karl. La porta si richiuse
dietro di lei.
Karl si schiar la gola, beffardo, e chiese: Dov'ero rimasto?
Raggomitolato sul divano, ancora avvolto dallo sguardo
di Irene preoccupato, compassionevole, quasi tenero, Lorrance scosse la 
testa. Ormai non c'era scampo, sapeva di
essere in trappola.
Ah, ricordo, riprese Karl. La sopravvivenza  lo
scopo basilare della vita, praticamente l'unico.
Non c'era via di scampo. No, se voleva salvare Irene.
Sentiva appena le parole che Karl stava dicendo: Ho
ucciso... per sopravvivere. E tu ruberai...
Doveva essere libera, libera di non essere pi la moglie
di un assassino confesso, libera di dimenticare di essersi
data a un assassino. Un'odiosa visione gli si present alla
mente, la visione di Irene a letto, nuda, mentre le grosse
mani di Karl le stringevano il collo. Gli parve di vedere il
morbido corpo bianco divincolarsi, pot quasi sentirne il
respiro agonizzante. Ma no, Karl non avrebbe mai fatto
questo, non fosse altro perch, come figlia di Benjy, rappresentava
il potere.
... nel polmone di ferro? domand la voce di Karl.
Che cosa?
Per Pamela, brontol Karl, per tua figlia. Quanto ci
vuole per pagare le infermiere e per l'applicazione del polmone
di ferro?
Ottocento al mese, ma che cosa...
Sopravvivenza, idiota! Forse non te ne importa, o almeno
non sembra, Karl sorrise astutamente, ma come sopravviver
Pamela se perdi l'impiego?
La scossa fece drizzare Lorrance sul divano. Ora ti
servi di Pamela per costringermi...!
Ti ho chiesto solo come sopravviverebbe.
Sono assicurato.
Oh, un suicidio? domand Karl incredulo. Ti uccideresti
piuttosto di rubare?
Per un folle istante Lorrance si aggrapp all'idea. Poteva
essere una soluzione. Pamela sarebbe stata salva e, in certo
modo, anche lui.
Ma non Irene.
Karl chiocci: Non ne hai il fegato e lo sai, lo sappiamo
tutt'e due.
Nessuna via di scampo, pens stancamente Lorrance, se
desiderava salvare Irene. Si alz lentamente dal divano:
Credo che tu abbia ragione.
E cos?
Dove dovr portarli?
A casa mia. Ti aspetter alzato. Il volto massiccio di
Karl era beffardo e trionfante. Vuoi che ti spieghi di
nuovo la pianta dell'abitazione di Caresse?
No. Lorrance gli pass davanti a testa bassa, dirigendosi
verso la porta. Ci sono gi stato. Cerc a tastoni la
maniglia, la trov, spalanc la porta e and ciecamente a
mescolarsi alla folla anonima che attendeva fuori.
...
.
...
19. Richard Blake.
...
.
...
L'ombra invadeva il tavolo dov'era seduto assieme a Josh
Gordon, sotto il pergolato di viti che ricopriva, come un soffitto,
il cortile dietro il ristorante Da Luigi. Erano appena
cinque minuti che era seduto l, dopo essere arrivato in
tass dal quartiere generale della polizia, ma in quel poco
tempo Gordon gli aveva gi parlato del nuovo finale di
Tigre nella notte, e il sole si era ritirato a poco a poco,
sul tetto di embrici della casa dall'altra parte della strada,
e lui aveva cominciato un racconto sconclusionato sulle
proprie esperienze. Il fatto , che io dovevo andare in cerca delle cartucce a salve, dichiar.
Perch?
 la chiave di tutta la faccenda.
Le cartucce a salve?
Al posto dei proiettili.
Gordon alz il suo bicchiere di rye vecchio stile e lo
esamin pensoso. Non riesco a seguirti.
Ma se cerco di spiegarti!
Comincia dal principio.
Il principio era il negozio di Orthman. Blake parl delle
munizioni trovate l, del signor Orthman che ne aveva trasformato
una scatola in colpi a salve. Parl del defunto colonnello
Mortimer. Si accorse che la sua mente era ancora
agitata, ma riusc a ricordare i dettagli pi importanti.
Raccont come il poliziotto gli aveva trovato in tasca un
proiettile vero.
Che proiettile vero? domand Gordon.
Non ti ho detto di aver aperto la scatola?
A che scopo?
Mah, forse per vedere se era piena.
Ma perch hai preso un proiettile?
Non lo so.
Continua.
Blake prosegu il suo racconto. Mentre descriveva come
era stato tradotto all'ufficio di polizia, Gordon fece con la
mano un cenno di saluto a Gary Cooper, che entrava in
quel momento nel cortile, insieme ad altri due. Brutta
faccenda. Josh, grid Gary Cooper ed entr coi due uomini
nel ristorante. Blake rifer come i rapporti di balistica confermavano
che i due proiettili sparati con la Webley erano
quelli che avevano ucciso Caresse. Quindi ripet la teoria
di Walsh: o Lisa o la camera chiusa, per quanto sembrasse
impossibile.
Si tratta della camera chiusa, evidentemente, disse
Gordon.
Perch?
Nei racconti polizieschi c' sempre.
Questa  storia poliziesca.
Gi, pu essere. Gordon guard il bicchiere semivuoto
e lo vuot. E le cartucce a salve?
Poco prima di lasciarmi andare, Walsh me ne parl, e
anche di quelle cariche.
Occupiamoci di quelle a salve.
Sono due e furono tolte dalla Webley per sostituirle con
i proiettili.
Le hanno trovate?
Blake scosse il capo: Walsh dice che hanno perquisito
tutti, con il congegno elettronico. Lisa fu anche visitata da
un medico, e fu perquisito l'intero palcoscenico.
C' da restare sbigottiti.
Puoi dirlo.
Gordon ordin altri due rye vecchio stile. Salut con
la mano Bob Hope che entrava insieme ad altri quattro e
attraversava la corte. Brutta faccenda, Josh, grid Bob
Hope ed entr nel bar con i quattro uomini C' una soluzione
possibile, disse Gordon.
Quale?
Il ripostiglio di Alf. Le cartucce a salve furono rimesse
l, dopo che Caresse fu uccisa. Erano in una scatola. Con
tanto movimento in giro, nessuno vi fece caso.
Non va.
Perch no?
Lo stesso Walsh cont le cartucce a salve. Alf ne aveva
cinquanta. Ora, contando anche quelle che contiene ancora
la Webley, sono soltanto quarantotto.
Ah, ah! fece Gordon, questo mi piace: cartucce a
salve che spariscono nell'aria. Una rivoltella caricata da un
fantasma. Si potrebbe tirarne fuori un film.
Tutto quello che desidero tirarne fuori  Lisa, disse
Blake con voce triste.
Ci riusciremo.
E come?
Gordon guard il cameriere che si avvicinava. Col sangue,
col sudore e col rye  vecchio stile .
Il cameriere ritir i bicchieri vuoti, pul la tavola con
un tovagliolo e vi pos le nuove bibite. Ancora, disse
Gordon. Per me no, disse Blake. Ancora, ripet
Gordon. Il cameriere si allontan.
Gordon alz il bicchiere: La notte sar dura.
Se credi che voglia ubriacarmi...
Nessuno si ubriacher. In due sorsi, Gordon vuot
il bicchiere. Solo per rilassarci, per avere le idee pi
chiare. Si asciug le labbra col dorso della mano. Mi
sono gi venute un paio di idee.
Quali idee? domand con diffidenza.
Vorrei parlare con Alf e con le persone che si trovavano
in scena, poi con Selig, il capo falegname dello
Studio. Ma, innanzi tutto, vorrei parlare con Ashton Graves.
Ci vorr del tempo.
Non m'importa, anche se ci vorr tutta la notte. Tanto
non so dove andare.
Perch non vai a casa?
Vuoi scherzare? Gordon si chin a raccogliere un
giornale sul pavimento, sotto la sua sedia, e lo pos sul
tavolo. Dai un'occhiata.
In testa al giornale c'era un titolo a caratteri cubitali:
caresse garnet assassinata sulla scena. Al centro della pagina,
una fotografia di Caresse e sotto una pi piccola di Lisa.
Sotto di questa, un articolo su due colonne portava la seguente
intestazione: Attrice rivale arrestata quale sospetta
autrice della morte misteriosa.
Con un improvviso senso di malessere allo stomaco, Blake
cominci: Ma non vedo...
Guarda qui. Gordon gli prese il giornale. Stai a
sentire. In fondo alla pagina lesse: ... immediatamente
prima della fatale sparatoria, la signorina Garnet, secondo
le testimonianze, ebbe una violenta discussione col ben noto
regista Josh Gordon, accusandolo di mantenere un'amica in
un appartamento di Miller Place ... Spiegazz il giornale e
torn a gettarlo sul pavimento di pietra. D'ora in poi
Agnese, invece di una candela, metter una mitragliatrice
sul davanzale.
E in Miller Place?
Una mitragliatrice anche l.
Puoi venire da me.
Grazie. Ma prima dobbiamo vedere tutte queste persone.
Gordon s'interruppe mentre i suoi occhi chiari brillavano:
La bionda nuda!
Che centra lei?
 molto strano.
Certo,  strano, ma...
Gordon stava agitando una mano verso Frank Capra,
che stava entrando nella corte. Capra non lo vide. Il cameriere
si avvicin con le altre bibite e attese che Blake
finisse quella che aveva davanti. Cominciava ad annottare.
 un grande regista, disse Gordon, ma non un poliziotto.
Chi? Capra?
E neppure tu lo sei.
Me ne sono accorto.
Io invece lo sono. Ho pratica. Lo sa Iddio se ho diretto
abbastanza gialli. A Capra non vanno; il suo campo  la
commedia. Ora guardava Blake con aria bellicosa. Vuoi
unirti a me?
Blake guard dubbioso il volto arrossato di Gordon.
Unirsi a lui significava certamente fastidi di ogni genere,
non fosse altro che quello di mettere Gordon a letto. I
fastidi per, se non erano troppo gravi, erano sempre meglio
che andare a casa e pensare in solitudine. Qualunque cosa,
piuttosto di pensare a Lisa.
Ebbene? domand Gordon.
Vengo con te, ma probabilmente finiremo in galera.
Finiremo con lo scoprire il colpevole.
Ritorn il cameriere. Un altro, signor Gordon?
Aspetta, finch abbiamo bevuto questi.
Ma li avete terminati.
Basta per me, disse Blake.
Giusto. Dobbiamo lavorare. Gordon guard pensoso
il suo bicchiere, poi s'illumin: Comunque, in casa di Ash
Graves ci sono liquori in quantit.
Andremo prima da lui?
Prima le ultime cose. Gordon si fece dare il conto
dal cameriere, vi scarabocchi la cifra della mancia e le
sue iniziali. La polizia principia dalle prime cose.
Che cosa vuoi dire?
 una via sbagliata.
Non ti capisco.
Dal delitto al colpevole.  sbagliato. La nostra scuola 
l'investigazione alla rovescia. Dal colpevole al delitto.
Bello. Blake fece una pausa, mentre il cameriere prendeva
il conto, dicendo: Grazie, signor Gordon, e si allontanava.
Ma chi  il colpevole?
Fatso Fabro, naturalmente,.
Fabro? Ma non ha nessun motivo.
Appunto.
Non era neppure sulla scena.
Esatto.
Non pu averlo fatto.
Precisamente.
...
.
...
20. T. J. Lorrance.
...
.
...
Non avrebbe potuto dire con esattezza quanto tempo era
stato male. Dieci minuti? Mezz'ora? Un'ora? Non ne aveva idea.
Le ginocchia gli dolevano, per essere rimasto inginocchiato
sulle piastrelle scolorite dall'orina, vicino al water
nella toletta; gli doleva il ventre, per gli ultimi conati di
vomito che avevano provocato soltanto l'uscita d'aria cattiva.
Gli bruciava la gola per l'acidit di stomaco e la bile.
Attese un momento, respirando con precauzione, poi si
alz sostenendosi con una mano alla parete metallica del
gabinetto. Apr la porta, nel lavabo non c'era nessuno e
allora pass davanti alla bianca fila di bacinelle, sotto il
lungo specchio. Mentre si chinava, per aprire il rubinetto
dell'ultima, si vide riflesso nello specchio. Era il viso di un
annegato. E, in un certo senso lo era, pens con disperazione,
studiandosi la pelle terrea, le narici livide, le palpebre
chiazzate, sugli sbiaditi occhi azzurri. Un uomo annegato
nella paura. Ora, per tutta la vita, avrebbe avuto paura.
Paura di Fabro, ancor pi di prima. Paura per Pamela, che
aveva gi sofferto tanto. Paura per Irene. Paura per se
stesso, una volta che avesse rubato i registri. Questo pensiero
gli fece contrarre i muscoli della gola, quasi soffocandolo
di nuovo. Rubando i registri, sarebbe divenuto un complice.
E complice, non importa se consenziente o meno, egli
sarebbe stato altrettanto colpevole di Fabro.
Colpevole quanto bastava per entrare nella camera a gas.
Tremante si stacc dal lavabo, voltando le spalle alla
faccia d'annegato, con le labbra che si agitavano. Non poteva
farlo. Non avrebbe mai potuto. Ciecamente, con passo
incerto, cerc a tastoni la porta e usc di soppiatto, nel corridoio.
Per chi ruba e fa sparire le prove, non ci sono attenuanti,
ma un solo verdetto: colpevole. Arriv al suo ufficio
privato e incespic sulla porta. Mai! Non avrebbe potuto mai...
T. J.!
Con le gambe ripiegate sotto la gonna color nocciola e
con la luce proveniente dalle finestre che metteva dei toni
ramati dei suoi capelli bruni, Irene era seduta sopra un
angolo della sua scrivania ricoperta di pelle. Col suo viso
fresco e innocente pareva una scolaretta. Il sorriso con cui
l'aveva accolto, stava cambiandosi in un'espressione allarmata.
T. J.! grid di nuovo.
T. J. riusc ad arrivare a una sedia e vi si lasci cadere sopra.
Sei ammalato?
No.
Allora che cos'hai? Due sottili caviglie e due gambe
snelle, uscirono fuori dalla gonna. Vedessi il tuo viso!
Era in piedi ora e si muoveva incerta verso di lui. Se
bevessi qualche cosa...
T. J. scosse la testa.
Ne sei sicuro?
Gli occhi di Irene brillavano, preoccupati. Non si tratta
di Pamela?
No, non di lei.
E allora di che cosa?
Scosse di nuovo la testa.
 Karl, disse improvvisamente Irene. Avete litigato.
Gli si avvicin, con un'espressione accusatrice, ma
nello stesso tempo materna.  pi di un litigio. Lo sentivo,
mentre ero nell'ufficio di Karl.
Lorrance riusc a fare un pallido sorriso.  la tua immaginazione.
Ah, credi?
Gli era cos vicina, china su di lui per guardarlo, che
poteva sentirne il profumo. Ti ha colpito, non  vero?
Povero T.  disse piano, hai le labbra insanguinate.
Delicatamente, col dito gli tocc un angolo della
bocca. Perch ti ha colpito?
Ti prego, Irene...
I suoi occhi pieni di compassione, si avvicinarono a
quelli di lui. Perch?
Io... non posso dirtelo.
Povero e leale T. J.
Gli occhi di Irene si avvicinarono ancor pi. Lo baci,
la sua bocca calda contro quella di lui. Per un momento
Lorrance rimase immobile, sentendo il calore scorrergli
attraverso le arterie e le vene, poi si ritrasse e balz
in piedi.
Mio Dio!
Non ti  piaciuto?
Pensa se Karl ci vedesse!
Se lui ti pu colpire, disse lei sorridendo, perch
io non posso baciarti?
Attraverso la sua angoscia, forse a causa del calore
che il suo tocco aveva lasciato, gli venne spontanea un'idea
morbosa: Vorrei essere schiaffeggiato ogni giorno.
Irene gli si avvicin di nuovo. Rosso per le labbra e
sangue: ecco la famiglia Fabro. Prese un fazzoletto
dalla tasca. Stai fermo. Con una mano sulla guancia
di lui, gli stava avvicinando con precauzione il fazzoletto
alle labbra, quando si ud lo scatto del citofono.
T. J.? disse l'aspra voce di Fabro.
Pareva quasi che si trovasse nella stanza. Con un
tremito improvviso, Lorrance guard Irene e vide il terrore
dipinto anche sul suo volto. Agghiacciati, senza respiro,
si guardarono.
Accidenti a te, T. J.! Rispondimi!
Involontariamente, T. J. fece un movimento, ma la mano
di Irene- gli premette pi forte la guancia. Attesero, immobili
come bambini che si nascondono davanti a un gigante.
Pulcino bagnato, brontol la voce di Fabro, e il citofono
tacque.
Irene ebbe un tremulo sorriso. Due i pulcini bagnati.
 meglio che tu te ne vada.
Non ancora. Gli teneva sempre la mano sulla guancia.
Non vado finch non mi dirai tutto.
Ecco di nuovo lo sconforto, la nera disperazione: Non
posso..
 una cosa cos terribile?
Annu stancamente.
Qualche cosa di terribile, lo sentivo. Gli occhi turbati
di Irene lo scrutarono. Riguarda anche te?
Annu di nuovo con le labbra tremanti.
Mio povero T. J.! Con l'altra mano gli prese un
braccio e lo attir pi vicino. Sei spaventato, come lo
sono io.  Con la guancia contro la sua, la bocca vicino
al suo orecchio, mormor: Ti prego, dimmi cos'.
Dimmelo.
Sotto la morbida pressione dei seni, del ventre e delle
cosce, il corpo di Lorrance si rilass lentamente. Ma nella
sua mente, in disperato rifiuto, una voce gridava: No,
Irene, no! Non vedi? Sei l'ultima persona a cui posso
dirlo. Proprio l'ultima persona al mondo.
...
.
...
21. Richard Blake.
...
.
...
Il battente di bronzo risvegli echi profondi nel cottage.
Gordon lo alz di nuovo, poi spinse la porta. La porta
si apr e lui varc la soglia, gridando: C' nessuno in
casa? Non ebbe risposta e allora entr.
Dopo un momento una luce si accese, e Blake vide
che si trovava di fronte a una piccola sala d'ingresso con
un portaombrelli e un tappeto gualcito. Chiuse l'uscio a
malincuore e camminando sul tappeto in punta di piedi
arriv nella stanza di soggiorno.
Gordon apr gli sportelli di uno stipo che conteneva
tazze di peltro e piatti, e Gordon lo richiuse subito. Dove
diavolo... mormor.
Dove che cosa?
Il liquore. Ce ne dovrebbe essere a litri. Guardiamo in
cucina.
Blake lo guard, sentendosi a disagio. Siamo degli
scassinatori.
Ospiti d'onore, disse Gordon deciso, dirigendosi verso
una porta in fondo alla stanza.
Sei sicuro che la casa sia questa?
 Limey House. Ash Graves abita a Limey. Apr
la porta. Probabilmente niente rye, ma solo whisky scozzese, come...
S'interruppe, con la mano sul pomo della porta e la
testa piegata da un lato. Anche Blake sent; era una voce
soffocata che gridava parole soffocate, e sopra la voce
un rombo attutito, come vento in distanza. Dietro alla
porta c'era uno stretto corridoio. Mentre percorrevano il
corridoio i suoni aumentarono di volume, ma le parole
gridate che pervennero agli orecchi di Blake erano senza
senso come quelle di un magnetofono girato alla rovescia.
In fondo al corridoio attraverso la fessura di un uscio
socchiuso, filtrava della luce. Gordon la spalanc, e s'inoltr
cautamente. Con la porta aperta, le parole sullo sfondo
del rombo continuato, acquistarono improvvisamente significato.
Correte pian piano cavalli nella notte...
Blake entr nella stanza. Era una camera da letto e il
letto era a quattro colonne, ricoperto da una coltre trapunta.
C'era un attaccapanni di mogano, un tozzo cassettone
con lo specchio e due finestre con cortine di stoffa marrone.
Sul pavimento di legno scuro, Blake vide una camicia kaki
da cacciatore, macchiata di sudore sotto le maniche, calzoni
kaki e un elmetto di midollo verde oliva. C'erano indumenti
intimi e calzini di lana sopra una sedia di vimini.
Le stelle muovono tranquille, il tempo corre...
La voce e il rombo provenivano da una seconda porta,
da cui usciva del vapore. Gordon avanz.
... e Faust sar dannato.
Giunto alla porta, Gordon si ferm vicino alla sedia di
vimini e scrut attraverso il vapore. La voce gridava:
Chi mi trascina gi?
Improvvisamente, con grande meraviglia di Blake, Gordon
afferr la sedia per il sedile e la spalliera, buttandola dentro
la nuvola di vapore.
... Oh, risparmiami, Lucifero! grid la voce, prima che
la sedia, cadendo, la interrompesse.
Gordon segu la sedia, dileguandosi attraverso l'uscio.
Completamente sbalordito, Blake fiss la nuvola ondeggiante.
Il rombo, la voce che ora taceva, il volo della sedia: tutto
questo non aveva senso. Si spinse innanzi e nello stesso
tempo il rombo diminu e la nebbia prodotta dal vapore
cominci a diradarsi. Attraverso di essa riusc a scorgere il
lucido pavimento di marmo nero, un nero bidet, e una cabina
per la doccia di vetro opaco e marmo nero. Sulla parete
marmorea della doccia, brillavano sei rubinetti cromati. Vide
Gordon che sporgendosi dalla porta aperta di vetro opaco
chiudeva uno dei rubinetti con la destra. Nella sinistra
stringeva una Colt automatica calibro .45.
La scena era abbastanza strana, ma ci che Blake vide
man mano che l'acqua cessava di scorrere dagli sfiatatoi pi
bassi della doccia e il bianco vapore che si era posato come
nebbia sul fondo della cabina si diradava, lo paralizz di
sorpresa e di orrore. Un uomo nudo giaceva riverso, la
corporatura massiccia, la pelle scarlatta e le gambe fatte di
cuoio e di acciaio. Giaceva sul fianco, col viso di un rosso
ciliegia immerso in una pozzanghera d'acqua che gorgogliava
attraverso lo scarico. Le gambe ortopediche formavano un
angolo retto col corpo. Era immobile, apparentemente senza
vita, gli occhi azzurri erano vitrei. Vicino ai moncherini
dov'erano fissate le cinghie di cuoio, c'era una bottiglia di
brandy.
Incapace di distogliere gli occhi, Blake fissava a bocca
aperta la figura grottesca, mentre Gordon, uscito dalla
doccia, posava la Colt, asciugandosi una spalla e una manica
della giacca con un asciugamano.
C' mancato poco, disse.
Non  morto...?
Ubriaco.
Ma la sua pelle, perch  cos rossa?
 l'acqua bollente. Gordon gett l'asciugamano e ritorn
nella doccia. Portiamolo fuori di qui. Entr nella
cabina e lo chiam: Ash?
Le labbra di Ash Graves si mossero, ma non ne usc
alcun suono. Blake vide del sangue scorrere da un taglio
sul labbro inferiore. Le labbra si mossero di nuovo: S...
Credi di essere abbastanza pulito ora?
Con tutt'e due le mani Graves si diede una spinta,
mettendosi a sedere. Mentre si sollevava, la sua testa sfior
la sedia rovesciata, sotto i rubinetti cromati della doccia.
Guard la sedia, poi Gordon, con la faccia imbambolata.
Mi pare che il Faust di Marlowe... non ti piaccia.
Non mi piace la gente che si mette una Colt automatica
in bocca.
Pareva... una buona idea.
Porcheria.
Non nella doccia... porta via il sangue.
Per l'amor del Cielo, Ash!
Lo so, il suicidio  una vigliaccheria. Graves diede un
altro sguardo a Gordon e le labbra s'incresparono in un
lieve sorriso. Anche quando  pulito.
Lo misero in piedi e mentre Gordon lo teneva per un
braccio, Blake trov un accappatoio di spugna. Glielo misero
addosso e lo portarono nella stanza da letto. Qui, dopo
il calore umido del bagno, l'aria era gelida. Lo aiutarono
a salire sul letto e gli distesero la coltre sulle gambe
artificiali.
Chi  il tuo medico? domand Gordon.
Non voglio... il medico.
Dobbiamo chiamare qualcuno.
Il lieve sorriso, strano e insieme supplichevole, apparve
di nuovo sulle labbra di Graves.. Sono tutti morti...
Sar rimasto qualcuno, Ash.
Solo due... Sotto i vitrei occhi azzurri le labbra tremarono
dolorosamente: Mio fratello  morto questa mattina
a Londra, di leucemia. E Caresse... Graves s'interruppe
e inghiott con un movimento convulso. Doveva accadere...
ma mi addolora.
L'hai uccisa tu?
Graves scroll la testa. Seduto sul letto, appoggiato ai
guanciali e avvolto nell'accappatoio di spugna come in una
toga, pareva un senatore romano.
Sai chi  stato? torn a chiedere Gordon.
Graves parve non sentirlo. Strana creatura, mormor.
Teneva gli occhi chiusi e la voce si sentiva appena. Amore
o odio. Non so quale dei due. Continu con voce lenta,
come se stesse per addormentarsi: Non riuscii mai a vincere
il mio primo sentimento... quello di venti... Venticinque
anni fa. La vedevo sempre... come allora. Non  stata mai
cos bella... una dea d'avorio.
Giaceva immobile col viso senza espressione. Parl di nuovo,
ma Blake riusc solo ad afferrare qualche parola: Tutti
questi anni... l'ho... amata...
Poi tutto fu silenzio, tranne che per il lento gocciare
dell'acqua nel bagno.
Alla fine, Gordon tocc un braccio di Graves dicendo:
Sei ancora in linea?
S.
Non ti piacerebbe veder l'assassino di Caresse arrestato?
Non me ne... importa.
Ma importa a Lisa Carson.
Ahri... nel film?
L'hanno arrestata.
Non l'ha... uccisa.
 quello che pensa anche Blake.
Graves apr gli occhi e cerc di concentrarli su Blake.
Ah, lo scrittore?
Lisa  la sua dea d'avorio.
Se questo fece impressione su Graves, il colore rosso che
chiazzava le sue guance, non lo lasci scorgere. Guard
Blake pensoso: All'inizio del film... si mise con Caresse.
Non le piacevo. disse Blake.
No. Soltanto uno scrittore le piaceva.  una cosa buffa:
un poeta. Con un buffo nome: Pixley, Edgar Allan Pixley.
La voce di Graves divent nuovamente quasi incomprensibile.
Mor a forza di tossire... Lei lo amava. Lo cur. Lo
seppell.
La voce strascicata tacque. Dalla doccia veniva il monotono
gocciolare dell'acqua. Gordon osserv il viso stanco,
le palpebre gonfie, le guance carnose ora color limone e
disse piano: Brandy, nembutal e Dio solo sa che altro
ancora. Guard Blake: Hai qualche idea?
Nessuna.
Gordon tocc di nuovo la spalla di Graves. Non puoi
aiutarci?
Aiutarvi... come?
A trovare l'assassino.
 Edgar Allan Pixley.
Ma se hai detto che  morto.
Pensaci... potrebbe essere la chiave.
Perch?
Perch Caresse mi disse qualche cosa... la notte scorsa.
Che cosa ti ha detto?
Parl di un legato lasciatole da Pixley... che conteneva
il mezzo per ottenere le sue opzioni.
A Blake, che stava ascoltando ai piedi del letto, quel
mormorio non diceva nulla. Si chiese se non avesse dimenticato
di dire qualche cosa. Pareva che Gordon avesse lo
stesso pensiero.
Che cosa intendeva dire con questo?
Parlava... di libri magici.
Libri magici?
Graves annu, mezzo addormentato.
Libri magici... riempiti delle magiche parole di Pixley.
Me lo disse... dopo che Fabro lasci la casa.
Fabro and da lei, la notte scorsa?
Li sentii che stavano parlando.
L'agitazione rese acuta la voce di Gordon: Di che cosa
parlavano?
Del contratto, un lungo sospiro, ottenuto per mezzo
dei libri magici: un legato di Pixley. Vi do un suggerimento...
cercate di trovarli.
Ma come?
Nella stanza da letto.
In quella di Caresse?
S. Graves sospir, volt la testa e chiuse gli occhi.
Sono stanco. Vorrei... dormire.
Va bene, dormi. Gordon lo consider dubbioso. Ma
non pi sciocchezze, Ash.
Tutto finito.
Prometti?
Il petto di Graves si alzava e si abbassava nel respiro
profondo e regolare. Tutto era apparentemente finito. Gordon
entr nel bagno e torn con la Colt. Non si sa mai, disse
e se la mise nella tasca della giacca.
Hai dimenticato il brandy.
 vero. Gordon prese la bottiglia e il bicchiere scuro,
ancora umido dell'acqua della doccia. Beviamo prima, poi
chiameremo qualcuno.
Nella stanza di soggiorno, prese due bicchieri di peltro dallo
scaffale dei libri e vi vers dentro il brandy. L'odore di
vinaccia prese Blake alla gola, ma si sforz d'inghiottire,
sperando che il liquore fermasse le fastidiose contrazioni del
suo stomaco.
Bevette anche Gordon, poi estrasse di tasca la Colt.
Dovrebbe essere una Webley, disse, posandola sul tavolo.
Secondo la giustizia poetica doveva uccidersi con una
Webley.
Credi che lo avrebbe fatto?
Non lo so... probabilmente non lo sapeva neppure lui.
Si vers un altro bicchiere di brandy.  piuttosto confuso,
direi.
Anch'io mi sento confuso.
Il prossimo passo dovr essere fatto a mente lucida.
Dove?
A casa di Caresse.
Blake guard ansiosamente Gordon. Dal suo tono di
voce pareva che tutto si svolgesse secondo il suo piano.
Ovviamente la scuola d'investigazione retrospettiva funzionava
perfettamente. E forse, ad una cosa era servita, fu
costretto ad ammettere Blake. Aveva probabilmente salvato
Ashton Graves. Inghiott il resto del brandy e domand:
Hai pensato chi si deve chiamare?
Gordon fece segno di s, al disopra della sua tazza.
Geoff Parson. Era nell'esercito con Ash in Africa. Bravo
ragazzo.
Pos la tazza dicendo: Dov' il telefono?
Ce n' uno nella stanza da letto.
Gordon attravers la stanza: Attenderemo qui, finch
Parson...
...
.
...
22. Richard Blake 2.
...
.
...
Il rumore fu simile a un'esplosione supersonica. Scosse
porte e finestre. Soltanto che non proveniva dal cielo, ma
dalla stanza interna. Ascoltarono, immobili, senza respiro.
Il suono non si ripet, ma si ud un gocciolio, un plop plop
come se un liquido vischioso cadesse sopra un pavimento
di legno, dapprima lento, poi sempre pi rapido, finch
si perdette nel silenzio.
Lastre di pietra irregolari tra le quali cresceva la dichondra
spugnosa, si stendevano dall'orlo della piscina fino alla
bianca casa in stile mediterraneo.
Gordon si diresse verso la casa, contando le lastre irregolari.
Quando arriv a dieci si ferm, sollevando la lastra ai
suoi piedi. Dalla terra scoperta raccolse un oggetto, lasci
ricadere la lastra e prosegu verso la casa, camminando silenziosamente
sulla dichondra.
Si ferm davanti a una fila di porte di vetro scorrevoli
e le spinse con l'oggetto che aveva in mano. Una porta si
apr e lui fece scorrere da una parte la pesante tenda dietro
di essa. Blake si ferm ansioso vicino alla tenda, finch
una luce si accese su quello che riconobbe essere il bar nella
loggia di Caresse. Gordon era dietro il bar.
Brandy? domand.
Non voglio niente.
Gordon vers il brandy in due bicchieri e ne spinse uno
attraverso il banco. Non serve a niente essere tristi.
Non ci posso far nulla.
Gordon vuot il suo bicchiere. I suoi occhi brillarono.
Aaah! fece, poi prosegu: Era gi deciso.
Avremmo dovuto rimanere nella stanza.
L'avrebbe fatto lo stesso. Inclin la bottiglia di brandy
sul bicchiere. Col gas, con i sonniferi, con una corda o
saltando dalla finestra. Bevve un sorso. Seicentoventitr
principali modi per uccidersi. E centinaia a cui nessuno ha
ancora pensato. Bevve di nuovo. L'avrebbe fatto lo stesso,
a qualunque costo.
Non ne sono sicuro.
Non ci pensare.
 facile dirlo, riflett Blake cupamente. "Non pensarci."
Solo non era possibile. Non era come la morte di Caresse.
Questa era apparsa irreale, come l'uccisione di un personaggio
in un dramma. Non ne era rimasto troppo impressionato
dopo il primo momento. Ma la morte di Graves era diversa.
Gli pareva di aver perduto qualcuno che gli era molto caro.
Un sentimento assurdo, questa vuota sensazione di perdita,
ma pure lo sentiva. Non doveva pensarci.
Debolmente, in mezzo all'atonia della sua mente, sent
che Gordon diceva: ... dopo aver chiamato i piedipiatti?
Che cosa stai dicendo?
Non ti preoccupi di non averli aspettati?
No. Non sarebbe servito a niente.
Saremmo finiti in prigione.
Dove probabilmente andremo ora. Blake osserv la
faccia di Gordon arrossata dall'alcool. Che cosa facciamo
qui? E come sapevi che c'era una chiave l fuori?
Me lo disse Caresse.
Vuoi dire che tu e Caresse...
No. Gordon sorrise con aria triste. Non c' mai stato
niente. Guard pensoso il bicchiere poi lo vuot. Comunque
non ha importanza. L'importante  di rievocare.
Rievocare che cosa?
Non lo bevi?
Blake si accorse che Gordon stava guardando il suo
bicchiere e che la bottiglia era vuota. No, rispose. Gordon
gli prese il bicchiere.
Azione tripla, disse, da Pixley a Caresse, a Fabro.
Fece girare il bicchiere e il brandy rote vorticosamente.
Scuola d'investigazione alla rovescia; perci cominceremo
da Fabro. Perch aveva rinnovato il contratto a Caresse?
Per amicizia? Per lealt? Scosse la testa. Venderebbe
sua madre, se l'ha mai avuta.
Perch allora?
Lei aveva qualche mezzo per tener buono quel bastardo.
Blake sent risvegliarsi il suo interesse. Che cosa?
Il legato di Pixley. Tent un assaggio dal bicchiere.
I registri magici... riempiti di parole magiche.
Ma questo non ha senso: Graves era ubriaco.
Anch'io lo sono. Gordon fin il brandy. Ma non parlo
a vanvera.
Blake gli dette un'occhiata dubbiosa. Pixley era un
poeta. Che cosa c'entra la poesia...
Dobbiamo scoprirlo. Pos con cura il bicchiere sul bar.
Prese in mano la bottiglia, la scosse e la pos di nuovo. Il
brandy mi piace. Gir attorno al bar aggrappandosi ad esso
per sostenersi. Mi piacciono anche le stanze da letto. Si
volt verso le doppie porte in fondo alla loggia. Le stanze
da letto dove si trovano i registri.
Con gli occhi fissi sulle doppie porte, prese a camminare
lungo una linea immaginaria che correva tra esse e i suoi
piedi. A mezza strada si ferm, vicino a un tavolino, e si
pieg su di esso. Blake era certo che sarebbe caduto, invece
si raddrizz tenendo in mano un ritratto montato in argento.
Lo guard e lesse a voce alta: Le mie parole si eleveranno
dalle mie ceneri, Caresse, per cantare il mio amore!
Blake si avvicin e vide che il vetro nella cornice era frantumato.
Gordon tolse la fotografia dalla cornice e la porse
a Blake. Edgar Allan Pixley.
Vedo.
Assomiglia a William Faulkner.
Forse lo .
 morto.
Faulkner?
Edgar Allan Pixley. Tese la fotografia a Blake. Tieni.
Per far che?
Per vedere se la calligrafia sui registri  la stessa.
Si volt, fissando di nuovo le porte e cammin con attenzione,
sulla linea immaginaria, verso di esse. Blake lo segu,
mettendo la fotografia nella tasca della giacca. All'estremit
dell'ingresso, di fronte alla stanza di soggiorno c'era una
scala. Gordon cammin sopra un'altra linea immaginaria.
La scala era buia e formava un ampio semicerchio. Gordon
mise un piede esitante sul primo gradino, vi si appoggi
con tutto il suo peso e lentamente sal.
Come gli alpinisti che scalano perigliose vette, salirono
gradino per gradino nell'oscurit. Blake poteva vedere, sotto
di s, l'ingresso debolmente illuminato dalle luci nella loggia.
Sopra, non vedeva niente. Gordon portandosi da un lato,
trov la ringhiera di ferro battuto.
Mi sento girare la testa. Vai avanti tu.
Blake esit, cercando ansiosamente di mettere un po'
d'ordine nei suoi pensieri. Non aveva molta fiducia nella
storia dei registri. Anche se nella camera da letto di Caresse
li avessero veramente trovati, cosa di cui dubitava, non poteva
capacitarsi come la poesia potesse collegarsi con Fabro. Comunque,
giacch era arrivato fin l, poteva benissimo continuare
fino in fondo.
Si ferm di nuovo sul pianerottolo del secondo piano.
Davanti alla scala c'era un rettangolo che pareva meno buio.
Il rettangolo era una porta semiaperta. Entr, attendendosi
di vedere delle finestre, ma la stanza pareva una cantina.
Si frug nelle tasche in cerca di fiammiferi, continuando ad
avanzare. Ad un tratto batt il ginocchio destro contro qualche
cosa che cadde con un leggero tonfo sul tappeto, ai
suoi piedi. Accese un fiammifero e vide che il suo ginocchio
aveva battuto contro un tavolo col piano di vetro. Ai suoi
piedi, sul bianco tappeto, erano sparse delle sigarette e tra di
esse, il portasigarette d'argento che era caduto dal tavolo.
Voltandosi, per esaminare il resto della stanza, vide due occhi
lucenti che lo fissavano.
Indietreggi spaventato e il fiammifero si spense.
Attese, ma niente si mosse. Cautamente, accese un altro
fiammifero e vide che gli occhi appartenevano a un enorme
orsacchiotto bianco di stoffa, appoggiato ai cuscini vicino alla
spalliera di un letto regale. Accanto al letto, dei bianchi
cortinaggi coprivano le finestre. Una lampada era posata,
a ciascun lato del letto, sopra un tavolino di legno chiaro.
Pass davanti all'orsacchiotto e accese la lampada del tavolino
di destra.
Non c' nessuno, Josh, grid.
Si volse di nuovo ad osservare la stanza e vide uno stipo
cinese. Era di tek intagliato e ottone, si trovava contro la
parete di fondo, vicino a una porta socchiusa, attraverso la
quale si vedeva un tavolino da toletta con lo specchio. Si
avvicin allo stipo, osservando con sorpresa che sul tappeto
bianco, proprio davanti ad esso, c'erano tre fiammiferi spenti.
Meravigliato, si chin sopra lo stipo, tastando il catenaccio
di ottone chiuso col lucchetto, che fissava lo sportello a un
fianco del mobile. Appena toccato, il catenaccio si stacc dal
fianco e Blake not che il legno vicino ad esso era scalfito
come se avessero adoperato una sbarra o qualche cosa di
simile per farlo saltare.
Un corpo metallico rovente venne a contatto della sua
testa. Un razzo esplose nel suo cervello lanciando milioni
di stelle rosse che schizzarono in alto diventando brillanti
atomi di luce rosea e svanirono nello spazio. Qualche cosa
di morbido gli comprimeva una guancia. Era il tappeto.
Giaceva su di esso, vicino allo stipo cinese. Sent, in distanza,
il rumore di un passo felpato e cerc di mettersi a sedere,
ma era come lottare contro l'attrazione di Giove. Sent
Gordon che urlava: Ti tengo! e poi uno strillo acuto,
come il grido di un coniglio. Ud un tremendo fracasso,
seguito da una serie di rumori meno forti.
L'attrazione di Giove, divenne attrazione terrestre. Si
alz in piedi, sentendo delle fitte dolorose nel cranio e usc
barcollando dalla porta fino in capo alla scala. Gi nell'ingresso
una figura faceva sforzi violenti per aprire la porta.
La porta si apr e la figura disparve.
Cominci a scendere la scala. Gordon, disteso bocconi
sul pavimento dell'ingresso, si tir su con un braccio, mentre
con l'altro accennava drammaticamente alla porta aperta,
gridando:  fuggito di l!
Blake usc a guardare la strada che saliva alla villa, ma
non distinse altro che cespugli e ghiaia. Ad un tratto, dietro
le acacie che nascondevano la strada, in fondo, sent il
rumore di una macchina che si metteva in moto, poi l'ingranare
della marcia e il crepitio dei ciottoli e della sabbia
sull'asfalto. L'automobile, sempre nascosta dalle acacie, correva
gi per la collina, verso le luci di Westwood. Prese la
curva facendo stridere i pneumatici. Il rumore del motore
diminu e fu sostituito dal gracidare delle raganelle.
Nell'ingresso trov Gordon seduto con la schiena appoggiata
contro l'ultimo scalino.  fuggito, eh?
A quest'ora  in Sud-America, rispose Blake.
Mi ha conciato senza riguardi!
Sei riuscito a vederlo?
Gordon scroll la testa. Per non era Fabro, non puzzava
abbastanza.
Credi che cercasse i registri?
Li ha presi. Li ho sentiti quando riuscii ad afferrarlo.
Allora Ashton Graves... cominci Blake, ma si interruppe
sentendo l'ululato di una sirena in Sunset Street o
in un'altra strada sotto la villa. Con la testa protesa verso
la porta rimasero in ascolto. La sirena ulul di nuovo, pi
vicina questa volta.
C' solo una speranza, ora, disse Gordon in fretta. La
bionda nuda.
Quella che...
Quella.
Un'altra sirena, dal suono pi profondo, si un alla prima.
Vai nel mio appartamento, in Miller Place. Yvonne la
trover.
Ma a che cosa serve?
Ti spiegher dopo.
Le sirene si avvicinavano rapidamente: parevano gatti
selvatici arrabbiati.
Dalla porta posteriore, presto!
Bene, andiamo.
Io non posso.
Blake si pieg su di lui. Ma s che puoi, e lo prese
per un braccio. Gordon gli diede un colpo sulla mano:
Non mi toccare!
Ma perch?
La gamba, disse Gordon, maledizione,  rotta.
...
.
...
23. Karl Fabro.
...
.
...
Mentre spiava furtivo, nascosto dietro le tende della libreria,
la bianca lista di cemento della strada privata, che pareva
emanasse una luce tremula, come un'irradiazione ectoplastica,
ebbe la sensazione di tornare indietro nel tempo. Come se lui,
la strada e la casa in attesa, fossero parti di un film visto
in una buia sala di proiezione, dove al riaccendersi delle
luci, egli avrebbe fatto gli abituali commenti verso le deferenti
facce intorno a lui, per poi tornare a casa con Dawes,
lungo la bianca strada che in quel momento stava sorvegliando.
Sapeva che era uno scherzo della fantasia, provocata dai
suoi nervi, come il sentirsi guardato dall'Oscar, posato sullo
scaffale del suo ufficio. Stava pericolosamente scendendo la
china verso l'imbecillit.
Ma come poteva evitarlo? Dopo una simile notte, che avrebbe
ricordato come la pi importante. L'avrebbe ricordata per
sempre. Anche Irene, come lui, sorvegliava, scrutava il
suo volto con uno sguardo interrogativo, tutte le volte che
pensava di non essere osservata. L'avrebbe volentieri uccisa,
almeno una dozzina di volte. E anche gli altri. Klauber, con
la sua grossa voce e l'ancor pi grosso riso, che esibiva una
falsa simpatia per Caresse. Dolly ubriaca come sempre,
fino all'insensibilit. Charlie Blancard, l'effeminato produttore
amico di T. J., un omosessuale amante dello spogliarello,
che non aveva mai avuto il coraggio di varcare la linea.
E quel suo nuovo protetto? Bren? Brown? Bruin? Comunque
uno di Chicago che scriveva per la radio, uno strano essere
che si crogiolava nel fango, che conosceva gli scherzi pi
grossolani e aveva gli occhi freddi di un gangster.
E come se il dovere rimaner chiuso per ore con cinque
persone che aveva preso a odiare con un'intensit che lo
spaventava, perdendo settecentottantacinque dollari a ramino,
non fosse una giustificazione per un omicidio in massa,
ecco la chiamata telefonica. Gli pareva ancora di sentirsela
alla bocca dello stomaco. Ashton Graves si era ucciso.
Tigre nella notte era finita davvero, ora. La pedina
pi importante del gioco con Benjy era sparita. Perch non
aveva atteso almeno un altro giorno quello stupido ubriacone?
Per lui non avrebbe fatto differenza: ventiquattro ore
contro due milioni di dollari.
Dalle cortine venne un rumore di stoffa strappata. Allarg
la mano: le dita erano irrigidite. Rimbecillito, pericolosamente
rimbecillito. Finora per tutto andava bene. La perdita di
Tigre nella notte non significava che la partita a scacchi
era perduta. Se ne era reso subito conto. Benjy aveva ordinato
che il film fosse distrutto. Cos lui sarebbe stato l'unico che
gli azionisti...
Uno sprazzo di luce illumin i cespugli di ibiscus che
fiancheggiavano la strada. Un'automobile si avvicinava velocemente.
Svolt nella strada privata, fermandosi vicino
alla casa. Fabro ebbe la visione fugace di un viso conigliesco,
prima che i fanali si spegnessero. Si allontan dalle tende,
uscendo in fretta dalla biblioteca, e attravers l'ingresso
fino alla porta laterale. L'apr e si trov di fronte T. J., che
stava per girare la maniglia. Prov una violenta scossa
vedendo che aveva le mani vuote.
Grid: Non li hai trovati? Contemporaneamente T. J.
balbettava:  successo un guaio, Karl.
Ma i registri?
C'era gente l!
Rispondimi, maledetto! Afferr T. J. per un braccio,
scuotendolo. Dove sono, Cristo!
Nella macchina...
Fabro corse all'automobile, spalanc la portiera. I registri
erano sul sedile, tutti e tre, gettati l con noncuranza, come
vecchie riviste. Li afferr, sentendo la ruvida rilegatura
di grosso cartone, contro le palme.
T. J. riusc a balbettare: Karl, ti devo dire...
Taci!
Con i registri stretti al petto, Fabro attravers la sala
d'ingresso di corsa, andando verso la scala che conduceva
in cantina. Gir l'interruttore della luce e senza voltarsi,
cominci a scendere. Pass davanti alle due caldaie con i
tubi contorti rivestiti di amianto e si ferm vicino alla
grande cassa metallica dipinta in verde dell'inceneritore a
gas. Con un rapido movimento apr lo sportello e vi butt
dentro i registri.
Una benefica sensazione di calore sembr dissolvere il
gelido peso che aveva dentro. Era finita: il pericolo tramutato
in cenere.
Karl!
A met scala, T. J. guardava inorridito, come se avesse
proprio allora assistito allo smembramento e alla cremazione
di un cadavere.
Non hai mai visto bruciare della carta?
T. J. discese, appoggiandosi al muro, col'volto allarmato.
Ma c' un odore... come di capelli!
Ah, quello. Fabro chiocci, divertendosi sul serio. 
qualche cosa che vi ho buttato prima.
Non...
S, Irene.
Oh, no! Ogni colore spar dalle guance di T. J. Non
hai... non puoi...
Finiscila di essere cos maledettamente scemo. Era una
coperta di lana.
Ancora tremante T. J. si avvicin cauto. Una coperta
con i bottoni?
Fabro si volse e vide, vicino all'inceneritore, sul pavimento
di cemento, i sette bottoni che aveva, inspiegabilmente,
lasciati l. Tre erano grandi come mezzo dollaro. Li raccolse
e se li mise in tasca, chiedendosi come aveva potuto dimenticarli.
Brontol: Va bene. Non era una coperta.
Allora che cosa...?
Chi ti ha detto di scendere fin qui?
Volevo dirti... Il mento di T. J. tremava. Erano nella
casa: Josh Gordon e Blake.
Erano l?
Mi hanno scoperto, nella camera da letto. Il ricordo
gli sconvolse i lineamenti. Abbiamo lottato. Io... io ho
spinto Josh gi dalla scala. E ho colpito Blake col martello.
Idiota!
Ho dovuto farlo. T. J. agit le mani. Ho dovuto colpirlo.
Cos ti hanno visto.
Ma no, non mi hanno visto. Era buio. E sono fuggito.
Le molle di acciaio nel corpo di Fabro, lentamente, si rilassarono.
Noie, senza dubbio. Ma non era accaduto nessun
disastro. Parl con voce tranquilla.
Dove ti trovavi quando  cominciato tutto questo?
Te l'ho detto. Nella stanza da letto.
E sono arrivati loro?
Solo Blake: accese una lampada. Lo colpii vicino allo
stipo.
Avevi gi preso i registri?
S.
E Josh dov'era?
Sulla scala.
Ashton Graves. Il nome gli pass nella mente all'improvviso,
ma sapeva che in esso c'era la spiegazione. Deve
aver detto qualche cosa a quei due, prima di morire.
 morto! Con gli occhi fuori della testa, T. J. indietreggi.
Ma come?
Si  fatto scoppiare la testa con un colpo di rivoltella.
Un suicidio?
Fabro non rispose. Ora tutto era chiaro. Caresse doveva
aver detto a Graves dei registri. Involontariamente, forse,
mentre parlava di Pixley, come faceva spesso quando era
ubriaca, o per vantarsi dei tesori che possedeva. Qualche
allusione misteriosa riguardante preziosi oggetti conservati
nello stipo cinese. Era nel suo carattere divertirsi con un
argomento tanto pericoloso. Per non avrebbe mai detto
ci che contenevano i libri, perch questo avrebbe significato
la fine della sua carriera. S, doveva essere cos. Una parola
involontaria, una vanteria o un'allusione di cui Graves si
era ricordato.
Sent che T. J. mormorava dei nomi. Che cosa dici di
Gordon e di Blake? gli domand.
Se loro sapessero...
Loro non sanno quello che c' nei registri. Nessuno lo
sa. Socchiuse gli occhi. A meno che tu...
Non li ho aperti. Lo giuro.
Fabro cap che diceva la verit. Si volt verso l'inceneritore.
Che giochino pure ai poliziotti, se  questo che stanno
facendo. Alz il coperchio e vide delle piccole fiamme lambire
gli orli anneriti dei libri che ardevano l dentro.
Non arriveranno mai a scoprire niente.
Lasci ricadere il coperchio e si volse a T. J. Non potranno,
senza i registri. E tra dieci minuti sar come se
non fossero mai esistiti.
Spero proprio che tu abbia ragione.
Non l'ho sempre avuta? Pos una mano sulla spalla
magra, non curandosi dell'involontario gesto che fece T. J.
per tirarsi indietro. Hai fatto un bel lavoro. Cerc di
mettere del calore nella sua voce. E smettila di preoccuparti.
Sei salvo.
Spero certamente che... Si interruppe volgendo la testa
verso la scala. Irene stava scendendo. Indossava una vestaglia
rosa ovattata e delle pantofole pure rosa. I suoi capelli tirati
indietro, erano legati a coda di cavallo con un nastro rosa.
Senza rossetto sulle labbra e senza trucco, aveva un volto
innocente che pareva lavato di fresco. I suoi occhi erano
fissi su T. J.
Salvo da che cosa? domand.
Fabro attese, chiedendosi che cosa T. J. avrebbe risposto.
Ma non si ud nessuna risposta: T. J. pareva diventato muto.
Irene pass davanti alle fornaci e si ferm di fronte a
T. J. Non me lo vuoi dire? chiese piano.
T. J. sembrava impietrito.
Karl...
Ritorna a letto.
Gli occhi luminosi, spaventati e leggermente accusatori,
scrutarono il volto di Karl. Hai bruciato qualche cosa.
Delle carte.
Si sente odore di lana bruciata.
Be', allora  lana.
Perch?
Egli sogghign guardandola. Sarebbe meglio che tu lo
chiedessi a T. J.
No! grid lui. Io non lo dir mai.
Con aria sarcastica Fabro domand: Questo ti basta,
Irene?
No. Lo studi per un istante poi guard T. J., mentre
il suo volto si raddolciva. Lo so che vuoi proteggere Karl.
T. J. agit freneticamente la testa. Non ha niente a
che fare con Karl.
Oh, s, ne sono sicura invece. Gli pos una mano sul
braccio tremante. E io ho il diritto di sapere.
Gli occhi supplichevoli di T. J. s'incontrarono per una
frazione di secondo con quelli di Fabro che fu preso da un
brivido. E se avesse parlato? Che cosa ne sarebbe stato allora
della partita a scacchi? Che avrebbe fatto Irene? Ma T. J.
non avrebbe parlato. Stava allontanandosi da Irene dicendo:
Ti prego.  come ti ho detto prima. Indietreggi verso
una delle fornaci, fino alla scala. Non posso parlare, non
parler mai. I suoi occhi che lasciavano vedere quasi soltanto
il bianco si volsero imploranti verso Fabro: Posso
andare, ora?
Fabro grugn ironicamente:  l'idea migliore che ti sia
venuta stanotte.
T. J. sal le scale con passo malfermo e spar senza voltarsi
indietro. Irene rimase immobile, seguendolo con gli
occhi, il viso spaventato e compassionevole insieme. Guardandola
con occhi furiosi, Fabro si chiese come quel pulcino
nella stoppa potesse ispirare un simile sguardo. Istinto materno,
forse. L'istinto che fa prender cura dei passeri con
le zampine rotte e dei mongoloidi. L'istinto che la portava
a mischiarsi in cose che non la riguardavano. Sent una
vampata d'odio. Ma no, non odio. Disprezzo, per l'eterna
figura della madre con le glandole turgide di latte in cerca
di una bocca affamata.
Perbacco, Irene! esclam.
Stordita, come se si fosse svegliata da un profondo sonno,
cerc di fermare lo sguardo su di lui: S?
Hai dimenticato una cosa.
Quale?
Di dare un bacio a quel bastardo per augurargli la buona notte.
...
.
...
24. Richard Blake.
...
.
...
Col telefono color avorio tra la guancia e la spalla nuda,
la ragazza si pieg in avanti accendendo una du Maurier
con l'accenditore di bronzo, posato sul piano di vetro del
tavolino. I suoi capelli erano color mandarino, gli occhi
pesantemente cerchiati di azzurro e le unghie dipinte di
colore arancione bruciato. Indossava una vestaglia di seta
color limone e, per quanto poteva vedere Blake, niente altro.
Aspir la du Maurier, lasciando uscire il fumo dagli angoli
della bocca, e parl al telefono con voce rauca.
Ne sei certo, Sadie?
Ascolt un momento, poi un'aspra risata le gorgogli in
fondo alla gola. Sei matto? Telefoner alla squadra del
buon costume e verranno a prendermi! Rise di nuovo.
Be' grazie comunque. Alz una mano verso il ricevitore,
poi disse: Chi? Sid Barstow? Gi, forse lui potrebbe.
Pos il ricevitore e guard dall'altra parte del tavolino.
Sono gi nove telefonate. La seta color limone lasciava
scoperte le gambe fino alle snelle cosce abbronzate.
E questo Sid?
Ironica, soffi una nuvola di fumo verso di lui.
 certo che avete preso una cotta.
Vi ho detto che non  questo.
Gi, me lo avete detto. Sorrise divertita. Perch
non vi siete fatto dire il suo nome quando eravate a letto
con lei?
Non sono mai stato a letto con lei.
Allora spiegami questo, fratellino. La seta color limone
scivol da una spalla, mentre si curvava verso di lui con
gli occhi ironici: Come sai che ha un neo sul deretano, dalla
parte destra?
L'ho gi spiegato. Quando si tolse la pelliccia di visone
rimase...
La stridula risata le gorgogli nuovamente in gola. Lo
creder il giorno che faranno santa Polly Adler.
Bene. Le sorrise stancamente. Ho preso una cotta.
Dunque, volete chiamare Sid?
Se preparate le bibite. Si chin sul telefono, afferrando
in tempo i lembi della vestaglia. Per  strano.
Che cosa?
Mi pare che Josh mi avesse detto che facevate gli occhi
dolci a quella ragazza che hanno rovinato per l'affare della
Garnet.
 vero. Blake si alz e prese due bicchieri che erano
sul tavolino. Josh vi spiegher.
Il suo viso si oscur: Dovr spiegare una quantit di
cose. Continu a parlare mentre Blake andava verso la
cucina. Tutte le chiacchiere che hanno fatto i giornali su
Miller Place, per esempio. La sua voce lo segu nella piccola
sala da pranzo arredata in finta pelle. A quest'ora
tutta la citt si far mille domande intorno a sua moglie
e al mio ragazzo. E quel che vorrei sapere...
La porta di cucina tagli corto su quello che lei voleva
sapere. Blake pos i bicchieri sul ripiano cromato vicino
al lavandino, apr il frigo cromato togliendone il vassoio dei
cubetti di ghiaccio. Si sentiva stanco e stordito. Non sapeva
che spiegazioni avrebbe dato Josh e non se ne curava. Salvo
per quel che poteva riguardare la ragazza bionda. C'era
solo una via d'uscita, aveva detto Josh. I registri, intanto,
erano spariti. Vers della vodka e del tonico nei bicchieri.
Non sapeva neppure che cosa c'entravano i registri con la
morte di Caresse, n che cosa avrebbero potuto provare. Eppure
dovevano entrarci per qualche cosa, altrimenti non
sarebbero stati rubati. Pareva un rompicapo. E pareva tale
anche la bionda ragazza nuda.
Col gomito appoggiato al ripiano cromato, Blake pensava
all'ipotesi che si era formata nella sua mente, mentre stava
ascoltando le nuove telefonate di Yvonne. Era un'ipotesi
piuttosto stramba, ma non del tutto priva di senso. Non
pi di quanto ne aveva il fatto che delle ragazze bionde nude
si trovassero nella stanza di soggiorno di persone che non
conoscono.
Bevve un lungo sorso dal suo bicchiere e riesamin, punto
per punto, la sua ipotesi. Due punti solo avevano una certa
importanza. Il primo era la supposizione che la bionda fosse
stata mandata in casa sua, e non arrivata l per caso. Mandata
per indurlo ad allontanarsi dal suo studio e per conseguenza,
dal copione di Tigre nella notte, senza destare
sospetto. In tal modo si poteva spiegare perch si era
fermata sulla strada, invece di arrivare fino alla porta. La
sua nudit sotto la pelliccia di visone, doveva far parte del
piano per sedurlo.
Il secondo punto era un po' pi complicato. Si basava su
di un fatto e una supposizione. Il fatto era che qualcuno
aveva assassinato Caresse sulla scena. La supposizione era
che qualcuno, per compiere l'assassinio, doveva conoscere
esattamente come si sarebbe svolto il film. E l'unico modo
di saperlo era di leggere il copione.
Port di nuovo il bicchiere alle labbra. Non sapeva immaginare
se stesso, mentre spiegava la sua teoria al capitano
Walsh e al sergente Grimsby, ma pi vi pensava e meno gli
pareva assurda. L'assassino doveva leggere il copione e
leggerlo in tempo, in modo da poter eseguire il suo
piano. L'unico posto dove poteva averlo visto era nel suo
studio, quando era appena uscito dalla macchina da scrivere.
 per questo che aveva mandato avanti la signorina
Omaha, con la sua figuretta di ragazzina, nuda sotto la
pelliccia: per avere via libera.
Gordon aveva dunque ragione. La bionda era l'unica speranza
rimasta. Trovare lei, trovare poi chi le aveva dato
l'incarico, voleva dire scoprire l'assassino. Prese i bicchieri,
spinse col gomito la porta della cucina, attravers la saletta
da pranzo e ritorn nella stanza di soggiorno. Yvonne era
ancora seduta sul piccolo scrittoio bianco, col telefono stretto
fra la guancia e la spalla.
Credevo che foste morto, gli disse.
Blake pos i bicchieri sul tavolino: Che cos'ha detto,
Sid?
Stanno cercandolo.
Sentite, le disse, sedendosi di fronte a lei. Non si
potrebbe offrirgli un paio di centoni perch la trovi?
Lei rise: Sid li spende in caff, prima di colazione.
Deve aver della grana.
E delle pupe...
Volete dire che...
Gi. Le labbra scarlatte si torsero.  quello il tipo
che avrebbe dovuto dare il suo nome ai  Diritti dell'Uomo .
Col telefono contro la guancia, allung una mano verso
il bicchiere, mentre con l'altra stringeva la vestaglia di seta.
Guard il bicchiere aggrottando le sopracciglia, poi bevve
un sorso.
Vorrei sapere il perch.
Sapere che cosa?
Perch faccio questo.
Lo fate per Josh.
Vada a farsi friggere. Lo guard al di sopra del bicchiere,
con gli occhi cerchiati d'azzurro, con l'aria di apprezzarlo.
Che cosa accadr se non troviamo la bambola?
Non so...
Che cosa diresti se ci mettessimo insieme?
Non credo che Josh approverebbe.
Che diavolo importa? Vada a farsi friggere... S'interruppe,
per parlare nel telefono. Sid...
Ascolt per un certo tempo; quel che diceva Sid evidentemente
la divertiva. Fece la sua risatina gutturale. No,
senza scherzi: neppure per un centone. Ho un protettore
adesso. Si ferm di nuovo. S, una bionda.  per un
amico. Non sa il suo nome, ma lei  di Omaha. Circa venti
anni. Il tipo bambola di Dresda o come diavolo si dice.
Porta un crocifisso d'argento e...
S'interruppe di nuovo per ascoltare. Dov'? S, lo so.
Socchiuse gli occhi. Una pelliccia di visone?  quella.
Attese un istante poi si mise a parlare rapidamente: No,
Sid, non farlo.  solo un ragazzo... che la conosceva tanto
tempo fa. Lascia andare.
Pos il ricevitore. Sul suo volto non si leggeva nulla. Si
alz, pass davanti al tavolino e and verso una stanza in
fondo. Sotto la seta color limone le gambe nude e le natiche
si muovevano rapide. Imbarazzato e nello stesso tempo involontariamente
curioso di sapere se era veramente nuda sotto
la vestaglia, Blake la segu con lo sguardo.
Che vi ha detto della bionda? grid.
Yvonne spar senza rispondere. Blake si alz e la segu
nell'ingresso e nella vicina stanza da letto. Era davanti a
un armadio a specchio. La vestaglia giaceva ai suoi piedi.
Indossava un paio di mutandine di nylon e non portava reggiseno.
Tir fuori un abito dal guardaroba e se lo infil dalla
testa, facendolo scivolare sul suo corpo abbronzato.
Che cosa vi ha detto Sid? domand Blake.
Lei si chin per infilarsi le scarpe di lucertola col tacco
alto, poi prese una giacca da polo dall'armadio, se la gett
sulle spalle, prese dal cassettone rossetto, cipria e altre
cose, gettandole in una borsa, di lucertola come le scarpe.
In nome di Dio, che state facendo?
Vado fuori di qui.
Ma perch?
Il perch lo sapete.
Io non so niente.
Prese una bottiglia di acqua di colonia che portava
scritto sull'etichetta: Il mio peccato, e se ne vers un
po' sulle dita, passandosele poi sul collo, sotto le orecchie.
Sapete dove sono i depositi di asfalto di La Brea?
Verso Inglewood?
S.
Ebbene?
Si pass la matita color arancione bruciato sulle labbra,
poi mormor: Ci sono i poliziotti l.
Ma per che cosa?
Chiuse la borsa di lucertola e se l'appese al braccio.
C' un cadavere. Lo sfior passando per andare alla
porta.  una bionda con la pelliccia di visone. Sent ancora la sua voce spaventata, venire dall'ingresso: E niente sotto.
...
.
...
25. Irene Fabro.
...
.
...
Sette ... otto ... nove ...
Nello specchio guard le sue labbra pronunciare i numeri
che indicavano i colpi della spazzola d'argento sui suoi capelli
castani; vide, sotto la diafana camicia da notte, la
punta del seno destro rotare ad ogni colpo.
Dieci ... undici ... dodici ...
Se T. J. glielo dicesse. Se soltanto si decidesse a dirglielo.
Potrebbe aiutarlo, anche se fosse pericoloso e anche se il
pericolo fosse immediato e tremendo. Troverebbe il modo di aiutarlo.
Tredici ... quattordici ... quindici ...
Immediato e tremendo. Le parole la fecero fremere. Il
pericolo ricadeva addosso soltanto a T. J., fosse o no responsabile
Karl. Lo aveva capito, gi nella cantina. Rivide il
volto di Karl, come le era apparso in quel momento, quasi
invisibile nell'ombra, sardonico, irridente, deciso. Era riuscito
a togliersi dai guai, qualunque essi fossero, abbandonando T. J.
Sedici ... diciassette ... diciotto ...
Rivide il volto di T. J. e subito sent sorgere in s un'ondata
di tenerezza. Lo sentiva nelle sue braccia, come lo
aveva tenuto quel pomeriggio e di nuovo, come in quel momento,
lei pens al coniglietto che le avevano regalato quando
era ancora bambina e come, sotto le sue mani carezzevoli,
la morbida bestiola aveva smesso di agitarsi e si era rannicchiata
calda e tranquilla contro di lei. Ricord la testa di
T. J., appoggiata dove aveva riposato il coniglietto e vide
la punta del suo seno destro irrigidirsi lentamente.
Diciannove ... o amore mio ... amore ...
Pos la spazzola d'argento, osservando quel bottone rosato
rivelatore. Ebbene, perch no? se sentivano il bisogno di
essere uniti? Presto o tardi, in qualche modo, sarebbe giunto
il momento in cui il pericolo sarebbe svanito. Quello sarebbe
stato il momento. Si alz dal tavolino di toletta ed esamin
allo specchio il suo corpo che pareva d'avorio, sotto la seta.
Vide i seni fermi, che ora avevano entrambi la punta eretta,
la vita sottile e, in mezzo, il triangolo oscuro, sotto la curva
arrotondata dei fianchi. Pens ad altri occhi, i suoi occhi,
che l'avrebbero vista cos, e con questo pensiero, sent un
calore delizioso, un senso di fioritura come se gi...
Ud dei passi smorzati nel vestibolo e si gir di colpo,
voltando le spalle allo specchio. Afferr la vestaglia gettata
sul sedile e l'aveva appena infilata, quando Karl entr.
Sotto il suo vecchio accappatoio da bagno color porpora, si
vedevano i polpacci pelosi e i piedi nudi. Pass davanti al
letto e si affacci alla porta dello spogliatoio, ignorando,
almeno in apparenza, la sua confusione.
Ti ho portato qualche cosa da firmare.
Sempre tenendosi stretta la vestaglia, Irene sedette sul
sedile della toeletta. Lui le mise davanti un foglio dattiloscritto.
Che cos'? domand Irene.
Una procura. Pos una stilografica sul foglio. Cos
potr disporre delle tue azioni.
Ma, Karl, ti avevo detto...
Ho avuto delle grane, disse lui bruscamente, chinandosi
in modo da vedere il viso di lei nello specchio. All'assemblea
degli azionisti. Nel punto in cui si sarebbe dovuto
vedere la pelle e le costole, dentro l'ampio V formato dalla
vestaglia color porpora, c'era un groviglio di peli neri. Ho
bisogno del tuo appoggio.
Ti aiuter. E anche pap.
Pap appogger pap.
Ma non capisco... cominci, poi improvvisamente cap.
La Tigre nella notte?
Due milioni di dollari buttati al vento.
Devi passare i dividendi?
S, fece una smorfia mostrando i denti ingialliti dal
tabacco. Inoltre gli azionisti vogliono un capro espiatorio.
Qualcuno che possano sbudellare sotto il generale consenso.
Si appoggi su di lei, avvicinando il foglio dattiloscritto.
O Benjy o io.
Irene fiss il foglio senza vederlo. Sentiva sul collo il
suo alito caldo e il suo corpo caldo contro la spalla nuda.
Vuoi che sia io, Irene?
No, ma non voglio neanche che sia pap. Rabbrivid,
sentendo sulla sua carne i ruvidi peli del petto di lui. E
le azioni sono sue.
Te le ha regalate, no?
S.
La fiss come se volesse ipnotizzarla. E tu sei mia
moglie, no?
Ora, nello specchio, dentro la V dell'accappatoio color
porpora, vedeva la larga striscia vellosa che gli attraversava
verticalmente il ventre. Irene strinse ancor pi la vestaglia,
in preda al terrore e alla repulsione: era nudo, sotto l'accappatoio.
Be', non lo sei? domand Karl e lei vide nello specchio
la sua testa che annuiva.
Allora firma.
Ci volle tutto il suo coraggio, per scuotere la testa in
segno di diniego. Non posso, almeno finch non parlo con
pap.
Si prepar ad uno scoppio di collera, a sentire parole
sferzanti, anche a ricevere un colpo, ma nulla accadde.
Karl si raddrizz, guardandola pensoso, come se si fosse
quasi atteso la risposta.
Mi dispiace, disse lentamente, mi dispiace per te,
ma specialmente per T. J.
Che cosa vuoi dire?
Ti piace T. J., non  vero?
Lei si gir di colpo, fissandolo. Che cosa c'entra lui, in
tutto questo?
Credevo che avessi indovinato. I suoi occhi rotondi
erano ironici. Nell'ufficio e poi in cantina...
Ho capito che c'erano dei guai.
Il guaio  Caresse.
Un senso di paura gelida l'avvolse: T. J. e Caresse?
Me l'ha detto questo pomeriggio, rispose Karl, allungando
la mano verso la stilografica.
Vuoi dire che fu lui a uccidere...
Karl chin la testa. Stavo cercando di aiutarlo. Mise
il cappuccio alla penna. Ora non posso pi, devo salvare
me stesso.
Ma perch? grid Irene. Perch l'ha uccisa?
Ricatto.
Caresse... ricattava T. J.?
Da anni.  per questo che le mantenevo il contratto.
Guard accigliato la penna poi la infil nella tasca dell'accappatoio.
In modo da tenerla tranquilla per far piacere a
T. J.
Ma se lui la conosceva appena...
 vero.
Allora come poteva ricattarlo?
Lui la guard ironicamente: Hai mai letto la frase,
 offesa alla morale, nel Times, Irene?
Un bambino?
Bambini, rispose con l'aria pi naturale del mondo.
Due offese alla morale. A New York. Prese il foglio
dattiloscritto dal tavolo di toletta. In qualche modo Caresse
riusc a mettere le mani sui documenti. Pieg il
foglio. Erano quelli che stavamo bruciando.
Ma T. J. ama i bambini.
Forse un pochino troppo, a giudicare dalle apparenze.
Sapeva che mentiva, che doveva mentire. Grid selvaggiamente: Non ti credo! Distolse gli occhi dal petto
villoso, fissandoli sugli occhi indagatori dalle palpebre pesanti.
Conosco T. J., non farebbe mai... cose simili. E non
ucciderebbe mai.
Dovette ucciderla. Dopo che il tuo caro pap mi fece
disdire il contratto di Caresse. O bere o affogare.
Non ti credo.
Me l'hai gi detto.
Come ha fatto ad ucciderla?
Non lo so e non voglio saperlo.
Irene fissava il viso massiccio, tentando di leggerne l'espressione,
ma il viso non esprimeva niente. Non gli credeva, non
poteva credergli. Pure, se avesse detto la verit?
Mi dispiace che tu non voglia aiutarmi. Con le tue azioni,
avrei potuto salvarlo.
Altrimenti?
Te l'ho gi detto. La mia unica speranza  di farlo
entrare nell'organizzazione. Il mio amico fidato... un giuda
nell'organizzazione! Sorrise senza allegria. Potrei uscirne
come una specie di eroe-martire.
Ma le carte sono bruciate e anche le opzioni di Caresse.
Sarai coinvolto.
C' Pamela.
Pamela?
Dovr occuparmi di lei.
In cambio di non essere coinvolto?
 stata un'idea di T. J.
La cosa terribile era che pareva logico. Irene scosse la
testa, disperata. Stai mentendo, Karl.
Sotto le guance massicce i muscoli delle mascelle si contrassero.
Disse con voce calma: C' modo di provarlo.
Come?
Le pass davanti, alz il telefono rosa che era sulla toletta
e compose un numero. Al terzo squillo qualcuno rispose.
Karl disse: T. J.? e dopo una pausa prosegu: Irene
vuol farti una domanda. Le pass il telefono. Lei sent
un respiro dall'altro capo del filo. T. J.? Il respiro si fece
pi rapido. C' una cosa che devo sapere.
Irene, non posso...
La devo sapere ora, subito: hai ucciso Caresse?
Ud come un sibilo, come se T. J. avesse aspirato l'aria.
Karl dice che sei stato tu.
Te lo ha detto... lui?
Proprio ora. Attese, poi continu: Ti prego, T. J.,
dimmi la verit.
Dopo un tempo che parve un'eternit, lontana come se
provenisse da un altro pianeta, ud la voce di lui, debole e
disperata: S, Irene... io... l'ho uccisa.
Sent uno scatto. Il telefono era morto e lei pure. Sedeva
immobile, con la testa abbassata, senza vedere. Il suo corpo
si rattrapp come se improvvisamente fosse diventata vecchia.
Non ci sarebbe stato pi nulla per lei e T. J., per quanto
avessero potuto attendere. La vestaglia le si apr sulle ginocchia,
scivolando sul tappeto, ma lei non se ne cur. Sent
che Karl le toglieva dalle mani il telefono, sent che l'osservava.
Finalmente disse: Se firmo?...
Lo salver.
Lo prometti?
S, lo prometto. Pos il foglio. Firma sulla seconda
riga e in fondo alla pagina. Le porse la penna. Domani
lo far autenticare dai testimoni.
Con la penna sopra il foglio, Irene vide improvvisamente
il viso solcato e bonario di Benjy, con le rughe che il riso
gli segnava agli angoli degli occhi e della bocca. Era finita
con lui: non avrebbe potuto dargli nessuna spiegazione,
senza rivelare il segreto di T. J. Karl, dietro di lei, parve
leggerle nel pensiero. Andr tutto bene, con Benjy.
Gli si spezzer il cuore.
Le pos una mano sulla spalla. Non  possibile, non ha
cuore.
Ma s che lo ha, protest Irene con ostinazione infantile.
Lo conosco, dopo tutto  mio padre.
E io sono tuo marito. La palma di Karl, sulla sua spalla
nuda, era umida e appiccicosa. Su, firma.
Quella voce flemmatica, quella mano che l'accarezzava,
quella cosa terribile che riusciva a stento a credere, le facevano
correre brividi in tutto il corpo. Firm rapidamente.
Lui non si mosse: guardava il suo corpo, ora, con occhi umidi
e lucenti.
Firma anche sulla seconda riga, le disse. Irene riemp
lo spazio vuoto sulla seconda riga e respinse il foglio e la
penna. Ecco... La mano scivol dalla sua spalla, penetrando
sotto la camicia da notte e si strinse al seno.
Karl!
La circond con le braccia, attirandola contro il suo petto
e il suo ventre villoso. Vide riflesso nello specchio quel volto
di satiro dalle grosse labbra, astuto, avido, osceno. Oh, no,
ti prego... no... Le braccia aumentarono la stretta, la sollevarono.
Fermati! grid lei disperatamente. Non ho fatto ci
che volevi?
Il sedile davanti alla toletta, senza pi il peso della sua
persona, si capovolse, colpito dalle sue gambe nude che si
agitavano. Non tutto, rispose lui con voce rauca, non tutto...
...
.
...
26. Lisa Carson.
...
.
...
La donna-poliziotto era robusta e appariscente, di circa
cinquantanni. Si chiamava Agnes Keeney. Portava il busto
e le scarpe nere coi tacchi bassi, e respirava rapidamente per
aver camminato. Era terribilmente emozionata di trovarsi in
uno studio cinematografico. Emozionata da morire, cara,
ripet, mentre la sua grande mano calda teneva stretto saldamente
il braccio di Lisa Carson, perch sono una tifosa del cinema.
Stavano passando dal tetro corridoio che conduceva negli
uffici della direzione della Major. Nelle varie stanze da ricevere,
la luce dorata del sole dava risalto ai colori dei tappeti,
ma il corridoio era scarsamente illuminato e nell'aria stagnava
un odore di polvere e di stanto.
Ci vado ancora, tutti i sabati, continuava la signora
Keeney, come quando mi ci portava Mike, che Dio l'abbia in gloria.
Mike?
Il mio defunto marito, cara, il sergente Michael Keeney.
 stato ucciso durante una rissa, in uno spaccio di liquori.
Il suo preferito era Jimmy Cagney. Arrivarono ad una
svolta nel corridoio. E il mio ... ah, ecco il capitano Walsh.
Il capitano era in piedi accanto a una porta. I suoi occhi
color zucchero bruciato erano stanchi. 'Giorno, disse
Buongiorno a voi, capitano, rispose la signora Keeney.
La sua voce era una curiosa mescolanza di dolcezza sciropposa
e di duro accento irlandese. Avete una bella cera!
Non credo, borbott Walsh, sono stato alzato tutta la
notte. Accenn verso la porta, mentre la signora Keeney
apriva la bocca per parlare. Fate entrare la signorina
Carson, Agnes, deve sedersi nella prima fila.
S, capitano, rispose la signora Keeney, mentre faceva
passare Lisa. Appena entrata si ferm, guardando curiosamente
le file delle profonde poltrone di cuoio di Cordova e il
bianco schermo in fondo.  un vero piccolo teatro!
 una sala di proiezione, la inform Lisa. La signora
Keeney le lasci il braccio. Fate la brava, ora, mia cara.
Lisa prosegu sola verso la prima fila di poltrone. Una delle
due persone gi sedute era Josh Gordon. Sperava che l'altro
fosse Dick, ma non lo era. Era invece il sergente dal viso
impassibile che lo aveva colpito nella tenda: Grimsby. Sedette
accanto a Josh, che si era voltato a sorriderle.
Come vanno le cose ad Alcatraz? le domand. Lisa si
accorse di sorridere per la prima volta dal giorno prima. La
miglior cosa che ci sia  quando danno la libert. Il suo
sguardo cadde su qualche cosa di bianco, un'ingessatura che
gli fasciava la gamba sinistra, dalla coscia alla caviglia. Che
avete fatto?
Sono scivolato dalle scale.
Il sergente Grimsby, piegandosi in avanti aggiunse: Mentre
faceva lo scassinatore.
Lo scassinatore?
Josh annu allegramente. Il sergente mi ha identificato
per il topo d'albergo di Beverley Hills.
Be', signor Gordon... cominci il sergente, poi si interruppe,
guardando sopra la sua spalla. Lisa si volt e vide
Fabro e Lorrance che entravano in quel momento. La pelle
di Lorrance era color cenere, e aveva uno sguardo da bestia
inseguita. Pareva molto ammalato. La guard timidamente,
come spaventato, poi si afflosci in una delle poltrone accanto
al passaggio in mezzo.
Fabro si ferm presso di lei, posandole le sue grosse dita
sulla spalla.
Vi hanno trattata bene, signorina?
S, signor Fabro.
Vi faremo uscire presto.
Con le dita ancora sulla spalla di lei, guard Josh. Ho
sentito che hai giocato a fare il poliziotto.
Ho cercato di prender te, Fatso.
Le dita si strinsero, poi si staccarono. Fabro prese posto
accanto a Lorrance, lasciandosi dietro uno strano odore che
le ricord le gabbie dello zoo. Altre persone entravano in
sala, mettendosi a sedere: il signor Billings, capo dei fotografi,
Jenkins, l'uomo della stazione CBS della TV, Herbie,
Phil Alton, Basil Trabert, Chuck Eastman e tre o quattro
altri che non conosceva. Alcuni vennero a parlarle, alcuni
no. La sala era quasi piena quando entr Dick trafelato, la
vide e si butt nella poltrona vicino al passaggio, accanto a
lei. Le prese la mano: Lisa, bambina...
Va tutto bene, tesoro.
Non ti hanno...
Sono stati tutti gentili con me.
Non mi hanno permesso di vederti.
Non mi hanno lasciato veder nessuno.
L'accusato, disse il sergente Grimsby, piegandosi sopra
Josh, non deve comunicare con nessuno, secondo l'articolo
531 del codice penale.
Dick parve accorgersi di lui e del pubblico per la prima
volta. Guard Josh, esclamando: La ragazza nuda!
Ho letto i giornali, rispose Josh.
Ma non mi avevi detto...
Dopo, disse Josh.
Ma allora vuol dire...
Taci. Lo sceriffo di Dry Gulch sta per rivolgerci un
discorso.
Lo sceriffo era il capitano Walsh. Si era portato nel
mezzo della sala, sul tappeto color nocciola che si stendeva
dalla prima fila delle poltrone fino allo schermo. Si schiar
la gola, poi cominci: Vorrei dire due parole.
Il mormorio delle conversazioni tacque. Dick strinse la
mano di Lisa e le si fece pi vicino. Lei sussurr: Che
cos' tutto questo...?
Sssst! fece il sergente e il capitano Walsh cominci:
Dobbiamo riportarci prima a quello che  accaduto ieri.
L'assassinio della signorina Garnet. Non c' dubbio che i due
proiettili che la uccisero provenivano dalla Webley, che le
fu scaricata addosso dalla signorina Carson, secondo le
indicazioni del copione. Inoltre, non c' dubbio che la Webley
era caricata a salve, quando fu appesa al palo della tenda,
prima che la scena avesse inizio. Perci tra il momento in
cui la rivoltella fu appesa al palo e il momento in cui fece
fuoco, si caric da sola. Come, non lo sappiamo.
Si ferm un momento, con aria pensosa, guardandosi in
giro. Il suo sguardo si pos su Josh, poi su Dick. Con un
mezzo sorriso prosegu:
Qualcuno di voi ha cercato di spiegare il mistero, ma
il signor Fabro qui presente,  stato il primo a darci un'idea
che si potrebbe accettare. Volse gli occhi verso Fabro,
che guardava fisso innanzi a s, il massiccio viso impassibile.
Per suo interessamento, abbiamo convocato gli addetti al
technicolor, per proiettare parte del film che  stato girato
ieri mattina. Quella parte che fu ripresa prima, durante e
dopo il delitto.
Un mormorio di voci, basso ma pieno di agitazione, riemp
la sala. Il capitano Walsh alz una mano, dicendo: Aspettate.
Le voci tacquero.
Ora io desidero questo, riprese il capitano, se notate
qualche cosa che non va, che non  come dovrebbe essere,
me lo direte. Il signor Eastman... Tutti si voltarono verso
Chuck Eastman seduto davanti ai comandi di inizio e di
arresto, ... proietter il film. A una parola di qualcuno di
voi si fermer e potremo nuovamente proiettare quello
che avete visto, per renderci conto se vi  qualche cosa che
non va. Avete qualche osservazione da fare?
Dal fondo della sala, Basil Trabert domand: Ma che
cosa dobbiamo vedere, esattamente?
Se lo sapessi, non sarei qui, rispose Walsh. Per
la cosa principale  di vedere se qualcuno prese in mano la
rivoltella, prima della signorina Carson.
Walsh attese, ma non vi furono altre domande.
Allora, signor Eastman, quando siete pronto...
Sedette vicino a Fabro, nella prima fila. Le luci si spensero.
Lisa sent Josh Gordon muoversi vicino a lei, stendere
una mano, passandole davanti, con qualche cosa che fece un
leggero fruscio. Con gli occhi ancora accecati dall'improvvisa
oscurit sent, pi che vedere, Dick prendere questo qualche
cosa. Che cos'? cominci a dire Dick, ma in quel momento
lo schermo si illumin e Lisa vide che la cosa era una
busta di forma allungata.
 importante, sussurr Gordon.
Dick si infil la busta in tasca. Il sergente Grimsby disse:
Zitti! S, signore, rispose Josh e si mise a guardare
lo schermo. Anche Lisa guard.
Era la scena in cui i due portatori di barella stavano ritornando
al campo con Caresse. Camminavano lungo un sentiero
bordato d'erba e i loro piedi non facevano rumore sulla
terra soffice che aveva un colore violaceo, nella prima copia,
non troppo curata del technicolor. I loro dorsi passavano
alternativamente dal bruno carico al color cannella, secondo
si trovavano nelle macchie d'ombra o in piena luce. Si fermarono
in una piccola radura, posarono la barella al suolo
e scesero lungo un pendio erboso, fino a uno stagno d'acqua
scura. Invece di seguirli, la macchina da presa indugi sulla
barella, dove Caresse giaceva sotto la coperta di lana, con
gli occhi chiusi, simulando lo svenimento. La macchina si
era avvicinata ancora, finch la testa di Caresse occupava
tutto lo spazio dello schermo. Lentamente i grandi occhi si
aprirono, guardarono cautamente verso la direzione presa
dai portatori e, quasi nello stesso istante, la colonna sonora
registr due colpi di fucile in lontananza.
Le labbra di Caresse, color del melograno sul pallore
del volto s'incresparono in un sorriso maligno, cattivo e
quasi sensuale, che dimostrava il piacere che provava per
essere liberata dal marito. Sorrideva ancora quando la macchina
la lasci, inquadrando i portatori che bevevano allo
stagno della giungla. Bevevano avidamente, nelle mani a
coppa. Poi il pi giovane dei due s'inoltr nello stagno, per
riempire un otre di grossa tela, per Caresse, senza dubbio.
Improvvisamente si udirono tre forti detonazioni, molto vicine.
I portatori, allarmati, si scambiarono uno sguardo e si arrampicarono
sulla riva, riprendendo la barella. La macchina,
che li aveva seguiti, si spost su Caresse per una ripresa
finale. Con gli occhi chiusi, il viso sereno, faceva nuovamente
finta di essere svenuta. Un braccio le scivol fuori della barella
e lei lo lasci dondolare inerte. Poi Caresse e i portatori, che
ora trottavano come cavalli, scomparvero alla vista, circondati
dal groviglio dei cespugli. La colonna sonora registr
la voce di Josh Gordon. Alt! e grazie.
Una bianca luce abbagliante inond per un istante lo
schermo, su cui apparvero dei numeri in rapida sequenza
alla rovescia: 10 9 8 7 6. Un altro brano del film stava per
essere proiettato. Lisa sent un improvviso malessere allo
stomaco. Ci doveva essere la scena dell'accampamento. La
scena dell'assassinio. Doveva aver stretto le dita, perch
sent Dick rispondere alla sua pressione. Si videro ancora
dei numeri: 5 4 3 2 1, poi la luce bianca abbagliante fu
sostituita dal colore. Dietro all'uomo che teneva la lavagna
su cui era scritto: scena 931 A - "Tigre nella notte" -
Regista: Gordon, Lisa pot vedere il fuoco dell'accampamento
con attorno gli indigeni, le tre tende nello sfondo e
il palo da cui pendeva la fondina contenente la rivoltella.
L'uomo alz il braccio mobile posto sopra la lavagna, lo
port in basso e corse via.
Ora Ashton Graves avrebbe dovuto uscire zoppicando dalla
tenda dei cacciatori, ma non si vide. Non accadde niente;
gli indigeni rimasero immobili accanto al fuoco. La scena
avrebbe potuto essere un fotogramma a colori, se non fosse
stato per il fumo che si alzava dalla legna che bruciava.
Tutta protesa a guardare, Lisa, con spavento, si sent sola
nella buia sala di proiezione. Non udiva niente, neppure un
respiro. Un'ondata gelida di paura la invase, peggiore di
quella che aveva provato durante la lunga notte passata nella
triste camera d'albergo dove l'avevano portata. Questa poteva
essere la sua unica speranza. Perch non succedeva niente?
Si ud la voce irritata di Josh Gordon sulla colonna sonora.
Qualcuno sposti quella fondina pi avanti, in modo
che sia visibile. Il dorso di un uomo blocc lo schermo poi
la sua grandezza diminu mentre passava di corsa vicino al
fuoco, verso il palo della tenda. Era Dick. Lisa improvvisamente
ricord perch la scena si era fermata: per mettere la
fondina nel punto giusto. Lo guard mentre tendeva la mano
verso la fondina e la staccava dal chiodo. La prese in mano
e afferr la Webley che stava per scivolare fuori. Tenendo
la rivoltella stretta contro il petto, Dick volt le spalle alla
macchina. Lisa ora non poteva pi vedere quello che stava
facendo. Bruscamente Josh Gordon si appoggi su di lei,
spingendo con forza Dick per una spalla. Presto! sussurr,
in Miller Place!
Lisa sent che la mano di Dick abbandonava la sua, mentre
si alzava in piedi e si avviava lungo il passaggio fra le
poltrone. Sullo schermo, stava ancora armeggiando con la
rivoltella. Una voce, a destra di Lisa, url: Fermate il
film! Un'altra voce grid: Luce! Si alz uno strepito di
voci. Lisa si volt verso il passaggio e in quell'istante vide
chiudersi la porta della sala di proiezione. Sent la voce di
Fabro, rauca per la collera, gridare: Prendetelo, qualcuno
di voi! Prendetelo! Vicino a lei si ud uno schianto. Il
sergente Grimsby aveva inciampato nella gamba ingessata
di Josh. Il capitano Walsh si avvicin a loro mentre il sergente
si rialzava. Non importa correre, disse il capitano,
segnalatelo a tutte le stazioni.
Il sergente Grimsby and verso il telefono, posato sulla
scrivania dov'erano i comandi. Il capitano Walsh guardava
Josh, col viso stanco rabbuiato.
Cos era Blake, disse.
Sembra proprio, rispose Josh.
Lisa si sent tremare, le parve di star male. Non poteva
essere, no, non era vero. Pure, in quale altro modo la rivoltella avrebbe potuto essere caricata?
...
.
...
27. Richard Blake.
...
.
...
Il vetro tintinn contro il vetro, mentre posava il bicchiere
ancora pieno a met di vodka e tonico, sul tavolino,
vicino a quello di Yvonne, vuoto da lungo tempo. Il liquore
non serviva. I suoi nervi vibravano come fili dell'alta tensione
durante un uragano. Si sentiva come Dillinger, nascosto in
un appartamento, in attesa di un ultimo scontro disperato
contro l'FBI. Soltanto che lui, a differenza di Dillinger, era
in preda al terrore. Non voleva combattere con nessuno, e
neppure venire ucciso.
E allora, perch diavolo era fuggito?
Che domanda! Avrebbe dovuto rivolgersela tre ore prima.
Ma la fuga era stata cos assurdamente facile. Guard accigliato
il bicchiere semivuoto. Come avevano potuto dimenticare,
lui, Josh e gli altri, che era stato lui a mettere a posto
la fondina? Forse perch tutti, cercando di ricordare quello
che era accaduto durante la scena, si erano concentrati sul
momento in cui Caresse era stata uccisa, pensando chi poteva
aver compiuto il delitto, piuttosto che sul come era stato possibile
effettuarlo. Il film, ora, aveva dato sia l'una che l'altra spiegazione.
Guard l'orologio elettrico sopra il finto camino. Erano le
due e trentasei. Si chin sopra la busta datagli da Gordon,
nella sala di proiezione. Sul retro, con la matita, Josh aveva
scarabocchiato queste parole:
Scrivo dall'ospedale. La polizia irritata, ha messo un uomo
a sorvegliarmi, ma riuscir in qualche modo a farti pervenire
questo. Credevo che tutto fosse rovinato, i registri spariti,
la bionda morta, ma mi  venuta un'idea, proprio ora!
Quattro cose:
Dai a Herbie la foto di Pixley.  un ordine. Lui sa che
cosa fare. Compra le scatole di proiettili della Webley. Palle
mettere da parte da Orthman, senza toccarle. Chiedi a
Selig informazioni sulle pistole da duello. Segui Fabro alla
cerimonia della consegna del premio dell'Accademia.
Evviva la scuola di investigazione alla rovescia!
Josh.
Blake aggrott la fronte con aria infelice, davanti alla
calligrafia appena leggibile. Era ovvio che Gordon aveva in
mente qualche cosa, ma non aveva idea di che cosa si trattasse.
Le quattro cose che avrebbe dovuto fare non gli dicevano
niente, non gli davano nessun chiarimento. Inoltre, non poteva
eseguirne nessuna, ora che era ricercato. Per quanto
lo riguardava, le porte della scuola d'investigazione alla
rovescia, si erano chiuse per sempre.
Perch diavolo era fuggito?
Pens di nuovo a Lisa: non andava meglio che pensare a
se stesso. Anche lei ormai lo riteneva colpevole. Il film, per
quanto avesse potuto darvi soltanto un breve sguardo, lo
condannava. Lasciar scivolare la rivoltella fuori della fondina
e poi tenerla stretta contro il petto, seminascosta
dalle braccia e dal suo fianco sinistro! Ricord di aver maneggiato
la Webley per quasi mezzo minuto. Tempo pi
che sufficiente per introdurre nel caricatore un paio di proiettili.
Un campanello squill da qualche parte e vodka e tonico
traboccarono dal bicchiere, bagnandogli il dorso della mano.
Il campanello squill di nuovo. Con la mano stretta intorno
al bicchiere, Dick and a passi cauti nella stanza di soggiorno
e, in punta di piedi arriv fino alla porta di entrata. Sapeva
che era la polizia. Avrebbe voluto spiare dalla finestra, a
destra della porta, nascosto dalla tenda di chintz, ma aveva
paura che gli sparassero alla testa. Il campanello suon per
la terza volta. Apr appena una fessura della porta, ma
invece di una scarica di proiettili da .38, Herbie entr nell'appartamento.
Dietro c'era Lisa. Con un grido soffocato, la
ragazza gli corse incontro.
Oh, amore... amore mio!
Lo baci sulla guancia, poi sulle labbra. Odorava di gelsomino
e di pino selvatico. Appoggi la guancia contro quella di lui.
Mio povero piccolo!
Lisa...!
Calmati, tesoro.
Io... credevo che fossero i poliziotti.
Ho forse l'aspetto di un piedipiatti?
No.
Non cullarti nell'idea che non ti stiano cercando, per,
disse Herbie. Il suo volto, di solito roseo, era pallido. Ti
hanno segnalato dappertutto.
Dov' Josh?
All'ospedale, rispose Herbie, o in prigione.
In prigione?
Pare che abbia fatto lo sgambetto al sergente Grimsby,
disse Lisa, mentre tu stavi scappando.
Vi ha mandato lui?
Ha mandato me, fece Herbie. Si avvicin al tavolino,
guardando triste il bicchiere che vi era posato sopra. Non
c' dell'altro liquore?
La bottiglia  in cucina.
Herbie and in cucina. Blake torn verso Lisa. Perch
sei venuta?
Lo desideravo tanto.
Non credi che l'abbia uccisa io?
No certamente.
Ma, il film...
Tu non hai mai pensato che sia stata io a ucciderla, non  vero?
No.
Allora, perch io dovrei pensare che sei stato tu?
Guardando quegli occhi verde-grigio, teneri e insieme
leggermente motteggiatori sotto le ciglia scure, Blake sent
che muscoli e nervi si rilassavano. Non ti merito, disse
con voce rotta.
Herbie ritorn dalla cucina con la bottiglia della vodka
in una mano e un bicchiere nell'altra. Non meriti neppure
me, disse con voce allegra.
Mi credi colpevole?
Chi si cura di quello che pensa un aiuto regista? Evidentemente
Herbie aveva gi bevuto. Aveva due macchie
rosse sugli zigomi. Per prima cosa bisogna pensare alla
fotografia.
Quella di Pixley?
E di chi altro?
Blake si tolse di tasca la fotografia e la diede a Herbie.
A che cosa serve? domand Lisa. Blake indic la busta sul
tavolino. Tutto quello che so  ci che Josh ha scritto l
sopra. Lisa prese in mano la busta.
Herbie stava esaminando la foto. Diede un'occhiata alla
dedica: Le mie parole si eleveranno dalle mie ceneri,
Caresse, per cantare il mio amore! Alz gli occhi stupito.
Che cosa vuol dire?
Era un poeta, spieg Blake.
Approvando con la testa, come se questo spiegasse ogni
cosa, Herbie disse:  piuttosto somigliante.
Chi?
Herbie and alla porta, l'apr e grid: Forbes! Subito
comparve sulla soglia un uomo allampanato con una vecchia
giacca blu da crociera e calzoni di flanella scoloriti. Al collo
aveva una sciarpa di seta e portava sandali aperti sui piedi nudi.
Fermati l, disse Herbie.
Bene, rispose l'uomo con aria teatrale e con un forte
accento inglese. Di faccia? Di profilo?
Rimani cos come sei. Herbie guard la fotografia, poi
l'uomo, poi ancora la fotografia.  molto somigliante.
Porse la foto a Blake.
Non era molto somigliante, pens Blake. L'uomo era pi
giovane e il viso non aveva la folle espressione profetica di
Pixley. Per una certa rassomiglianza c'era.
Che cosa ne pensi? domand Herbie.
Si rassomigliano un po'
Allora Josh ha del lavoro per lui.
Lisa li osservava. Che specie di lavoro?
Grazie, bella signora, disse l'uomo.  esattamente
quello che volevo chiarire.
E dai con questo chiarimento, fece Herbie. Quello
che  importante lo sai gi.
Ah, s; i cinquecento dollari. Gli occhi dell'uomo scivolarono
su Blake, su Lisa, poi si fermarono sulla bottiglia
di vodka, sul tavolino. Accetto.
Benissimo, gli disse Herbie. Torna alla macchina.
L'uomo non si mosse. Non potrei... cominci e toss
timidamente, una piccola libazione, per sigillare il contratto?
Herbie vers una generosa dose in un bicchiere. L'uomo
accett e disse: Salute. Inghiottito il liquore d'un fiato,
restitu il bicchiere dicendo:  stato un piacere, e si
diresse alla porta. Herbie si vers un'altra libazione.
E se chiama i poliziotti? disse Blake.
Herbie sbuff: Per cinquecento dollari metterebbe la regina
madre in un postribolo argentino.
 questo che deve fare? domand Lisa.
Non lo so.
Josh ti deve aver detto qualche cosa.
Mi disse di portare qui Forbes, Herbie inghiott il suo
liquore, e, se c'era una certa rassomiglianza con Pixley,
di portarlo nello Studio, perch fosse truccato in modo da
somigliargli esattamente.
E poi?
Josh disse che me lo avrebbe spiegato in seguito.
Questo  tutto?
Tutto per quel che riguarda Forbes e Pixley. Herbie aggrott la fronte. Eccettuato una cosa.  una pazzia.
Che cosa?
Herbie esit. Be', Josh disse che sarebbe stato...
Che cosa?
Il primo caso di assassinio nella storia, risolto da un morto.
...
.
...
28. Lisa Carson.
...
.
...
Camminava in punta di piedi lungo il passaggio tra le poltrone del teatro come in un sogno.
Ma non era un sogno.
Il teatro esisteva veramente e cos pure le file digradanti
di facce bianche, che osservavano, intente, il palcoscenico
inondato di luce, col suo enorme Oscar dorato. Dick, camminava
cupo accanto a lei, come seguisse un funerale, nel
logoro vestito che aveva noleggiato al Western Costume.
La strana sensazione d'irrealt divenne meno intensa,
mentre prendeva posto nella fila GG e si sedeva nella poltrona
pi interna delle due che erano fortunatamente vicino al passaggio.
Era come aver trovato un nascondiglio. Sent che
Dick si sedeva accanto a lei. Senza parere, si guard attorno.
Nessuno la guardava. Le facce che vedeva come annebbiate,
erano tutte rivolte verso il palcoscenico. Guard Dick. Con
la figura rigida, il viso pallido e l'espressione apatica, sembrava
imbalsamato. Cerc la sua mano e strinse le dita gelide.
Hai paura, tesoro?
Cristo, s, rispose. Mi aspettavo una palla nella schiena
ad ogni passo...
Ssst! sibil una voce dietro di loro. Un uomo era
apparso sul palcoscenico. Un uomo con spalle massicce e rosso
come un tacchino. Sembrava uno scaricatore. Era Carleton
Beatty, un regista noto per la sua sensibilit e presidente
dell'Accademia. Attravers il palco dove sarebbero stati consegnati
i premi, pos un foglio, si mise gli occhiali cerchiati
di tartaruga e si volt dalla parte donde era venuto. Un uomo
era l di servizio, in giacca da sera e con gli auricolari.
Dick cominci: Credi che qualcuno...
Ssst! sibil la voce.
L'uomo in giacca da sera alz un braccio sopra la testa.
Tremilaseicento spettatori attendevano in silenzio. Trascorsero
dieci secondi. Il braccio discese, formando un drammatico
arco e rimase puntato verso il palco dei premi. Ora gli
spettatori erano settantacinque milioni. Carleton Beatty si
schiar la gola.
Buona sera, disse, le idi di marzo sono di nuovo ritornate
e secondo l'usanza dell'Accademia delle Arti e delle
Scienze Cinematografiche, fin dal 1928, noi ci siamo riuniti
non per seppellire i Cesari della nostra industria, ma per...
La pressione sulla sua mano la fece voltare verso Dick,
che, a sua volta, guardava verso una delle file di centro, in
fondo al teatro. Vide la massiccia figura di Karl Fabro, al
quale la luce metteva sulle guance una sfumatura bluastra
e vicino a lui, la donna grassoccia che era sua moglie di cui
non riusciva a ricordare il nome. Vicino a lei c'era un posto
vuoto. Era per T. J. Lorrance, immagin, chiedendosi dove
fosse mai. Guard ancora Dick. Fissava sempre Fabro con
aria perplessa.
Anche lei era perplessa. Segui Fabro alla cerimonia del
Premio dell'Accademia, era scritto nella nota di Josh Gordon,
Seguirlo dove? E perch? Non c'era senso eccetto quello di
un pazzo capriccio da parte di Josh. Peggio che pazzo. Era
praticamente un suicidio per Dick, con tutta la polizia della
citt mobilitata alla sua ricerca.
Mentre sentiva confusamente la voce di Carleton Beatty
che diceva: ... Qui, dove una galassia di talenti creativi, mai
sorpassati in nessuna altra parte del mondo, nel tempo o...
Lisa vedeva la nota davanti agli occhi. Tutto quello che
Josh aveva scritto frettolosamente sulla busta era un rompicapo,
anche se, con Herbie, aveva fatto due delle cose che,
in origine, erano state assegnate a Dick. Aveva ascoltato
Herbie, mentre diceva a Selig, l'allampanato falegname
dello Studio, di portare le pistole da duello nella sala di proiezione
della direzione, quella stessa sera alle dieci. Aveva pure
sentito quando Herbie persuadeva il signor Orthman, uno
gnomo emerso dall'oscurit del suo strano emporio di armi,
di portare le scatole dei proiettili della Webley nella sala
di proiezione sempre a quell'ora.
Il cupo rimbombo degli applausi riemp il teatro. Carleton
Beatty aveva finito il suo discorso.
I proiettili della Webley, le pistole da duello, e un attore
che somigliava a un poeta morto. Come si incastravano nel
rompicapo? Herbie non lo sapeva certamente. Lisa ricord
le sue parole, dopo che, nell'appartamento, aveva ripetuto
quella misteriosa frase di Josh e cio che quell'assassinio
sarebbe stato il primo caso nella storia risolto da un morto.
Herbie aveva confessato di non avere alcuna idea di ci che
questo significava. Poi aveva parlato a Dick degli accordi presi con Selig e Orthman.
Perch alle dieci in sala di proiezione? aveva domandato Dick.
Per i pezzi al rallentatore.
I pezzi al rallentatore?
S, del film.
Magnifico, aveva detto Dick come se ascoltasse una
lingua sconosciuta. Proprio quello che ci vuole.
Una musica di violini e flauti si alz dall'orchestra. Una
ragazza abbronzata, in abito bianco, apparve sulla scena.
Era Doris Day. Cominci a cantare la prima canzone del
programma: Oh, specchio, specchio, dimmi il vero...
Poi Herbie, ricordava, aveva dato a Dick i due biglietti
per la cerimonia dell'Accademia. Per te e Lisa.
Per amor del cielo, non possiamo andarvi.
Josh ha detto che devi andarci.
Ma mi acciufferanno.
Dice che quello  l'ultimo posto dove i poliziotti penseranno
di guardare.
 pi probabile che sia l'ultimo posto dove mi recher.
Herbie aveva battuto sulla spalla di Dick. Pensa alla
storia che potrai scrivere, quando tutto sar finito.
Certo, aveva risposto Dick. Il titolo sar:  Camera
a gas , Dopo era ricaduto sul divano e Herbie se n'era
andato. E lei...
L'applauso a Doris Day si ripercosse sulle file delle poltrone,
come l'onda che si rompe contro una scogliera.
Lisa ricord quello che era successo dopo che Herbie se
ne era andato. In qualche parte ci doveva essere un indizio.
A meno che Josh si divertisse a fare un macabro scherzo.
Si era seduta accanto a Dick sul divano, facendosi raccontare
ogni cosa da principio: della ragazza bionda nuda, del povero
Ashton Graves e di Edgar Allan Pixley. E anche della casa
di Caresse e dei suoi libri magici.
Ripass tutto nella sua memoria, conscia solo a intervalli
delle altre canzoni del programma, dei premi assegnati a
cortometraggi, effetti speciali, registrazioni sonore, scenografia,
cinematografia. Si sofferm a lungo a pensare alla ragazza
bionda. Per quella, almeno c'era una certa coerenza,
se, beninteso, l'assassino aveva voluto sapere quello che Dick
stava scrivendo. Doveva essere cos: altrimenti non l'avrebbe
poi uccisa. ... E il vincitore ... Tab Hunter strapp la
lunga busta estraendone un foglietto. Edith Head!
Una piccola donna dall'aria decisa, con enormi occhiali
scuri, pass davanti a Dick, lungo il corridoio tra le poltrone,
sal i gradini del palcoscenico e ricevette il premio per il
miglior costume, ripreso in bianco e nero.
Lisa cercava di mettere a posto i pezzi del rompicapo. Ma
non ci riusciva. Erano ancora estranei uno all'altro, come
al momento che era andata da Dick nell'appartamento. Avevano
esaminato tutto parecchie volte, finch lui si era dichiarato battuto.
Sono rovinato.
No, non lo sei, tesoro.
S, lo sono, sono perduto: non c' nessuna via d'uscita.
Josh dice che c'.
Gli hanno fatto prendere troppa codeina.
Forse  quello che ci voleva.
Quello che ci vuole  il capitano Walsh.
Dobbiamo andare all'Accademia.
Forse lo troveremo l.
Allora ci vai?
Gli riusc di fare un bieco sogghigno: Perch no? Non
ho pi niente da perdere ormai.
Poi Lisa era uscita per cambiarsi e per noleggiare l'abito
per Dick all'Agenzia dei Costumi Western, poich non osava
rientrare in casa sua. Quando ritorn, lui dormiva scomodamente
raggomitolato sul divano. Erano soltanto le cinque.
Trov delle lenzuola pulite, nella stanza da letto. Quando il
letto matrimoniale fu pronto, riusc a condurvi Dick, ancora
mezzo addormentato. Lo aiut a spogliarsi e a mettersi a letto,
poi, senza saper come, si trov spogliata e sdraiata accanto
a lui, che non era pi mezzo addormentato. I seni e i fianchi
di Lisa vibrarono al ricordo. Questo almeno era un rompicapo
che avevano risolto, e per un po' di tempo aveva fatto svanire
tutti gli altri. Ripensandoci, strinse istintivamente la mano
di Dick che rispose alla stretta con raddoppiata energia. Le
faceva male alla mano. Lo guard e vide che- aveva gli
occhi fissi sul palcoscenico.
Kim Novak si trovava ora sul palco della premiazione. Le
spalle e il seno di un bianco avorio, emergevano dal corpetto
dell'abito da sera rosso ciliegia. Aveva tra le mani un foglio
e stava dicendo con la sua voce rauca: ... I nominativi per
i migliori soggetti cinematografici. Poi lesse: Lester Beals,
"L'immagine infranta", Grant-Wild Productions. Karl Fabro,
"La volpe nella vigna", Major Pictures. Abraham Igoe
e Kurt Jacks, "Il volto di..."
Lisa si volse a guardare Karl Fabro. Curvo nella sua poltrona,
con gli occhi gonfi semichiusi, pareva estraneo a quello
che gli accadeva intorno. La voce gutturale di Kim Novak
stava dicendo: ... Alfred Penn Weston, "Tempesta notturna",
Metro Golwyn Mayer. E il vincitore ...
... Karl Fabro, lesse Kim Novak dal foglio estratto
dalla busta che aveva aperto. Pos il foglio e alz lo sguardo
sorridente verso gli spettatori. Si ud un cupo rombo di battimani
e tutte le teste si volsero, mentre Fabro si alzava a
fatica dalla poltrona e s'incamminava lungo il passaggio pi
lontano, con passo lento e strascicato, da orso. Sorrideva e
faceva cenni di saluto alle persone che incontrava.
Un mormorio di voci vicine distolse l'attenzione di Lisa
dalle pesanti spalle che ondeggiavano ad ogni passo. Nel
passaggio vicino alla poltrona di Dick stava avanzando una
figura che pareva uscita da un cimitero. Era lo spettro di
un uomo, dal viso bianco come la cera, con un abito che
pareva roso dalla ruggine, i capelli neri, umidi, appiccicati
al cranio. Gli occhi neri sul viso smunto parevano quelli di
un pazzo.
Per un attimo terrificante, Lisa pens che fosse il poeta
morto, Edgar Allan Pixley. Poi, mentre la figura passava
oltre Dick, mantenendosi all'altezza di Fabro, Lisa ricord
l'attore inglese che Herbie aveva condotto nell'appartamento.
Ma che cosa faceva in teatro? Guard Dick. Teneva gli occhi
fissi su Fabro. Il mormorio si diffuse per tutto il teatro, ma
se Fabro lo ud, dovette considerarlo come parte dell'ovazione
che gli tributavano. Con un largo sorriso, cominci a salire
i gradini del palco, dall'altra estremit. Nello stesso momento,
la grottesca ombra, cominci a salire quelli dalla parte pi
vicina a Lisa. Kim Novak gir la bionda testa da uno all'altro,
con gli occhi azzurri spaventati e un sorriso stereotipato.
Le due figure arrivarono sul palco, si voltarono contemporaneamente
verso il palco dei premi e vi si diressero.
Solo dopo aver fatto due passi, Fabro si accorse della figura
che veniva verso di lui. Fece un altro passo, poi un altro,
esitando, mentre sul viso gli si dipingeva una strana espressione
di meraviglia, come se avesse riconosciuto quella figura.
Pixley, come lo considerava Lisa, continu il suo cammino,
apparentemente senza vedere affatto Fabro. Fermatosi, mentre
stava per fare un passo, Fabro lo guard fisso, immobilizzato
nell'atteggiamento circospetto di un animale che avverte il pericolo,
Pixley continuava ad avanzare. No, disse Fabro
piano, no. Ma, mentre Pixley gli si avvicinava sempre pi,
il panico gli alter i lineamenti. Con le labbra tremanti, gli
occhi strettamente chiusi grid: No... oh no... e abbassando
la testa si volt di scatto andando a sbattere ciecamente contro
lo scenario di fondo. Danny Kaye, che si trovava l, cerc
di afferrarlo per un braccio, ma egli scost bruscamente la
mano tesa e scomparve.
Le tremilaseicento persone in sala, rimasero in silenzio,
un silenzio pieno di perplessit e senza dubbio rimasero cos
anche gli altri settantacinque milioni di persone. Lisa tocc
Dick sulla spalla: Ma perch... cominci a dire. Zitta,
fece lui. Kim Novak con gli occhi spalancati fissava l'uomo
spettrale che si trovava accanto. Macchinalmente, prese in
mano l'Oscar dorato. Lo accettate, in nome di Karl Fabro?
chiese indecisa.
No, rispose l'uomo con voce ferma, dall'accento inglese.
Lo accetto in nome di Edgar Allan Pixley.
...
.
...
29. Richard Blake.
...
.
...
Almeno non gli avevano messo i ferri anche ai piedi. Era
gi qualche cosa. Non che ce ne fosse bisogno. Le manette
erano abbastanza. Aveva gi il braccio destro intorpidito.
Inoltre era maledettamente sicuro di aver la rotula del ginocchio
spezzata.
Dopo il chiasso furibondo nel foyer del teatro, con i poliziotti
che si precipitavano su di lui e su Lisa da ogni parte,
fra un grandinare di pugni e lo scatto dei lampeggiatori, si
sentiva come una medusa morta. Anche se lo avessero portato
all'aeroporto internazionale e lo avessero lasciato l,
con un biglietto di andata per l'isola di Bali, non avrebbe
avuto la forza di scappare.
Invece l'avevano portato nella sala di proiezione della
direzione dello Studio. Perch, non riusciva a comprenderlo.
Socchiuse gli occhi all'abbagliante luce al neon che pioveva
dal soffitto e guard sott'occhi, al di sopra delle spalle del
sergente Grimsby, il capitano Walsh seduto al lungo tavolo
dove si trovavano i comandi di proiezione del film. Le sue
mascelle masticavano macchinalmente la gomma e il suo viso
rugoso, simile al cuoio, era impassibile. Vicino a lui si trovava
Lisa. Dovette sentire che Blake la guardava, perch
si volt. Atteggi con fatica le labbra a un sorriso triste.
Era spaventata: be', anche lui ora lo era. Guard gli altri che
erano in sala. In due poltrone della penultima fila vide Selig
e il signor Orthman.
Era parte del piano che Josh Gordon aveva in mente,
era ovvio. Il capitano Walsh che si trovava gi in sala, quando
Blake vi era stato condotto, gli aveva detto: Speriamo che
il vostro amico abbia realmente scoperto qualche cosa, come
asserisce, figliolo. Per era strano che la polizia continuasse
le indagini. Stava pensando a questo quando, dalla porta
piantonata dal grosso poliziotto, entrarono Herbie e Chuck
Eastman. Sedettero vicino al tavolo dei comandi.
Tutto pronto? domand il capitano Walsh.
Herbie rispose: Meglio chiederlo al signor Gordon.
Come si fa?
Chuck Eastman indic un piccolo portavoce inserito nel
tavolo. Servitevi dell'intercom, capitano.  collegato col
telefono dell'ospedale. Tocc un bottone vicino al portavoce:
Signor Gordon?
Un leggero ronzo usc dal portavoce. Poi si ud, rabbiosa,
la voce di Gordon: gracchiava come se provenisse da un
fonografo del 1914: Lasciate stare quella maledetta gamba!
Una voce di donna rispose: Faccio soltanto quello che mi
ha ordinato il medico, signor Gordon.
Il capitano Walsh disse bruscamente: Siete l, Gordon?
Scusatemi, sto per uccidere un'infermiera, rispose la
voce di Gordon. Si ud un grido acuto di dolore da parte
della donna. L'ho colpita con la gamba sana, disse Gordon
trionfante. La donna brontol qualche cosa che non si cap.
Ditelo a chi volete, le rispose Gordon; poi a voce pi
alta: Dite, capitano.
Walsh si avvicin di pi al portavoce: Avete sentito di
Fabro?
Lo vidi alla TV: ve l'avevo detto che quel bastardo
sarebbe scappato.
E ora?
Lo avete arrestato?
Non si pu arrestare qualcuno soltanto perch abbandona
un teatro.
Lo potete arrestare per assassinio.
Walsh guard cupo Blake, che stava dall'altra parte del
tavolo: Lo abbiamo gi preso l'assassino.
Sciocchezze. Abbiamo fatto un patto e voi avevate promesso
che mi avreste ascoltato, se Fabro fosse fuggito.
 vero.
Be',  scappato. Probabilmente corre ancora. Ci fu una
pausa. Gordon stava bevendo. Parl di nuovo: Dick?
S, Josh.
Puoi parlare?
Certo.
Allora racconta loro della bionda nuda.
Non era difficile, scopr Blake. Aveva ripetuto il racconto
tante volte fra s che lo conosceva a memoria. Descrisse come
la ragazza era andata a casa sua e come, solo ultimamente,
aveva saputo che era morta. Poi, incoraggiato da Lisa, espose
la teoria che aveva elaborato a questo proposito. Quando ebbe
terminato Walsh si volse verso il sergente Grimsby. Avete
visto il rapporto sulla ragazza?
Grimsby annu: Strangolata da persona sconosciuta.
 stata identificata?
Non ancora.
Dovrebbe essere la stessa: pelliccia di visone e il resto.
Gli occhi castani del capitano Walsh, ora si fissarono dubbiosi
su Blake: Un metodo piuttosto tortuoso, per allontanarvi
dalla macchina da scrivere.
Perch sarebbe venuta, allora?
E perch l'avrebbero uccisa, se non sapeva niente dell'assassinio
di Caresse? domand Lisa.
Ci potrebbero essere molte ragioni, rispose Walsh, ma
mi atterr alla vostra, per il momento... Le palpebre venate
di azzurro gli coprirono gli occhi. L'assassino d l'incarico
alla bionda, in modo da poter dare un'occhiata al copione e
scoprire quello che dovr accadere sulla scena. Apr nuovamente
gli occhi. E dopo che cosa fa?
Ci fu un momento di silenzio. Poi la voce di Gordon
domand: C' Selig cost?
S, signore. Sollevando il corpo angoloso dalla poltrona,
Selig goffamente si avvicin al tavolo, come se camminasse
sui trampoli.  il capo dei falegnami dello Studio, disse
Herbie. Lo so, rispose Walsh. Dalla tasca della giacca,
Selig estrasse una pistola a canna corta, una specie di arma
antica, almeno cos parve a Blake, e la pos sul tavolo.
Che cos'? domand il capitano Walsh.
Il sergente Grimsby rispose: Pistola da duello.
Lo vedo.
Ce ne sono due, disse Selig. Estrasse una seconda
pistola identica da un'altra tasca. Dovevano essere fissate
sulla parete nello...
La voce di Gordon lo interruppe. Dite al capitano dove
l'avete presa, Selig.
Da Fabro.
E lui dove la presa?
Da Orthman.
Quando?
Il mattino in cui la signorina Garnet fu uccisa.
Grazie.
Selig mormor: Gi, e ritorn al suo posto. Il sergente
Grimsby disse:  assurdo. Ho esaminato le due
pistole e...
La voce di Gordon s'intromise di nuovo: Signor Orthman?
S?
Avete portato i proiettili?
Tutte le cinque scatole. Con un'espressione solenne sul
viso giallo e negli occhi troppo grandi, Orthman estrasse
da un sacchetto di carta cinque scatole di cartone bianco:
Webley-Fosbery, calibro '325.
Qualcuno le apra.
Con il pollice e l'indice, Walsh estrasse le borchie gi
allentate delle scatole e tolse i cinque coperchi. Blake, dal
posto dov'era seduto, vide luccicare i proiettili di rame,
stretti uno contro l'altro.
Ne manca qualcuno?
Walsh si chin sulle scatole. Uno.
Naturale, fece il sergente.  quello che fu trovato
su Blake.
Non ne mancano altri?
Il capitano Walsh pass il dito sopra ogni scatola. S,
un altro.
 impossibile.
Eppure manca. Walsh osserv attentamente le scatole.
Ma capisco quello che intendete o intendevate dire. Credevate
che l'assassino avesse preso i proiettili da una di
queste scatole.
S, Fabro, mentre acquistava le pistole da duello.
Walsh guard il viso di Orthman, che esprimeva una deferente
attenzione. Fabro ebbe l'opportunit di maneggiare
queste scatole?
S, se intendete parlare di quell'uomo grasso, con quei
brutti denti, rispose il signor Orthman. Pu averlo fatto,
mentre stavo pulendo le sue pistole.
Per, sembrerebbe che non le abbia toccate, osserv
il capitano guardando le scatole.
Ve l'avrei potuto dire anch'io, capitano, disse Grimsby.
Li ho esaminati tutti personalmente.
Tutti i proiettili? domand Gordon.
Be', no...
Vuotate le scatole, capitano.
Walsh rovesci, una per volta le scatole sul tavolo, tenendo
separati i mucchietti dei proiettili. Non capisco,
comment, poi disse: Bene, avete ragione. Prese due
proiettili dal terzo mucchio e li mise da parte, sul tavolo.
Il sergente Grimsby si alz, fece alzare anche Blake, tirandolo
per le manette, e lo condusse vicino al tavolo.
Bene, che cosa c'?
Guardando sopra la spalla di Grimsby, Blake osserv che
i due proiettili, invece di avere la punta di acciaio, come gli
altri, erano riempiti di carta, che era stata compressa in
modo da simulare il naso del proiettile. Il signor Orthman
esamin una cartuccia, poi l'altra e fin col dire: Ma
queste sono due delle cartucce a salve che feci per il signor
Romero. Per sono gi state sparate.
Gordon domand di nuovo spiegazioni. Il capitano Walsh
gliele diede. Pi abile di quel che pensavo, disse Gordon.
Ha sostituito con due cartucce a salve, i due proiettili che
ha rubato. Pens che, sebbene avessero la punta di carta,
mettendoli al loro posto nessuno se ne sarebbe accorto.
Avete scoperto qualche cosa, sta bene, disse Walsh,
ma queste non sono le cartucce a salve che stiamo cercando.
Queste sono state sparate.
Le ha sparate Lisa.
Oh, aspettate un momento. Walsh si volse guardando
Lisa di sottecchi. Quando le ha sparate?
Nella scena con Caresse.
 ridicolo! interruppe Grimsby, trovammo i bossoli
sparati nella tenda.
Comunque, Lisa spar le cartucce a salve.
Vuoi dire che non l'ho uccisa io, Josh?
 stato Fabro.
Continuate a dirlo, fece Walsh, ma finora non ci avete
spiegato come ha fatto. Raccolse i due bossoli, tenendoli
sul palmo della mano. Io so soltanto che l'unica cosa che
avete provato  che le cartucce che uccisero la signorina
Garnet provenivano da questa scatola.
E che Fabro ebbe una opportunit per rubarle, disse
Blake.
Cos?
Cos, lasciate che vi spieghi tutto, disse Gordon.
Proseguite pure. Il capitano Walsh sogghign sarcastico
nel portavoce. Se voi potete dimostrare come si possano
sparare contemporaneamente da una rivoltella, cartucce
a salve e veri proiettili e come un tizio, pur essendo nel suo
ufficio, pu contemporaneamente uccidere una donna sulla
scena, cercher di aggiustare le cose la prima volta che vi
arresteranno per assassinio.
Profondamente indignato, il sergente Grimsby esclam:
Ma capitano!
Zitto voi, e sedetevi.
Le manette ai polsi di Blake, gli scorticarono la pelle mentre
Grimsby lo tirava verso le loro due seggiole. Continuate,
signor Gordon, riprese il capitano.
Vuoi continuare tu, Dick?
Io? mentre Blake si voltava, le manette lo strinsero di
nuovo. Non so neppure da dove cominciare.
Comincia dalla vittima. Si ud lo scricchiolo di un corpo
che si girava, durante una pausa. Poi Gordon riprese:
Caresse Garnet era una donna finita come prima attrice.
Cinque fiaschi di seguito. Eppure Fabro continuava a rinnovarle
il contratto. Qualcuno sa il perch?
Tutti ce lo chiedevamo, rispose Lisa.
Lo ricattava. Aveva il coltello per il manico. I contratti
la tenevano tranquilla, finch fu costretto a licenziarla. Forse
aveva ricevuto ordini da New York. Soltanto che lei non
voleva essere licenziata... perci dovette ucciderla.
Improvvisamente Blake cominci a vederci chiaro, o almeno,
vide uno spiraglio di luce. I registri! esclam.
Esatto. I tre registri di cui parl Ashton Graves, capitano,
e che lei teneva in camera da letto. E che mi fecero
rompere questa maledetta gamba, mentre cercavo di prenderli.
Sapete che cosa contenevano?
La raccolta degli scritti del grande vero amico di Caresse.
Il defunto Edgar Allan Pixley, poeta e genio.
Il tizio personificato dall'attore?
Precisamente. E dei cui lavori si appropri Fabro.
"Cielo senza stelle", "Il mercante d'odio", "La volpe
nella vigna" sono un plagio. Ridusse in prosa la poesia
e guadagn due Oscar all'Accademia.
E lo Studio della Major, aggiunse Blake.
Il capitano Walsh guard di sbieco il portavoce con aria
perplessa. Anche se la signorina Garnet lo avesse denunciato
per essersi appropriato dei lavori di Pixley, non mi pare una
ragione sufficiente per assassinarla.
Non appartenete al cinema, capitano. Nella nostra cerchia,
un plagio  peggio di un tentativo di corruzione nella vostra.
Avete visto i registri?
No.
Allora come potete sapere che vi fu plagio da parte di Fabro?
Cristo! fece Gordon. Sarebbe forse schizzato fuori del teatro come un fulmine, se non fosse cos?
...
.
...
30. Lisa Carson.
...
.
...
Oh, se Josh avesse potuto dimostrare come era stata
uccisa Caresse! Il capitano Walsh che pensava evidentemente
alla stessa cosa disse: Mi accorgo che siete forte
in teoria, signor Gordon, ma debole quanto a fatti. Specialmente
per quel che riguarda l'assassinio stesso.
Stavo per arrivarci. Proprio ora sono stato... Josh
si interruppe, poi la sua voce domand: Che diavolo volete?
Una voce acida di donna rispose: Sono la sorvegliante
delle infermiere di notte, signor Gordon.
Assomigliate di pi alla capo-infermiera di Buchenwald.
La signorina Whitley si  lamentata.
Quella grassa infermiera che ho preso a calci?
S, e lasciate che vi dica, signor Gordon, che io non
tollero... Un grido d'angoscia, tra il grugnito e il lamento,
usc dal portavoce. Una porta sbatt. Vecchia megera,
disse Josh, ho preso a calci anche lei. Ci fu un suono
di metallo contro il vetro e il rumore di un liquido inghiottito.
Ho finito il brandy, spieg Josh, prima che vengano a portarmelo via.
Sarebbe meglio che vi affrettaste a finire anche questa storia, disse Walsh.
Gi, sarebbe meglio. Per fare in fretta, potrei suggerirvi
di lasciarmi leggere le note che ho preso, dopo mi farete delle domande.
Per me va benissimo.
Ci fu un fruscio di carta e Josh cominci: Ho mandato
a Yvonne cinquecento dollari, dicendole... altro
fruscio di carta. Ho sbagliato pagina, spieg Josh.
Stette un momento in silenzio, poi riprese: Azioni di
Fatso, dopo aver deciso di assassinare Caresse. Invia la
bionda a Blake, e in questo modo riesce ad accertarsi
che la parte di Lisa  sempre quella di uccidere Caresse in
scena. Nel copione si parla della Webley, perci il mattino
dopo ruba i proiettili nel negozio di Orthman. Va sulla scena,
s'impadronisce della Webley, dal cassetto del guardaroba e
la carica con proiettili veri. Caresse in scena sulla barella,
dove l'hanno deposta i portatori che sono andati a bere allo
stagno. Fatso sa che l'azione prosegue con Lisa che uccide
Caresse. Sorprende Caresse in attesa che i portatori tornino
dallo stagno e spara due colpi su di lei. La ricopre con la coperta...
Sentite, interruppe il capitano Walsh. Eravamo rimasti
d'accordo di non far domande, ma come poteva colpirla
sotto gli occhi di cinquanta o sessanta persone?
Tutti guardavano i portatori che stavano bevendo allo stagno.
Qualcuno avr sentito i colpi.
Aveva avvolto la pistola in qualche cosa.
Si capisce, ma...
E aveva letto il copione. Sapeva che Gus Romero doveva
sparare alcuni colpi dietro la scena.
Tre colpi, disse Dick, eccitato. E Fabro spar contemporaneamente.
Non mi va, fece Walsh, ma proseguite.
... spara due colpi su di lei, le tira addosso la coperta.
Lei, dunque, doveva figurare di essere svenuta. Mette in
tasca i bossoli sparati e riporta la Webley al guardaroba. Poi
torna nel suo ufficio. Riceve la telefonata che Caresse  morta
nella tenda. Corre sulla scena, entra nella tenda per vedere
il cadavere. Raccoglie le cartucce a salve sparate da Lisa e,
al loro posto, lascia i bossoli dei proiettili assassini. Ordina che
nessuno lasci la scena, ma lui esce per andare incontro ai
poliziotti e, nello stesso tempo, si libera delle cartucce a salve.
Pi tardi le riporta nel negozio di Orthman, mettendole nella
scatola dalla quale aveva rubato i proiettili. Ruba anche i
registri e se ne libera.  fatto. Nessun indizio. Neppure
sulla scena, quando i poliziotti scoprono che Caresse  stata
assassinata. Il delitto perfetto.
Il portavoce rimase silenzioso. Lisa guard gli altri, intorno
a s. Il capitano Walsh, curvo sulla tavola, con gli
occhi semichiusi pareva un giocatore di scacchi intento a
studiare una mossa. Herbie sogghignava e cos pure Dick.
Il sergente Grimsby aveva l'aspetto di uno al quale abbiano
rubato le caramelle sotto il naso. Gli altri erano attoniti.
Che razza di teoria! disse finalmente Walsh.  completamente
fantastica.
Allora non l'accettate?
Non lo so.
 l'unico modo di far combinare tutto insieme, disse
Dick. La bionda, i registri, Fabro che acquista le due pistole
da duello.
La teoria  una cosa, disse il sergente Grimsby, ma
provarla  un'altra.
Gi. Il capitano Walsh annu lentamente. Ci sar da
fare.
Posso farlo ora, disse Josh.
Come?
Mostra loro il film, Chuck.
Tutti si voltarono verso Chuck Eastman. Egli si pieg
in avanti e premette uno dei bottoni sul quadro di comando.
Le luci al neon si affievolirono, si spensero e contemporaneamente
lo schermo si illumin.
Lisa vide che si trattava della scena che avevano cominciato
a proiettare quando Dick era fuggito dalla sala: Caresse trasportata
in barella dai portatori, sul sentiero della giungla.
Prosegu, al solito, coi portatori che arrivavano nella radura
accanto allo stagno, posavano la barella e andavano a bere.
Caresse completamente nascosta dalla coperta, tranne il viso,
apriva gli occhi atteggiando le labbra al suo malvagio sorriso,
mentre tre spari echeggiavano fuori dalla scena. La
macchina da presa inquadrava lo stagno. Mentre i portatori
bevevano, si udirono altri tre colpi.
E la voce di Josh: In questo momento viene uccisa.
Ora i portatori si arrampicavano sulla riva. Caresse era
sempre distesa sulla barella, sotto la coperta, col viso rivolto
all'obiettivo, gli occhi chiusi. I portatori si chinarono per
sollevarla, poi sullo schermo, improvvisamente, non si vide
pi nulla.
Che cos' successo? domand Walsh.
Sto azionando la bobina rallentata, rispose Chuck Eastman.
Attendete un secondo.
Il nuovo film era diverso; non era soltanto rallentato ma
era stato ingrandito, in modo che Caresse occupava tutto lo
schermo. Dei portatori erano visibili solo le mani. Inoltre
era stata tracciata una linea nera sulla pellicola, a circa
quarantacinque centimetri dalla base della barella. Passava
proprio sulla coperta, sul petto di Caresse. Mentre la barella
veniva sollevata si ud la voce di Josh: Osservate la riga nera.
Il film non era perfetto, le labbra scarlatte di Caresse e
il bruno della coperta erano sbiaditi. Probabilmente dipendeva
dall'eccessivo ingrandimento, pens Lisa. Si concentr sulla
riga nera. Ora i portatori si erano incamminati con la barella
e il braccio di Caresse, scivolato fuori della coperta,
dondolava inerte. Vide la riga nera sempre nello stesso punto
della coperta e a un tratto Lisa cap. La riga nera era immobile
e cos pure la coperta sotto di essa. Caresse non respirava!
Per circa trenta secondi la coperta color mattone e la
linea nera rimasero ancora visibili, poi furono ricoperti dalle
foglie della giungla, cinque volte la loro grandezza naturale.
Dalla colonna sonora venne la voce di Josh: Alt! e grazie.
Il raggio del proiettore si spense e in sala si riaccesero le
luci. Tutti rimasero immobili, con gli occhi fissi sullo schermo bianco.
Finalmente, come parlando a se stesso, il capitano Walsh mormor: Ges, Giuseppe e Maria!
Siete convinto, capitano?
Penso di s.
Meglio salire in arcione, allora.
Gi. Il capitano si alz e si volse a Dick e al sergente:
Andiamo.
Anche il prigioniero?
Quale prigioniero?
Oh. Il sergente Grimsby a malincuore prese una chiave
di tasca, e apr le manette di Dick. Per c' ancora qualche
imputazione contro di lui.
Il capitano, nuovamente vicino al portavoce, non gli bad.
Ci rivedremo poi, signor Gordon, e grazie.
Occupatevi solo di quel bastardo.
Walsh percorse il corridoio fra le poltrone e usc dalla sala,
seguito dal sergente Grimsby e dal poliziotto che era rimasto
sempre di guardia alla porta.
Herbie parl nel portavoce: Non c' altro?
Che cosa credi? domand Josh, che sia un lungometraggio?
Herbie e gli altri se ne andarono, uno dietro l'altro. Dick
si avvicin a Lisa massaggiandosi il polso. Come va, Lisa?
Solo un po' stordita, tesoro.
Anch'io. Gli occhi di Dick ammiccarono. Sembra un
sogno, per dirla con una frase originale. Le prese la mano.
Ad eccezione di un istante di questo pomeriggio.
 stato pi di un istante.
E pensare che ci voleva un delitto per farlo!
Dick! Lisa lo guard con aria ammonitrice. Non credo...
Dick domand: Sei sempre in linea, Josh?
Fa conto che non ci sia.
Stiamo pensando di andarcene.
E io sto pensando a Lorrance.
Che cosa c'entra lui?
Mah, cos. La voce di Josh era turbata. Non so.
...
.
...
31. T. J. Lorrance.
...
.
...
Nel bel mezzo di un sogno provocato dal nembutal e
popolato di creature da incubo, dai visi grotteschi, un campanello
squill.
Le mani tastarono la superficie del tavolino da notte e
incontrarono il bicchiere dell'acqua e la scatola delle compresse.
Il telefono era sul pavimento e il ricevitore sotto il
letto. Chiedendosi stupidamente perch era andato a finir l,
lo tir per il cordone e sent una debole voce gridare: T.J.
Alz il ricevitore e sent il freddo della plastica contro
la guancia. S...
Che cosa diavolo succede?
Era caduto... il telefono.
Sei ubriaco? domand Karl, e aggiunse in fretta:
Non importa, non rispondere; scendi solo la scala.
La scala?
Sono nello studio.
Lo studio? Era confuso come se avesse ripreso a sognare.
Karl era nella casa e adoperava il telefono? Come...
hai potuto chiamarmi?
Col tuo numero privato, scemo.
Ma perch?
Vieni gi e ti spiegher.
Il colpo che fece Fabro nel buttare gi il ricevitore gli
rintron nell'orecchio. Rest immobile nell'oscurit, in cui
si sentiva a suo agio, senza nessun desiderio di muoversi;
non era possibile. Il telefono si sarebbe messo nuovamente
a squillare. O sarebbe comparso Karl in persona. Sospir,
accese la lampada e scivol fuori dal letto. Trov la sua
veste da camera di seta sopra una sedia e sotto di essa le
pantofole imbottite. Le infil, e in punta di piedi usc dalla
camera. Era gi quasi arrivato alla scala in fondo al pianerottolo,
quando la camera di Pamela si apr e la signorina
McIntyre apparve sulla porta. La bianca uniforme da infermiera,
alla debole luce che usciva dalla stanza, le dava l'apparenza
di un fantasma.
Signor Lorrance, chiam piano.
S.
 successo qualche cosa?
No, non  successo niente.
Sotto l'accento scozzese, la voce dell'infermiera era ansiosa.
Ho sentito il telefono.
Era una faccenda d'ufficio.
Dietro di lei, nella camera parata di chintz e illuminata
dalla lampadina rosa, che restava accesa tutta la notte e
che piaceva tanto a Pamela, si sentiva il ronzo del respiratore
e il sussurro dell'immissione meccanica dell'aria.
Pamela...  sveglia?
No, rispose la signorina McIntyre. Povero agnellino,
non si  mossa da pi di tre ore.
Bene.
Farete la prima colazione con noi?
Certo. Non vengo sempre?
Lorrance indovin il suo sorriso, pi che vederlo, poi lei
si ritir richiudendo la porta. Lui discese lentamente la
scala, pensando a Pamela. Aveva fatto grandi progressi,
dopo l'epoca terribile della paralisi quasi completa. Il respiratore
era ormai necessario solo di notte e ora, nell'acqua
riscaldata della piscina del cortile interno, aveva cominciato
a riacquistare il movimento di quelle gambe sottili come
cannucce, che gli facevano venir voglia di piangere. Cinque
anni, dovevano trascorrere secondo i dottori, prima che
respiratore, bretelle e grucce scomparissero per sempre. Ma
allora avrebbe avuto solo tredici anni; ancora in tempo per
rifarsi degli anni che...
Che cosa diavolo sei stato a fare? Lorrance sussult.
Alz gli occhi e si accorse di essere entrato nello studio
illuminato da una lampada di rame a occhio di bue, posata
su un tavolo danese di tek. Vide, nel mezzo del cerchio di
luce, la Smith-Corona portatile, dal cui carrello usciva un
foglio di carta che pareva un documento legale. Poi, mentre
avanzava, distinse vagamente il volto di Karl, coi piccoli
occhi pungenti che brillavano maligni.
Ebbene?
Karl indossava ancora l'abito da sera che aveva messo
per la cerimonia all'Accademia. Mi... ero fermato a parlare
con la signorina McIntyre.
Lo sa che sono qui?
No, non lo sa nessuno.
Bene. La voce di Karl divenne meno aspra. Per
questo non venni su, nella tua camera, perch non mi vedesse
nessuno.
Ma perch?
Non hai visto la trasmissione dall'Accademia?
Lorrance fece un gesto di diniego.
Peccato, perch io ho fatto la figura del cretino. Karl
si pieg in avanti. Peggio di un cretino.
Il riflesso della luce sul tavolo gli illuminava il volto,
faceva luccicare la pelle color sego, umida di sudore.
Ti senti male, Karl?
Perch dovrei sentirmi male?
Sei pallido e tutto sudato.
Non sto male, ringhi Karl. E se vorrai ascoltare,
per amor del Cielo, ti dir perch sto sudando.
Tolse il fazzoletto di seta dal taschino e si asciug la
faccia. Sotto le porte-finestre della stanza, Lorrance sentiva
le raganelle nascoste nell'edera. Il loro gracidio era simile
al rumore della tela strappata. Sentiva, pi lontano, i grilli
e lo stormire delle foglie. Ora le parole di Karl, uscivano
attraverso il fazzoletto.
Ho perso la testa, T. J. Per la seconda volta in tre
giorni: una prima volta quando credetti che Caresse fosse
pazza e ora per colpa di questo allampanato pappagallo,
attore da strapazzo.
Quale attore?
Sal con me sul palco, quando venne letto il nome del
premiato. Un'espressione terribile si diffuse sul volto di
Karl, come se fosse in preda a un improvviso attacco. Credetti
di diventare pazzo, le sue grosse labbra tremavano,
o che i morti fossero risuscitati.
Non capisco.
Credetti che fosse Pixley! Col fazzoletto, Karl si terse
il sudore dagli occhi. Si era truccato in modo da sembrare
Pixley, e in nome di Pixley, accett l'Oscar.
Ma perch... cominci Lorrance, poi come in un lampo
tutto si chiar. I registri! esclam. I soggetti per lo
schermo! Erano di Pixley?
Dietro al fazzoletto Karl annu.
E dopo la sua morte, tu e Caresse...
Fu un'idea sua. La voce di Karl adesso era pi calma.
Le commedie erano in versi sciolti. Io dovetti ridurle in
prosa e apportare dei ritocchi importanti. Non fu cosa facile:
alla fine erano tanto miei quanto di Pixley. Dalla gola gli
usc un rumore soffocato, che avrebbe potuto essere una
risata. Per questo non mi trattenne dal fuggire. Tolse
il fazzoletto dal viso rivelando un sorriso sinistro. Non ricordo
come ho fatto a lasciare il teatro. Quando fui nella
mia strada privata, mi accorsi che avevo preso un tass. Ormai
era troppo tardi per tornare indietro.
 stata... la polizia?
No,  stato Josh Gordon.
 lui che ha scritturato questo attore?
S, e ora lo dir alla polizia. Gocce di sudore comparvero
di nuovo sul suo volto. Dir loro il movente e forse
riusciranno a capire come fu uccisa Caresse. La sua voce
si affievol, fino a un gorgoglio. Non mi avrebbero mai condannato.
Non c' il minimo indizio in nessun luogo. Ma
questo non ha importanza. Si ferm, poi parl con lentezza,
sottolineando le parole:  il mio arresto che ha
importanza.
Non mi pare che...
Sar uno scandalo! Non potrei sopravvivere. Cerc
con gli occhi il volto di Lorrance. E neppure tu, T. J. Sei
colpevole come mio complice, anche se non hai partecipato
direttamente al delitto.
Ti costituirai?
Per poi tagliarmi la gola? Karl sbuff. Non sono
cos stupido. Ma non credi che Gordon sappia che sei stato
tu a rubare i registri?
Un lieve brivido di paura corse per la schiena di Lorrance.
Avrebbe voluto non aver preso le compresse per dormire:
aveva bisogno di aver le idee chiare, invece la sua mente era
confusa, come se si trovasse ancora nel sogno.
Che cosa possiamo fare?
Siamo perduti tutt'e due. A meno che...
A meno che?
...
.
...
32. Karl Fabro.
...
.
...
Karl si chin sulla Smith-Corona, prese il foglio protocollo
e lo pos sul tavolo. Leggi.
Lorrance si avvicin, diffidente. Che cos'?
Una confessione.
Una confessione?
Come furono commessi i delitti.
No, Karl, protest Lorrance. Ne so gi troppo...
Sent il cuore balzargli in petto. Delitti?
S, Caresse e una ragazza. Non so neanche il suo nome.
E tu confessi i due delitti?
Le labbra gommose di Karl si distesero in un sorriso:
No. Sei tu che confessi, T. J.
Malgrado il terrore che gli dilaniava ancora le viscere,
riusc a stento a trattenere il riso. Il colpo su T. J. fu cos
violento che pareva gli avessero applicato l'elettroshock per
curarlo di paranoia acuta. Braccia, gambe, tutto il corpo sussultava,
senza che riuscisse a frenarsi. Faceva pensare a una
rana appesa a un gancio, percorsa dalla corrente elettrica.
Lo aveva sconvolto e ora bisognava impedirgli di riprendersi.
Gir attorno al tavolo e afferr il braccio sottile, affondando
le dita nella carne incartapecorita, e lo scosse. Trascin
T. J. dietro al tavolo, lo spinse sopra una sedia e gli
volt la testa verso la carta. Ti ho detto di leggere.
No no no no...
E piantala! Fabro alz una mano. O ti devo di nuovo
prendere a schiaffi?
Lentamente il tremito diminu. La vista ritorn negli occhi
azzurri che ora erano vitrei. Karl, non potr mai...
Leggi, maledizione!
Sbattendo le palpebre, T. J. si chin sul foglio e cominci
a leggere con voce,malferma. Io Terranee Joseph Lorrance,
confesso che... La voce mor, mentre gli occhi percorrevano
il foglio, prendendo visione dei paragrafi, pi che di ogni
parola. A met foglio si ferm. Uccisi Caresse vicino allo
stagno...?
Di nuovo, Fabro sent una gran voglia di ridere. Mentre
venivano sparati gli altri colpi. Adoperasti un soprabito che
rubasti dal mio ufficio per nascondere... S'interruppe, e
dalla tasca tir fuori una busta. Stavo per dimenticarmene.
Dalla busta uscirono sette bottoni di tartaruga, che caddero
sul tavolo. Rimasero questi, T. J., dopo che tu bruciasti
il soprabito.
Io non bruciai... Con timore T. J. alz lo sguardo dai
bottoni. Sei impazzito, Karl?
Karl ora rideva. Pazzo, quando invece si sentiva cos leggero
che aveva voglia di ballare?
Continua a leggere, disse, cercando di riprendere respiro.
Vedrai.
T. J. gli teneva lo sguardo fisso addosso. Nessuno lo
creder.
Perch?
Non ho nessun motivo. Conoscevo appena Caresse.
Leggi l'ultimo paragrafo.
T. J. lesse: Ricatto?...
Caresse sapeva qualche cosa del tuo passato. Fabro
si pieg in avanti, leggendo ad alta voce, in fondo alla pagina:
... e poich coinvolge anche altri, non potr rivelarlo
mai, neppure per salvare me stesso. Fabro chiocci.
Ti sembro ancora pazzo?
Ma all'assegnazione degli Oscar, all'Accademia, fosti
tu a fuggire...
Dir che presi quell'uomo per un pazzo. Per un attore
a cui avevo rifiutato lavoro.
Questo non spiega la faccenda dei registri.
Tu la spieghi. Fabro accenn con l'indice: Essi contenevano
le prove che Caresse adoperava per ricattarti. Rise
deliziato. Oh, son tutte false prove, T. J. Guarda: ho anche
scritto a macchina come scriveresti tu: trasposizione di lettere,
errori di ortografia; un uomo con la mente pervertita.
La mia mente non ...
Aspetta. Fabro si sforz di non ridere. I migliori
avvocati del paese ti difenderanno, un esercito di esperti
prover la tua infermit mentale. Tre, forse cinque anni in
un ridente sanatorio. Poi riacquisti la ragione, gli esperti
testimoniano di nuovo e il tribunale ti mette in libert.
Impossibile. Anche se avessi del denaro...
Ne avr io! Fabro prov un passeggero senso di irritazione.
Perch quell'idiota era cos lento a capire? Non
vedi? Io sar a capo della Major al posto di Benjy e potr
disporre di milioni.
Neppure cos posso...
Neanche per Pamela?
T. J. respirava come se lo avessero colpito all'inguine con
un calcio.
Che c'entra Pamela?
Sopravvivenza.
Sopravvivenza? fece eco T. J.
Ne parlavamo ieri. Fabro guard accigliato il volto che
aveva davanti. Come sopravviver Pamela se tutt'e due
andiamo alla malora? Sputava le parole su T. J. Senza
casa, senza piscina riscaldata, senza la signorina McIntyre.
Qualche asilo di carit pieno di microbi, in mezzo a una
trentina di bambine, alloggiate in una corsia scura e sporca.
Una probabilit su dieci di resistere.
Tu dici che se firmo...
Irene si occuper di lei.
Irene?
Ti ama, T. J. Fabro si avvicin a toccare le spalle
curve. Avr cura di Pamela per amor tuo. Ebbe un
caldo sorriso. Ti far una promessa scritta, appena avrai
firmato.
Irene mi ama? domand T. J. meravigliato.
S, rispose Fabro. Firma.
Gli occhi di T. J. si volsero alla pagina dattiloscritta. Lentamente
le sue labbra si sporsero come se vi fosse caduto
sopra dell'allume. Fiss a lungo la pagina, abbastanza a lungo
perch una rana, o un rospo, o che altra bestia fosse, fuori
della finestra, avesse tempo di gracidare tre volte. Finalmente
parl, con voce non dissimile al gracidare che veniva dall'esterno.
Non posso.
Neppure per Pamela?
No, non posso.
Fabro si appoggi con noncuranza al tavolo, apr il cassetto
e ne estrasse la rivoltella di T. J. Un'arma italiana
di piccolo calibro, un ricordo di guerra. Si era gi assicurato
che fosse carica. Ti dissi una volta di liberartene. Col pollice
tolse la sicura. Ora sono contento che tu non l'abbia
fatto.
Prese il suo fazzoletto di seta, lo avvolse sulla canna,
strinse il fazzoletto e l'arma nella destra e lentamente pass
davanti al tavolo. T. J. sedeva immobile, con gli occhi fissi
sulla rivoltella, come un uccello ipnotizzato da un serpente.
Mi dispiace, disse Fabro, siamo sempre stati buoni
amici.
Karl, non puoi...
 l'unica alternativa. Morto di mano tua, con la tua
confessione davanti, scritta con la tua macchina, con particolari
che solo l'assassino poteva sapere. Sorrise: Mi
mancherai.
Con gli occhi sempre fissi sulla rivoltella, T. J. taceva.
Non vuoi proprio firmare?
T. J. fece con la testa un debole cenno di diniego. In fondo
alla mente di Fabro si accese una scintilla d'ira, un distante
lampo rosso. Poi svan. Avrebbe dovuto essere in collera con
T. J., ma non lo era. Alz la rivoltella.
Sei ancora in tempo.
No. La voce di T. J. tremava, disperata. Dopo mi
uccideresti lo stesso. Fabro sogghign davanti a quel viso
istupidito, gi invaso dal pallore della morte. Hai ragione,
ma non importa, per me  lo stesso.
Sent con gioia il sangue che gli si riscaldava. Era molto
pi facile che con quella bionda sgualdrina, nell'automobile.
Si era messa a gridare come un pollo rubato, quando le sue
dita le avevano stretto la gola. Era quasi altrettanto facile
che con Caresse. Si chin in modo che la traiettoria del
proiettile andasse dal basso verso l'alto, come se T. J. si
fosse sparato da s. Vicino abbastanza perch rimangano
le bruciature della polvere, sent dire a se stesso, allegramente.
Dopo penseremo alle impronte.
Lentamente T. J. cominci a scivolare dalla sedia e fin
con le ginocchia sul tappeto. Appoggi le mani sul petto e si
pieg in avanti con gli occhi chiusi, come se pregasse. Fabro
calcol che abbassandosi ancora un po', poteva ancora sparare
verso l'alto, dalla tempia al cervello. Avvicin la bocca
della rivoltella alla tempia brizzolata e per una frazione di
secondo credette di aver sparato. Poi avvertendo un atroce
dolore al fianco si accorse che la detonazione era venuta da
un'altra parte della stanza. Si gir pesantemente da quella
parte e la vide in piedi inquadrata nel vano della porta.
...
.
...
33. Richard Blake.
...
.
...
Cristo!
Aveva sulle spalle la pelliccia di visone zaffiro e l'abito intessuto
d'oro zecchino che indossava alla cerimonia dell'Accademia.
Gli occhi, nerissimi e enormi nel viso bianco, avevano
un'espressione interrogativa, come se aspettasse che lui rispondesse
a una sua domanda. Tra le mani, che teneva staccate
dalla pelliccia, c'era la Colt .25 automatica che lui le
aveva regalato appena sposati. Attraverso la nebbia che gli
velava gli occhi, egli la fissava senza capire. Irene? disse,
Irene? Poi la comprensione venne e con essa la rabbia che
avesse osato intromettersi. Gir intorno al tavolo avanzando
verso di lei, noncurante del dolore che gli straziava il
fianco. Dammi quell'arma, le disse, prima che tu rovini
tutto. Le si avvicin e stese la mano per prendergliela e,
con sua sorpresa si accorse di stringere ancora nella mano
la rivoltella italiana, ma, prima che potesse capire, una fiamma usc dalla canna rivolta contro di lui.
Fuori della camera, nell'ingresso, pareva il tiro alle anatre
di legno che vengono buttate gi dai tiratori sulle fiere, a
un soldo il colpo. Ma dentro, stando sulla porta, pareva il finale del terzo atto al Grand Guignol.
Fabro era raggomitolato sul tappeto, contro un'enorme
poltrona di cuoio, col viso contratto dal dolore e le mani
strette contro il fianco, mentre il sangue colava attraverso le
dita. Lorrance, dietro una lucente scrivania di tela con le
finiture cromate, era in ginocchio. Con la veste da camera di
seta nera sopra un pigiama pure di seta nera, gli occhi chiusi,
le mani congiunte sotto il mento, pareva un moderno monaco
orante. E vicino alla porta, Irene Fabro, con la morbida pelliccia
di visone sul vestito scintillante d'innumerevoli puntini
lucenti e il viso cos composto che, senza la rivoltella fumante
ancora puntata su Fabro, avrebbe potuto posare per una pagina di moda di Harper's Bazaar.
Non avrebbe mai dimenticato quella scena.
Dietro di s, nell'ingresso, sent il rumore degli alti tacchi
di Lisa che si avvicinavano. La sent sussultare quando raggiunse
la porta e nello stesso tempo ud come un sussurro
provenire da Fabro. S'inginocchi, guardando il viso stravolto.
Gli occhi luccicanti non lo riconobbero, le labbra si
contorsero: Cagna, sussurr, a nessuno in particolare. Ha
rovinato tutto... Il luccicore degli occhi spar. Si rovesci
sul fianco. Sulla camicia bianca dove le sue mani s'erano strette, c'era una larga macchia di sangue.
Blake si rialz e guard Lisa, immobile sulla porta con
gli occhi spalancati, poi fiss Irene. Lei guardava Fabro col
viso sempre calmo. ... domand. Blake chin la testa e lei disse tranquilla: Stava per uccidere T. J.
Come?
Come? Lo guard smarrita. Poi sorridendo abbass la
rivoltella, accennando con la canna, verso il tappeto. Guardate, vicino al suo braccio.
Blake abbass gli occhi sul tappeto. Sotto la sedia, in parte nascosta dalla manica di Fabro, c'era un'altra rivoltella. Un'arma di marca straniera.
Amore, onore e violenza, disse Irene Fabro.
Che cosa volete dire?
Non lo sapevate? cominci a ridere dolcemente. Karl mi fece violenza la scorsa notte.
Lisa le si avvicin: Sedetevi un momento, signora Fabro.
E datemi quella rivoltella, vi prego, aggiunse Blake.
No. Senza che se ne accorgessero, Lorrance si era allontanato dalla scrivania, avvicinandosi a loro. La prender
io. Tolse la rivoltella dalle mani di Irene Fabro. Dir che l'ho ucciso io. Guard Blake con aria implorante: Ha gi sofferto troppo.
Irene Fabro ridacchi: Non  buffo? Mio marito mi fece violenza la notte scorsa.
Lisa la schiaffeggi.
Ma... cominci Irene, portandosi, meravigliata, la mano alla guancia. Poi parve che la luce si fosse fatta nel suo cervello. Ma certo, grazie. Si volt verso Lorrance: Per favore T. J. Prese la rivoltella e la diede a Blake Non pi bugie.
Ma sarai incolpata.
Non m'importa, tesoro, se saremo incolpati insieme.
Lorrance le prese la mano poi sedettero sul divano, senza parlare, stringendosi solo le mani. Si ud squillare un telefono.
Blake and verso il tavolo, pos la rivoltella e alz il ricevitore pi vicino. Il telefono continu a suonare. Blake prese l'altro ricevitore. Era Josh Gordon. Che diavolo succede? domand. Blake gli spieg.
Irene lo ha ucciso?
Cinque proiettili nelle budella.
 proprio morto quel bastardo?
S.
Fuori, nella strada, si ud l'ululato di una sirena.
Josh disse: I piedipiatti?
Stanno per arrivare.
Lisa si era avvicinata alla scrivania. Accost la testa al telefono per sentire lei pure. I suoi capelli odoravano di pino e di lill.
Cinque pallottole, eh? disse Josh.
Esatto.
Non mi va.
E perch?
 un brutto precedente, rispose Josh. Potrebbe suggerire delle idee ad Agnes. Sospir: Non sposarti mai Dick.
Lisa prese il telefono: Ci sposeremo domani, anche se dovessi usare un fucile.
Un fucile?
Voglio che mio figlio abbia un nome.
Che Dio mi fulmini, fece Josh. E da quanto tempo?
Da sei ore, rispose Lisa.
...
.
...
FINE.